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Schegge Impazzite di Rumore #02

Secondo appuntamento con la rubrica più attesa e bramata da tutti gli amanti del rumore e del disastro sonoro, dell’etica Do It Yourself e del marcio e polveroso Underground. Anche oggi saranno 4 i gruppi e gli album di cui gi andrò a parlare nello specifico pur tentando di racchiudere l’essenza in una manciata di righe; dopotutto la rubrica “Schegge Impazzite di Rumore” è nata proprio con l’intento di parlare in breve e porre l’attenzione sulle ultime uscite discografiche in ambito punk-hardcore (e generi affini) e soprattutto sugli album che mi son ritrovato più spesso ad ascoltare nell’ultimo mese. Ed ecco spiegato il perché quest’oggi vi parlerò di Amphist, Gli Stronzi, Lucta e Sepolcro.

Partiamo dall’album più “vecchio” tra i quattro di cui vi andrò a parlare quest’oggi, ossia “Waking Nightmare” dei beneventani Amphist, album rilasciato dal gruppo nel febbraio del 2017. Un disco di crust punk genuino, che in alcuni casi mi ha ricordato gli indimenticati Gelo, sapientemente miscelato con il meglio che la scuola europea/scandinava del death metal abbia saputo offrire negli anni ’90. I nostri descrivono il loro sound come “blackened crust”, ma al mio orecchio di black metal è giunto veramente poco nulla, se non per un atmosfera generale del album decisamente oscura e sulfurea. Un suono quello proposto dagli Amphist in questa loro prima fatica che si posiziona perfettamente a metà strada tra la lezione impartita dai mostri sacri del genere, le soluzioni piú moderne e le ultime uscite in ambito Crust. Un buonissimo esordio, non c’è che dire.

Amphist – Waking Nightmare: https://amphist.bandcamp.com/album/waking-nightmare

 

Tornano Gli Stronzi dopo l’esordio “Nessuna Prospettiva” che aveva giá fatto intravedere tutti gli ingredenti della loro proposta semplice e immediata: hardcore punk veloce, riottoso e figlio diretto della vecchia scuola italiana ma non per questo banale. Tornano più incazzati che mai con questo nuovo “Sicurezza e Decoro”, 8 tracce che ci vengono sbattute in faccia con la stessa violenza inaudita di una mazza da baseball che sbriciola i denti lasciando in bocca solamente il sapore amaro del sangue. Per non farsi mancare assolutamente nulla tra le 8 tracce troviamo un feat con la Chiara, voce sgraziata dei milanesi L.UL.U, dal titolo “Ai Margini” e la cover di un gran pezzo dei CGB dedicato alla “città che brucia”, ossia Imperia, città dalla quale appunto provengono alcuni di questi “Stronzi”. Come al solito Gli Stronzi suonano genuini, hanno attitudine, tutto su questo nuovo EP trasuda passione per l’hardcore più sincero e per il Do It Yourself, dalla copertina bellissima nella sua semplicità alla voce rabbiosa della Clara; se vi masturbate compulsivamente sugli EP “ormai datati” di Declino, Indigesti e Negazione e siete in astinenza dal hardcore punk tutto attitudine, passione e sudore questo “Sicurezza e Decoro” è sicuramente quello che fa per voi ed è il meglio che possiate trovare sulla piazza ultimamente. Se ve lo fate scappare gli stronzi siete voi, sappiatelo.

Gli Stronzi – Sicurezza e Decoro: https://glistronzi.bandcamp.com/album/sicurezza-e-decoro

 

Eccoci giunti a parlare finalmente delle Lucta. La Occult Punk Gang colpisce ancora. Dopo l’incredibile esordio dei misteriosi Cerimonia Secreta, i nostri tirano fuori dalle nebbie e dai fumi del loro rituale occulto un altro piccolo gioiello oscuro. E il loro suono è proprio quello che ti aspetti dal titolo dell’album, un titolo che non lascia troppo spazio ad interpretazioni: un punk oscuro e sabbatico è difatti quello che trasuda dalle 7 tracce di questo “Black Magic Punk”. Magari dirò una stronzata irripetibile ma il loro sound, capace di creare una atmosfera oscura e a tratti vampiresca, mi ha fatto piombare in un viaggio onirico nel quale ho immaginato le Lucta come un entitá demoniaca risvegliata durante un rituale sabbatico in cui hanno partecipato Cerimonia Secreta, Kalashnikov Collective e Negot. Ecco fate lo sforzo di immaginare il sound delle Lucta come la somma di quanto ho appena scritto, prendendo il meglio da ogni gruppo sopracitato. E se pensate io abbia scritto una marea di cazzate (com’è probabile che sia) su questo “Black Magic Punk”, mandatemi a cagare e correte ad ascoltarlo lasciandovi trasportare nel rituale oscuro delle Lucta. Occult Punk e Magia Nera, vi basta? Join the Sabba!

Lucta – Black Magic Punkhttps://occultpunkgang.bandcamp.com/album/black-magic-punk

 

Cambiamo completamente genere con il ritorno dei Sepolcro che ci regalano un EP contente solo tre pezzi; tre pezzi di marcio e opprimente death metal che ricorda spesso la scuola finlandese degli anni ’90 (Convulse, Sentenced e compagnia) ma anche gruppi più recenti come i favolosi Krypts (anch’essi finlandesi). Nulla di nuovo quindi su questo “Undead Abyss”, niente assolutamente di originale, ma la qualità tecnica e la passione che contraddistingue i nostri ci permettono di apprezzare appieno il death metal suonato dai Sepolcro, un death metal oscuro, putrido e lovecraftiano tanto nelle atmosfere quanto nelle liriche. Lasciatevi dunque inghiottire dagli abissi, lasciatevi divorare dai mostri che li abitano, lasciatevi seppellire vivi dalla pesantezza oscura di questo “Undead Abyss”! Ah e lasciatevi ammaliare dalla stupenda copertina che farebbe invidia allo stesso H.P. Lovecraft per quanto è disturbante e angosciante.

