Carnage – 34º23″41’N 132º27″17’E (2017)

Il gruppo che andrò a recensire quest’oggi ha lo stesso nome di una della band che ha scritto la storia del Death Metal svedese con quel capolavoro di classico Stockholm Sound che è “Dark Recollections”; disco che fu anche il loro canto del cigno, visto che pochi mesi dopo la pubblicazione svanirono nel nulla rimanendo a tutti gli effetti la meteora per eccellenza della scena estrema svedese degli anni ’90. Stesso nome dicevamo per questi ragazzi portoghesi che però, pur nel marciume post-apocalittico della loro proposta, poco nulla hanno a che fare con il death metal di matrice svedese e che in nessun modo son debitori del sound proposto dai loro omonimi svedesi, perché i nostri prendono il loro nome direttamente da un brano presente su “Who’s the Enemy?”, primissimo EP dei maestri Amebix. La creatura post apocalittica creata dal Barone nel lontano 1978/79 risulta difatti essere la principale e innegabile influenza dei portoghesi, che non fanno assolutamente nulla per nasconderla, e in questi quattro pezzi che compongono “34°23”41’N 132°27”17’E” si nota tutto l’amore viscerale e la dedizione che i Carnage nutrono nei confronti degli Amebix, sopratutto quelli più sporchi, primitivi e marci di “Winter” e “No Sanctuary”. Il sound abrasivo, primordiale, seminale a cavallo tra hardcore/anarcho punk, metal e contaminazioni industrial che sarebbe divenuto di li a poco marchio di fabbrica degli Amebix, le visioni angoscianti e apocalittiche create dalle liriche e dall’immaginario dei britannici e la loro attitudine prettamente underground, rivivono interamente oggi in questa demo dei Carnage. Demo che fin dall’enigmatico titolo, ossia le coordinate della città di Hiroshima tristemente nota per esser stata teatro dello sganciamento della bomba atomica nel 1945, costruisce attorno alla proposta musicale dei nostri un’atmosfera fortemente oscura ed angosciante, con continui richiami per l’appunto ad un immaginario fatto di paesaggi desolati odoranti di morte, post-nucleari e totalmente inospitali per qualsiasi forma di vita. Non solo Amebix però. Nella proposta dei Carnage si possono difatti sentire influenze di Antisect, G.I.S.M e percepire, seppur in minima parte, echi di thrash metal suonato alla maniera dei mai dimenticati Effigy o dei mai troppo incensati Sacrilege, tutte influenze sapientemente dosate e amalgamate nel sound oscuro dei portoghesi. Ci vuole poco a divenire un semplice clone dei propri punti di riferimento e delle proprie influenze, soprattutto in ambito musicale. I Carnage, cresciuti a pane e Amebix, questo lo sanno bene e difatti non preoccupandosi di nascondere la loro influenza primaria, hanno rischiato di essere l’ennesimo gruppo copia dei mostri sacri del genere, uno dei tanti che affolla il panorama underground e che si potrebbe (e vorrebbe) volentieri evitare di ascoltare. Per fortuna questi portoghesi hanno dalla loro una buona qualità nel songwriting, un’ottima tecnica strumentale e una capacità di riproporre e ricreare le atmosfere oscure, primitive e apocalittiche tipiche degli Amebix facendole suonare mai banali o scontate. Questi tre elementi rendono il lavoro dei Carnage, si assolutamente derivativo e per nulla originale, ma altrettanto godibile e capace di catturare l’attenzione dell’ascoltatore anche grazie ad una sezione ritmica, alcuni riff e linee melodiche di ottima fattura che catturano l’attenzione degli appassionati del genere. Dopotutto se è vero che ormai in ambito estremo, sia esso punk o metal, nessuno inventa più nulla o quasi, perché mai dovremmo storcere il naso dinanzi ad un lavoro di ottima qualità, suonato con attitudine, passione e dedizione (è solamente la prima demo dei nostri, è giusto ricordarlo)? Perchè mai dovremmo lamentarci di un gruppo che mostra fieramente la propria passione nella riproposizione di un sound e di una lezione che all’interno del vasto e generico panorama “crust punk” ha fatto la storia, tracciato le coordinate stilistiche, liriche e di immaginario che, chi più chi meno, tutti hanno seguito e a cui tutti continuano ad ispirarsi tutt’oggi? I Carnage sono certamente ancora degli allievi, allievi che hanno interiorizzato nel modo migliore e piú sincero la lezione dei maestri del genere, ma questa demo già dimostra tutte le loro potenzialità e la loro qualità nel songwriting. Crust Punk dai toni tanto epici quanto oscuri condito con visioni apocalittiche, se questo è quello che cercate per sopravvivere alla putrefazione e all’odore di morte che domina le lande desolate delle nostre vite, questo “34°23”41’N 132°27”17’E” è quello che fa per voi. Solo carneficina e distruzione per le vostre orecchie.

 

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