Sepolcro – Undead Abysshttps://sepolcro.bandcamp.com/album/undead-abyss

 

Siamo schegge, solamente schegge di rumore impazzite! Buon Rumore, buon Disastro Sonoro!

 

Punks For Rojava – This Music Kills Daesh and Erdogan!

“MAY THE SUN OF ROJAVA RISE AND NEVER SET
MAY THE SUN OF ROJAVA BURN ITS ENEMIES TO DEATH” (Adrestia – The Sun of Rojava)

In supporto alla Rivoluzione Confederalista e Democratica del Rojava è nato qualche mese fa un progetto dal nome “Punks For Rojava“, ossia una rete formata da individui e gruppi facenti parte della comunità punk internazionale impegnata sia nel supportare la Rivoluzione sia nel portare solidarietá ai curdi e ai tutti i gli altri popoli (armeni, yazidi, ecc.) che abitano i cantoni del Rojava, Afrin su tutti, che stanno subendo violenze, attacchi e feroci atti di repressione proprio in questo ultimo periodo da parte dell’esercito turco e dei mercenari jihadisti di Daesh al soldo del sultano Erdogan. I promotori di questa rete internazionale e internazionalista hanno spiegato che il progetto nasce dal fatto che loro vedono nel Confederalismo Democratico, l’ideologia che sta alla base della Rivoluzione del Rojava, gli stessi valori e gli stessi principi (femminismo, antifascismo, antirazzismo, libertá, uguaglianza, ecc.) sui quali si fonda la comunitá punk internazionale. Perché, come non mi stancheró mai di ripetere, il punk non è solo musica. Non può essere solo musica.

Tutto è nato a partire da un split album dal titolo “In Solidarity with Rojava” registrato e rilasciato lo scorso aprile dai Martyrdod e dagli Adrestia, entrambi gruppi crust provenienti dalla Svezia. Lo split contiene brani come “The Sun of Rojava” scritto dagli Adrestia, un vero e proprio manifesto di solidarietà e complicità con la Rivoluzione confederalista e democratica del Rojava. Due canzoni a testa per i due gruppi svedesi, tra cui troviamo anche “Harmaggedon” dei Martyrdöd giá rilasciato sullo splendido List del 2016. Inoltre lo split è accompagato da una breve spiegazione dei motivi che hanno portato le due band a collaborare e supportare la rivoluzione del Rojava attraverso la registrazione di questo album. Motivazione che ci tengo a riportarvi di seguito: “Since the outbreak of the Sirian civil war, western leaders have choosen to support Turkey, a country that now drifting towards dogmatic totalitarism. By doing so, they have side with a force that have suppressed democracy, instead of supporting the only democratic alternative in the region. Throughout the war, Turkey has been sponsoring sectarian terrorist groups fighting in Syria, in many case under the name of PSA. Even though the armed forces of Rojava, YPG/YPJ, has proven to be the most effective force when it comes to fighting back ISIS, the EU and the US has failed to support them. This is unacceptable. It should be unacceptable to anybody believing in humanism and equal rights. It’s time to take action. All profit from the sales of this record will go to support organization working directly in Rojava. We encourage other bands/artists to launch similar projects. THIS RECORD KILLS ISIS.”

Martyrdöd & Adrestia

In questi ultimi mesi altri gruppi hanno iniziato a partecipare alla rete “Punks for Rojava” concedendo ad essa alcuni propri pezzi inediti o già rilasciati. È il caso dei beneventini Amphist, autori di un death/crust molto buono, che partecipano a Punks for Rojava con il brano “Amphibian Death Cult” già presente sul loro primo lavoro del 2017 intitolato “Waking the Nightmare”. Oppure pensiamo agli Shades of Grey, anch’essi provenienti dalla terra svedese, che partecipano al progetto con la loro Demo del 2006, con il loro album “Freedom/Incarceration” e con i cinque brani presenti sullo split con i Massmord. Potete ascoltare ed acquistare tutto questo sulla pagina bandcamp di Punks for Rojava ; i soldi che verranno raccolti andranno a supportare e finanziare direttamente organizzazioni che operano direttamente nei cantoni autonomi del Rojava.

Di seguito potrete leggere il manifesto originale in lingua inglese della rete Punks for Rojava:

“Punks have been singing about change and revolution for nearly 40 years. The revolution is here now.

The similarities between the Society in Rojava, based on an ideology called Democratic Confederalism, and the ideology of the international punk community are huge. Democratic Confederalism is an ideology that rejects the notions of nation states, religious influence over society, dictatorship in all its forms, as well ad capitalism. Democratic Confederalism is based on direct democracy, total gender equality, secularism, ethical pluralism and ecology. The Revolution in Rojava has been going on sincera 2012. Since then, Democratic Confederalism has been implemented in all the areas controlled by the armed forces of Rojava, YPG/YPJ. The YPG/YPJ has succesfully fought both IS as well as Turkish backed terrorist groups.

However, it’s important to remember that this revolution takes place in a war zone. Since no nation states openly supports the system in Rojava, our support is crucial for the survival of the society there. So far Punks for Rojava have supported the society in Rojava by selling records, t-shirts and by organizing benefit shows.

Punks for Rojava is a network. It’s not supposed to be related to certain people or bands in the scene. We appreciate all kinds of efforts to help out. There are many things you can do. Print t-shirts or other merchandise, organize benefit shows, upload your band’s songs on the PFR bandcamp page, spread the word about the Rojava revolution, make contact with the local Kurdish community to sede of there is any Rojava support organization where You live, to nane a few.

We believe that punk is more than just music and entertainment. We believe than punk is, and should always be, anti-fascist, anti-sexist, anti religious, against capitalismo and exploitation, for equality, for freedom and direct democracy. Our scene is already built on these ideals to a large extend. In fact, the ideological fundament of the international punk community could, if implemented on a large scale, provide an ideological fundament for a whole society. Does it sound utopian? Well, that society already exists in Rojava. That’s why you should support it. Get involved!

THIS MUSIC KILLS DAESH AND ERDOGAN! SEMPRE IN PRIMA LINEA CONTRO OGNI FORMA DI FASCISMO, OPPRESSIONE E AUTORITARISMO. BIJI ROJAVA! BIJI AFRIN!

Schegge Impazzite di Rumore #01

Volevo chiamare questa rubrica “Scaglie di Rumore” per omaggiare uno dei blog (se non conoscete ciò di cui sto parlando vi lascio il link per rimediare al piú presto canaglie che non siete altro: https://scagliedirumore.wordpress.com) sulla musica underground (punk ma non solo) e rigorosamente DIY che seguo da anni e che è stata una delle ragioni che mi ha spinto ad aprire a mia volta questo “stupenderrimo” blog/webzine che risponde al nome di Disastro Sonoro. Ma, volendo evitare di copi-incollare il nome già utilizzato da altri, ho deciso di nominare questa nuova rubrica rimanendo si fedele all’idea originaria (“Scaglie di Rumore” per l’appunto) ma modificandone il nome in “Schegge Impazzite di Rumore”. Tutto qui, meno misteriosa e affascinante di quanto si possa pensare la storia che sta dietro alla scelta del nome di questa nuova rubrica ospitata sulle pagine di Disastro Sonoro.

Oggi con questo articolo tenterò quindi di dare il la ad una rubrica (Schegge Impazzite di Rumore per l’appunto) nella quale cercherò, con scadenze non ancora stabilite ma probabilmente mensilmente a causa di mancanza di tempo materiale, di parlare in breve degli ultimi album che ho ascoltato o che sto ancora ascoltando mentre scrivo. Una rubrica che cavalca il sottile e labile confine tra la recensione e la “playlist”, e che a differenza delle recensioni standard, probabilmente mi permetterà di stare maggiormente sul pezzo rispetto alle ultime uscite nel panorama punk-hardcore, underground e DIY in generale, riassumendone il meglio in pochissime righe (e so già che questa sarà l’impresa più ardua per me che sono prolisso fino alla morte quando parlo di gruppi e album che ho apprezzato). Prendetela come una rubrica in cui vi consiglio in breve quelli che ritengo essere gli album più interessanti usciti negli ultimi mesi e nell’ultimo anno, ma può essere che di volta in volta ci butti in mezzo lavori piú vecchi, classici della scena punk-hardcore italiana e oggetti smarriti a.k.a. gruppi dalla breve vita, sconosciuti o che son stati erroneamente dimenticati dai piú, cercando, tenendo fede al “motto” (Oltre la Musica, Oltre il Rumore) che mi accompagna dal primo giorno che ebbi l’idea barbina di aprire questo blog, sempre di andare oltre la musica e oltre il rumore, oltre il Disastro Sonoro. Detto ciò, buon rumore a tutti e buona lettura canaglie punx di tutta Italia! ! Ecco a voi le prime quattro Schegge Impazzite di Rumore consigliate per voi per il mese di Marzo!

Partiamo da un album che ho recensito pochissimo tempo fa e che sto facendo fatica a tenere lontano dalle mie orecchie cresciute a rumore e violenza sonora. Sto parlando di “Il Mondo che Crolla” dei Potere Negativo, gruppo di recentissima formazione ma che con questo loro primo lavoro hanno dimostrato che chi ben comincia è già a metà dell’opera. Gruppo che interpreta al meglio l’idea di “disastro sonoro” e che grazie ad un raw punk hardcore molto caotico, sporco e dal sapore marcatamente old school, il tutto affiancato da una registrazione estremamente lo-fi, sa come, dove colpire e quanto dolore infliggere, lasciandovi inermi e privi di energie in questo viaggio nei meandri del rumore più nichilista e abrasivo. Lo sentite il rumore? È il suono corrosivo e rabbioso dei Potere Negativo! Chiudo qua, per saperne di più correte a leggervi la recensione completa (che vi lascio di seguito) de “Il Mondo che Crolla” scritta più di un mese fa su queste pagine!

Potere Negativo – Il Mondo Che Crolla (2018)

Copertina stupenda che mi ricorda vagamente l’EP “Disperazione Nevrotica” degli Upset Noise

Altro disco che sta accompagnando le mie vacue giornate occupate dal vano tentativo di sopravvivere a questo caos schizofrenico che tendiamo a chiamare vita, riempiendole di quella dose sempre necessaria di rabbia annichilente necessaria alla sussistenza, è senza ombra di dubbio il primo lavoro S/t dei trentini Impulso dato in pasto a noi punx affamati di marciume e rumore lo scorso agosto. Quattro pezzi per un totale di 7min e 40 secondi di noise/punk/hardcore grezzissimo e anch’esso, vale quanto detto per i Potere Negativo, annichilente e impregnato di rabbia. Raw punk che ha le fattezze di una mazzata che sbriciola il setto nasale e che lascia sanguinanti distesi al suolo. Brano fondamentale per sopravvivere alla noia e all’apatia quotidiana senza lasciarsi risucchiare in questa spirale è sicuramente la conclusiva “Soffoco”. Rumore spacca timpani, cosa chiedere di più?

Per rimanere sulle sonorità che caratterizzano i lavori di Potere Negativo e Impulso, non posso non consigliarvi un altro album che mi sta accompagnando in questo periodo. Sto parlando del secondo lavoro in studio dei romani Sect Mark, anche loro caratterizzati da un sound sporco, grezzo ed estremamente caotico. Rispetto ai gruppi sopracitati, con questo “Worship” uscito agli inizi del 2018 per l’americana Iron Lung, proseguendo il percorso già iniziato con la demo dello scorso anno (anch’essa recensita su queste pagine), i nostri Sect Mark rendono il loro grezzo hardcore punk ancora più opprimente, oscuro e angosciante, il tutto sprigionando la rabbia nichilista e iconoclasta che li caratterizza in 8 “schegge impazzite di rumore”. Se poi ci sommiamo le vocals al vetriolo di Johnny e l’artwork di copertina disegnato nuovamente dal caro Francesco Goats, capirete da soli che ci troviamo tra le mani (e nelle orecchie) un ottimo esemplare di punk hardcore suonato come si deve, incazzato al punto giusto e paranoico quanto basta!

Ultimo album e ultimo gruppo che vi consiglio è il Promo 2017 dei milanesi Wwounds, già autori nel “lontano” 2015 di un primo lavoro intitolato semplicemente “8 Songs”. Non sono certamente un gruppo sconosciuto a chi leggerà e altrettanto certamente tutti sapranno che i componenti dei Wwounds provengono da esperienze in gruppi come Class, La Crisi e To The Embers, solo per citarne alcuni. Credo sia inoltre scontato ricordare che alla voce troviamo Mayo, già cantante di uno dei gruppi migliori che la scena hardcore milanese e italiana abbia saputo partorire negli anni ’90, ossia i Sottopressione di un capolavoro come “Così Distante”. Ma bando alla nostalgia, oggi ci troviamo dinanzi a quattro nuove tracce di purissimo hardcore punk veloce e diretto che ricorda la lezione americana degli ’80s, senza niente di particolarmente originale o di ricercato. Un sound che anche a distanza di decenni sa ancora capace affascinare e spaccare le ossa come si deve e come ci si aspetta che faccia del vecchio e sano hardcore. Negative Approach, Void e Faith su tutti, sono questi i mostri sacri che vengono in mente ascoltando le quattro brevissime schegge di rumore rilasciate lo scorso ottobre e che rassicurano sul fatto che i Wwounds sono ancora vivi. Vivi, incazzati e rumorosi come piace a noi.

 

Daje la prima “puntata” di questa nuova rubrica può considerarsi dunque conclusa; mi raccomando care le mie canaglie punx che leggono Disastro Sonoro, correte ad ascoltare gli ultimi lavori di Potere Negativo, Impulso, Sect Mark e Wwounds, sempre se non l’avete già fatto, ora non avete più scuse! Siamo schegge, solo schegge di rumore impazzite. 

MILANO CITY GANG – MESECINA / L.UL.U / COCAINE SLAVE / THE SEEKER

Il modo migliore per ricordare e riviversi la serata di sabato 16 in T28 con tutto il meglio che ha da offrire a noi malcapitati punx la scena fastcore/powerviolence milanese è senza ombra di dubbio assaporarsi ogni minimo istante di questa quasi ora di video girato per conto di “666 Cult” dal buon Angel a.k.a Cabron! Tutto quello che ho cercato di raccontare e trasmettere a parole nel live report (se non l’hai letto sei più stronzo di chi l’ha scritto, sappilo) di questo super concerto è assolutamente nulla in confronto alle immagini e alla testimonianza audio presenti in questo video, quindi correte veloci a guardarvelo tutto! In questa oretta scarsa c’è tutto (tranne Sada aihmè): passione, musica poca e rumore tantissimo, danze selvagge, emozione, macarene improvvisate, stage diving, cori dall’alto tasso alcolico, sudore, sgabelli, attitudine, tanto amore, cartoni della birra veri e propri protagonisti del moshpit durante i The Seeker e tutta un’altra serie di cose che non so meglio specificare. Godetevelo.

“Milano ti voglio bene, ti tratto come casa mia, piscio e cago in ogni via!” PER IL POWERVIOLENCE, PER L’ANARCHIA!!! (Cit.)

 

Una toppa delle SS NON E’ SOLO UN’OPINIONE

“Nazi Punks fuck off!” era solita urlare la voce teatrale e sgraziata di Jello Biafra durante i concerti dei Dead Kennedys. Non solo una semplice frase, bensì il titolo di un brano storico della band datato 1981. Una presa di posizione chiara e decisa che non lasciava dubbi ai fan e agli ascoltatori dei Dead Kennedys. Il gruppo californiano non ce li voleva i cazzo di nazisti tra il proprio pubblico, non voleva vedere svastiche cucite sui giubbotti dei punks presenti ai loro concerti e molto probabilmente Jello e compagnia se avessero beccato un nazi lo avrebbero gentilmente invitato ad andarsene a calci nel culo. I Dead Kennedys avevano le idee chiare in merito al nazi-fascismo nella scena hardcore e in generale, come è giusto che sia. “Si devono fottere!”, messaggio breve e conciso.

Pochi giorni fa, il 3 novembre, prima del concerto al Jewel Night Club di Manchester in New Hampshire gli Svetlanas (gruppo hc-punk con il cuore diviso a metà tra Mosca e Milano) hanno notato che tra il pubblico presente nel locale per assistere alla loro esibizione e a quella dei greci Barb Wire Dolls erano presenti alcuni individui che sfoggiavano indisturbati simboli nazisti come toppe delle SS e svastiche. Gli Svetlanas, punks con i controcoglioni, non ci hanno pensato due volte: concerto annullato. Non ci stanno a suonare davanti a dei fottuti nazi che pensano sia “figo” indossare toppe raffiguranti svastiche o altre merdate da nostalgici del Terzo Reich. Non ci stanno a suonare in un locale che non prende posizione contro la presenza di nazi tra il pubblico.

Fermi sulla posizione di annullare la propria performance, il gruppo ha cercato supporto nei colleghi con i quali avrebbe dovuto condividere il palco quella sera, ossia i già citati Barb Wire Dolls e i sudcoreani 57. Mentre i secondi hanno immediatamente condiviso il pensiero del gruppo italo-russo, la condanna dei greci nei confronti dei “nazi punks” presenti non è arrivata. Ecco allora che gli Svetlanas, gruppo con i controcoglioni (già detto? ESTICAZZI? giusto ribadirlo!), prende la decisione di annullare l’intero tour americano insieme ai Barb Wire Dolls. Gli italo-russi non ci stavano a suonare dinanzi a dei nazi, figuriamoci se hanno la voglia di condividere il palco con qualcuno che non vede nulla di male nella presenza di alcuni nostalgici della Germania Nazista ad un concerto hardcore-punk. “Nazi-Punks go fuck yourself!” come si dice in questi casi, no?

Gli Svetlanas non hanno tardato a dare una spiegazione dell’accaduto a tutti i loro fan con una serie di post scritti sulla pagina facebook della band. “Noi non tolleriamo la presenza di alcun nazi a concerti degli Svetlanas!”, queste le prime parole del gruppo il giorno seguente alla decisione di annullare concerto e tour. Una decisione inevitabile per chi crede che il punk-hardcore non sia solamente musica. Una decisione estremamente importante per chiunque ritenga fondamentale prendere una posizione netta e chiara contro ogni forma di discriminazione e di violenza di stampo nazi-fascista all’interno e all’esterno della scena punk-hardcore.

L’ultimo post degli Svetlanas spiega in modo ineccepibile, fugando gli ultimi dubbi (se ce ne fossero ancora) rimasti in merito alla decisione di sospendere il tour con i Barb Wire Dolls, il punto di vista della band su quanto accaduto: “Noi non vogliamo continuare a supportare un gruppo che, dopo una lunga discussione faccia a faccia, sostiene che tutti, nazi inclusi, sono benvenuti ai loro concerti e che mostrare una toppa delle SS è solamente un’opinione!”. Il messaggio degli Svetlanas è chiaro quanto quello dei Dead Kennedys nei lontani anni ’80: Nazi-Punks fuck off!

E’ bene ricordarlo: una toppa delle SS NON E’ SOLO UN’OPINIONE! E’ giusto ribadirlo: non ci deve essere nessuno spazio per la feccia nazi-fascista all’interno della scena punk-hardcore! NAZI-PUNKS GO FUCK YOURSELF!

 

E’ uscito “Tutti Pazzi” #22: interviste, articoli, CD e molto altro…

TUTTI PAZZI # 22 is out now!!! Interviste a LFM,MORDAX,GLI ALTRI,KARCAVEJIA,CORU&FIGAU,SOVIET ORDER ZERO,NEKROPUNTA,DAHMER DISPOSAL,PISCIOSANGUE,IBREATHEYOUDIE,M.N.S. & THE KRUSHERS,KONTATTO,SEMPRE PEGGIO,THE SEEKER,DRUNKARDS,FUCO,SORCERY + un bellissimo report sulla scena Sacha Yacuzia(Russia polare)..in allegato minicd dei re incontrastati del romantic punk : KALASHNIKOV !!!
Un mini cd di 9 cover (+ un brano originale dei Kalashnikov di gruppi internazionali e non che hanno caratterizzato un’epoca :
LIFE : from Hiroshima to the future
KINO : mama anarchia
ADIEXODO : 38 mm
J.M.K.E.: tere perestrojka
KALASHNIKOV : gazelle of death
WRETCHED : spero venga la guerra/combatti/ti obbligano ad obbedire
ISTERISMO : non può scappare dall’agonia
YANKA DYAGILEVA : lungo i binari del treno

RIassumendo : TUTTI PAZZI # 22 + cd + sticker(se volete mi è rimasta qualche shopping bag),il tutto ad offerta libera…

Chaos Non Musica… Piscia Korsakov e 101% Odio

Uno legge il titolo e giustamente non ci capisce un cazzo. Non si capisce dove voglia andare a parare questo articolo, di cosa parlerà nello specifico ma sopratutto perchè. State calmi e tutto vi sarà chiaro, o almeno lo spero. In realtà per chi conosce i due gruppi citati nel titolo, apparirà alquanto banale il motivo che mi ha spinto a scrivere un unico articolo/recensione in merito alle “mirabolanti” gesta dei 101%Odio e Piscia Korsakov. Entrambi emersi tra la metà e la fine degli anni ’90, nella loro brevissima ma intensa esistenza i suddetti gruppi rappresentano alla perfezione l’essenza di ciò che si può definire e che amo definire “chaos-punk”. Un vero concentrato di disastro sonoro, di purissimo punk sporcato con il crust e dalle venature anarcho capace di andare oltre la musica e oltre il rumore, manifestandosi in tutta la sua travolgente irruenza in un vortice di caos, odio e rabbia primitiva devastanti per i timpani anche dei punx abituati alle sonorità più pesanti. Sono questi gli elementi che accomunano i Piscia Korsakov e i 101%Odio. Sono questi gli elementi che mi hanno spinto a scrivere questo articolo-recensione. L’odio che li accomuna ed il caos che hanno messo in musica li rendono di diritto protagonisti di questo articolo.

A metà degli anni ’90, quando la scena hardcore-punk friulana stava vivendo una fase di estrema stagnazione rispetto al decennio precedente che aveva visto le mirabolanti gesta di storici gruppi come Upset Noise, Warfare, Soglia del Dolore e sopratutto Eu’s Arse, si affaccia nel circuito underground di Udine un gruppo dal nome a tratti imbarazzante (chiaramente in senso buono) e dedito ad un hardcore punk vecchia scuola molto grezzo, caotico e rumoroso, a tratti imbastardito con sonorità anarcho punk. Sto chiaramente parlando dei Piscia Korsakov, il gruppo formato da Gigi, Robi, Sebi e Enrico che nel 1997 rilascia il suo primo e unico demo dall’emblematico titolo “Vivere la Merda”, una vera dichiarazione di intenti. Il titolo del demo sembra quasi volerci far capire fin da subito cosa ci troveremo ad ascoltare una volta: un concentra di nichilismo e di misantropia urlato con rabbia primitiva dalla voce sgraziata della Robi che a tratti, complice una registrazione lo-fi tipica di questo genere di produzioni, rende difficile comprendere il testo degli otto pezz(acc)i presenti su questo “Vivere la Merda”, il tutto sopra un tessuto sonoro chiaramente debitore al punk-hardcore più caotico e grezzo della vecchia scuola italiana degli anni ’80 (faccio solo un nome: Raf Punk).

Si parte alla grande! Difatti il pezzo con cui si apre il demo non può che essere intitolato “Vivere Merda” (nome che assumerà poi il gruppo nato quasi dieci anni più tardi dalle ceneri degli stessi Piscia Korsakov) brevemente descrivibile come il manifesto sonoro e lirico della Robi e compagnia rumorosa. Nichilismo puro. Se la partenza è stata affidata ad un pezzo simile di rara bellezza, il proseguimento non può che farci imbattere in una parodia irriverente di “Pregherò Per Te” (cover in italico idioma della ben più famosa “Stand By Me”) che parte tranquilla, quasi malinconica nella voce della Robi e nel suo incedere “melodico” (mai avrei pensato di utilizzare questo aggettivo parlando dei Piscia Korsakov, ma tant’è…) ma che immediatamente, in prossimità del ritornello, esplode in una rabbia stonatissima e schizofrenica, tanto che ci si ritrova a muovere la testa quasi senza accorgersene. In tutto il suo grezzume, un pezzone! La nostra iniezione di caos e odio prosegue con due pezzi devastanti, brutali e tiratissimi come “Cannibali” e “Assassinio”, sempre in bilico tra l’hardcore punk dei primi Wretched e certe sonorità crust-core, quelle più caotiche e rumorose. Il demo continua presentandoci altri 4 pezzi tra cui è impossibile non citare l’aggressiva “Repressione”, dalle liriche antagoniste e militanti che piacciono tanto a noi punx. Gli ultimi due pezzi sono “No Eroina”, che vede la doppia voce maschile/femminile di Enrico e della Robi urlare un testo (che fa molto punk anni ’80) di forte denuncia sociale contro la “droga del potere”, e l’inno di ogni punx che si rispetti dal titolo chiaro ed immediato “Tutti Punx”, brano dalle sonorità vagamente street e dal testo che recita: “A tutti i punx birra e vino gratis!”; pezzo migliore per concludere questo album non credo potesse esistere. Ennesima dichiarazione d’intenti dei Piscia Korsakov, punx nichilisti e alcolizzati autori in tutto di 16 minuti tiratissimi di disastro sonoro.

Ma, come già detto sopra, i Piscia Korsakov nella seconda metà degli anni ’90 non erano certamente gli unici a suonare “Chaos non musica” incazzato, veloce e grezzo. Difatti due anni prima dell’uscita del demo “Vivere la Merda” (1997), emersero dai putridi bassifondi dell’alienata metropoli milanese strane creature che, in un momento di follia collettiva dovuta, senza ombra di dubbio, alla giovanissima età, decisero fosse una buona idea mettere su un gruppo e suonare rumoroso punk, nonostante i mezzi fossero pochi e la qualità, almeno in quegli anni, ancora meno. E’ così che nell’autunno 1995 si formano i 101% Odio, gruppo formato da Sarta, Puj, Ghallonz e Rissa (alcuni di loro li avremmo visti all’opera successivamente nei Kalashnikov Collective) e impegnato a “suonare” puro “chaos punk” che negli intenti dei nostri sarebbe dovuto essere un concentrato di rumorosissimo anarcopunk imbastardito con derive crust-core; negli intenti per l’appunto, perchè ciò che ci troviamo sparato nelle orecchie al massimo volume è un distillato di odio (e come poteva essere altrimenti con un nome simile?) misto rabbia altamente rumoroso e altamente fastidioso (ma a noi piace così, ribadiamolo!).

Leggenda narra che il primo demotape dei 101% Odio fu registrato tutto in presa diretta e nel giro di un’ora e mezza e che fu stampato in pochissime copie. I mezzi eran pochi, ma la voglia di fare e la rabbia che animavano Sarta, Puj e compagnia incazzata era tanta a quanto pare. Il demotape in questione presentava 10 tracce dai tra cui tre cover, una degli Anti-Nowhere League (“I Hate People”) e ben due degli Exploited (“Punk’s Not Dead” e “Alternative”). Non si sa come, non si sa perchè, ma il caotico hardcore punk dalle derive crust-core e anarcho punk intriso di rabbia, misantropia e passione dei 101% Odio trovò qualcuno che lo apprezzava e perciò i nostri si trovarono a suonare per la seconda volta dal vivo sul palco del fu Laboratorio Anarchico di via De Amicis a Milano in compagnia di Frammenti e Alterazione. Nell’autunno del 2004 Sarta e Ghallonz per tributare il giusto ricordo alla loro esperienza giovanile con i 101%Odio decidono di mettersi a risuonare vecchio materiale registrando quella che è a tutti gli effetti una antologia postuma di questa misconosciuta band milanese. E’ così che ci troviamo ad ascoltare 10 tracce (tra cui troviamo la cover di “Finirà Mai?” dei Wretched, gruppo che risulta essere la principale influenza dei nostri) di rumoroso crust-core primordiale e incazzato risalenti agli ultimi mesi di vita dei 101%Odio. Nonostante la qualità della registrazione, altamente precaria e volutamente grezza, i brani si fanno apprezzare e puzzano tanto di quella rabbia e di quell’odio contro tutto e tutti tipicamente adolescenziale-giovanile. La tripletta “Indelebile Sangue di Guerra”, “Neve Nera” e “Polizia di Merda”, ma anche un brano come “Autorità = Morte” sono pezzi altamente godibili ancora oggi. E’ questo dopotutto il rumore che ci piace e i 101%Odio suonavano rumore di primissima qualità.

 

Siamo giunti per fortuna dei miei lettori alla conclusione di questa divagazione su due misconosciuti gruppi attivi nella seconda metà degli anni 90 che hanno rappresentato probabilmente la faccia più rumorosa, caotica e grezza della scena hardcore punk italiana. Piscia Korsakov e 101%Odio, ovvero discutibili esemplari di non musicisti (come al solito in senso affettivo) dediti a suonare “Chaos non Musica” che piace tanto a noi punx marci e molesti. Se non avete mai ascoltato qualcosa registrato dai suddetti gruppi cazzo aspettate a devastarvi le orecchie con un concentrato purissimo di disastro sonoro?

Oltre il rumore, odio contro la musica!

 

 

Ad Ottobre torna La Casa del Disastro, la radio di servizio fatta dai punx per i punx

Riporto direttamente l’annuncio della ripresa delle trasmissioni radio de La Casa del Disastro, ossia “la radio di servizio fatta dai punx per i punx” tenuta da Stiopa e Sarta, i due chitarristi di quella creatura romantic punx dell’underground milanese conosciuta come Kalashnikov Collective. A partire da Ottobre tutti i giovedì dalle 20 alle 21 non perdetevi l’appuntamento “oltre la musica, oltre il rumore” con La Casa del Disastro!

“Fra un mesetto – a grande richiesta – riprendono le disastrose trasmissioni de…

LA CASA DEL DISⒶSTRO!
LA CASA DEL DISⒶSTRO!
LA CASA DEL DISⒶSTRO!

Tutti i giovedì dalle 20 alle 21 sulle frequenze di Radio Onda d’Urto!

Torneranno le classiche puntate live con gli/le ospiti della peggior fama, nonchè gli speciali monografici in cui blateriamo circa quello che ci piace, ovvero la musica inusuale e punk (in senso lato).
Insomma la formula dovrebbe restare la stessa, continueremo a raccontare l’underground musical-esistenziale D.I.Y. dei dintorni e non, anche se ci riserviamo di cambiare idea quando ci gira, ahahah.

Vi sproniamo ad offrire fin d’ora qualsiasi tipo di consiglio/contributo/insulto vogliate rivolgerci, ma anche a proporvi in qualità di ospiti in studio, dato che i requisiti che dovete vantare per far questo sono: nessuno.

Se volete ripassare, trovate tutte le 33 puntate della passata stagione qui:
https://www.mixcloud.com/lacasadeldisastro

https://www.mixcloud.com/lacasadeldisastro

Ah! Grande novità: la CASA DEL DISASTRO è da poco diventata anche una disastrosa ma ambiziosa tape-label, sotto le mentite spoglie di…

Heimat der Katastrophe!

A sopresa, HEIMAT DER KATASTROPHE non si occupa di punk-rock e simili, ma di “ambient-punk”, un nuovo genere che vi cambierà la vita. Prima uscita a firma del misterioso Kalashnikov Wartime Music Ensemble; presto, novità sconvolgenti… Info e shopping qui:

https://heimatderkatastrophe.bandcamp.com

https://heimatderkatastrophe.bandcamp.com

E’ tutto per ora, ci si risente ad ottobre!

LA CⒶSA DEL DISASTRO.
La radio di servizio fatta dai punx per i punx.”

Come opporsi al fascismo nel metal estremo. Una guida di base per compagni/e e antifa

Come ben saprete in questo/a blog/fanzine non si parla solamente di musica e scena punk-hardcore ma anche di tutto ciò che appartiene al mondo del metal estremo. E’ per questo che oggi voglio condividere con voi questo breve ma importante opuscolo/libretto scritto dai compagni antifascisti di Barbarie in merito alla sempre maggior visibilità e al sempre maggio spazio che stanno prendendo gruppi dichiaratamente vicini a ideologie razziste, nazi-fasciste e sessiste/omofobe all’interno del panorama extreme metal, in particolar modo nella scena black metal dove i gruppi autodefinitosi NSBM (National Socialist Black Metal) continuano a crescere in numeri, visibilità e seguito. Questa piaga all’interno della comunità metal deve essere debellata a tutti i costi perchè è inaccettabile e sopratutto dannoso lasciare spazi a certi gruppi e a certe scene per propagandare l’odio razziale, l’omofobia, il sessismo e ideologie nazi-fasciste. Dobbiamo opporci a questi problemi in tutti i modi e a tutti i costi non per rendere politically correct generi per loro natura politicamente scorretti come il black o il death metal, ma per impedire alle idee nazi-fasciste e razziste di strisciare indisturbate e di fare più danni di quanti già facciano all’interno della scena estrema.

“Molto spesso la scena black / extreme metal non è stata accogliente nei confronti delle persone nere o LGBTQIA.
Come tante persone a cui piace questo tipo di musica, vorrebbero gustarsi dei concerti black metal e far parte della scena, ma spesso non si sentono al sicuro data la presenza massiccia di razzisti a serate e festival. La pesante presenza di razzisti nel black metal ha addirittura prodotto un sottogenere completamente nuovo ed autonomo: l’infame NSBM, o National Socialist Black Metal.

Dobbiamo opporci al razzismo in ogni forma, assicurarci che le persone pericolose e le loro ideologie disgustose non siano benvenute e che il metal accolga ogni tipo di persona ad eccezione di bigotti, sessisti e persone che discriminano sulla base del colore della pelle.
Questo libretto vuole essere un piccolo strumento nella lotta a questo opprimente problema.Il boicottaggio è sempre stato una tattica rivoluzionaria; dobbiamo solo trovare il modo di utilizzarlo con efficacia. Come prima cosa, e solo per semplicità, dobbiamo dividere il problema dell’NSBM in due parti: le band e le scene.”

Di seguito vi lascio il link a cui poter scaricare l’opuscolo completo; leggetelo, condividetelo, fatelo girare il più possibile e ricordatevi sempre di odiare e combattere ogni forma di fascismo e razzismo!

https://mega.nz/#!uFxyxLTJ!dNwlU2UZHeJPdjFFHC9Nx4ByZ86or4R-aU0rXE_lfKs

Ama la musica, odia il fascismo! Disastro Sonoro against NSBM!

A Denti Stretti, Anni di Hardcore in Italia Vol.08: Back to the 90’s (di Scaglie di Rumore)

 

E alla fine eccoci qua.
La tape con box personalizzato, bootleg e tutto il resto uscirà appena pronta ma per il momento eccovi i file audio da sentire, come potete vedere sono 36 contro i 43 brani che avevamo annunciato ma per motivi di spazio abbiamo dovuto ridimensionare (purtroppo avevamo solo 90 minuti).
Prima di caricare qualcosa sul nostro “universoScaglie di Rumoreho il brutto vizio di mettere tutto in tape, prendere il mio caro e vecchio walkman, aprirmi una birra (preferibilmente Moretti) e sedermi sulla panca in giardino. Finito di ascoltare questa compilation ero carico, cazzo trentasei (no dieci o venti) band con trentasei modi diversi di fare punk hardcore. So che potrebbe essere scontato per una compilation ma, vi assicuro, NO! Ultimamente mi è capitato tra le mani svariato materiale underground italiano dove le parole Punk, hardcore, attitudine, Underground, DIY, Musica Indipendente si ripetevano in cotinuazione ma tutti questi argomenti dentro quei dischi o quelle registrazioni non c’erano. In alcuni c’era buona musica, altri erano piatti, monotoni che sapevano di già sentito e altri solo brutti.
Forse a molti suonatori indipendenti italioti è sfuggito un particolare: non è che perchè c’è un ritmo saltellato è punk e questa compilation da quel punto di vista vi regala un grande insegnamento: Per trentasei (ci tengo a sottolinearlo) brani queste band prima di metterci il suono ci mettevano (o ci mettono) idee e attitudine. In alcuni casi è più punk, in altri più metal, in alcuni più melodico e in altri più pesante….ogni band cercava la sua dimensione a livello di suono ma quello che si sentivano dentro è impresso nei lori brani e nei loro dischi. Il risultato sono dischi uno diverso dall’altro ma con un’anima, che ti trasmettono davvero qualcosa. Purtroppo con il tempo il concetto di Punk è stato in parte aglomerato nel mainstream, oggi avere la cresta e portare un giubbotto in pelle con le borchie è normale se non “cool” ma quando lo facevano questi ragazzi no. Quando hanno deciso di fare “Punk Hardcore” lo hanno fatto perchè se lo sentivano dentro non perchè era una moda o perchè si volevano far vedere migliori o diversi ma perchè qualcosa dentro di loro si è acceso ed è per questo che quando mi capita in mano una band x che usa le parole punk e hardcore sciomiottandone i suoni mi sale il veleno perchè è come se sminuisse quello che queste band hanno saputo creare e tramandare.
Con questa compilation spero di poter far capire ai più che il punk hardcore non ha mai avuto un suono ben definito, che non serve copiare a tutti i costi le band hardcore newyorkesi o quelle crust giapponesi per essere punk hardcore ma basta suonare quello che ci si sente dentro. Queste band hanno avuto la capacità di prendere l’eredità della scena punk italiana anni 80, mantenere integri l’attitudine e il messaggio ma facendo evolvere il suono, rendendolo più moderno e più vicino alla loro visione di musica.
Se questa A Denti Stretti ha visto la luce è grazie a l’aiuto di un amici (punx) che hanno voluto aiutarci inviandoci per mail le registrazioni dei loro LP, CD o tape, che nonostante siano a km di distanza (chi in Belgio, chi in Australia) e che siano passati anni dall’ultimo concerto vissuto insieme hanno ritagliato del tempo per mandarci i brani. Grazie a Roberto, Leonardo, Sara, Davide e Marcella per il supporto che hanno dato a questa uscita, forse per questa collaborazione internazionale più sentita che mai. Ci tengo a sottolineare che tutte le registrazioni arrivano dai dischi originali (tra le altre cose il grazie più sentito va a Roberto che si è fatto spedire da Mamma i suoi 7″ da Ferrara in Belgio), avremmo potuto fare a meno ma avrebbe perso di significato.
Detto questo grazie del tempo che ci avete dedicato e del supporto che ci date, speriamo che la tracklist da noi scelta sia di vostro gradimento. Come sempre sarà in free download, ergo potete ascoltare, scaricare e diffondere a profusione.
Concludendo….band italiane, perfavore: se avete attitudine dateci sotto e cercate la vostra dimensione. Se non avete attitudine ma sapete suonare togliete punk, hardcore e tutti questi termini a voi sconosciuti dai vostri dischi perchè avete rotto i coglioni, tanto sti cd li vendete lo stesso.
Con affetto, il vostro Dottore.

Buon Rumore

https://scagliedirumore.bandcamp.com/album/a-denti-stretti-anni-di-hardcore-in-italia-vol-08-back-to-the-90s