Destroy All Gondolas – Laguna di Satana (2017)

Non ci sono dubbi, questo “Laguna di Satana”, è uno dei migliori album ascoltati nell’ultimo anno, nonché uno dei più particolari/originali. Per comprendere la musica proposta dai veneti Destroy All Gondolas facciamo cosi, seguite questo mio trip mentale. Immaginiamo di rapire Dick Dale (storico chitarrista surf rock) e Johnny Thunders e di rinchiuderli in un polveroso garage avvolto dalle tenebre, dove la luce del sole è soltanto un lontano ricordo. Fatto? Bene, proseguiamo. Ora immaginiamo di sottoporli per un mese ad una rumorosa tortura fatta di classici del black metal (Mayhem e Darkthrone su tutti) e dell’hardcore punk di scuola americana (Minor Threat e Circle Jerks, per fare degli esempi), intervallati qua e la dalla pesantezza oscura dei Black Sabbath di Ozzy Osbourne. Fatto anche questo? Ottimo. Adesso iniettiamo nelle vene di Dick una massiccia dose di attitudine punk/rock’n’roll, la stessa che ha animato lo spirito ribelle da “poeta maledetto” di Johnny per tutta la sua carriera. Per concludere obblighiamoli a suonare alla massima velocità, al massimo rumore e alla massima distorsione possibile, ma sempre rock’n’roll. Quello che avremo alla fine di questo malato viaggio mentale suonerà grossomodo come le 10 tracce proposte dai Destroy All Gondolas in questo loro secondo album “Laguna di Satana”.

La musica suonata da questi quattro “black surfers” veneti può essere quindi definita come un concentrato di rumoroso hardcore punk, di polveroso garage punk, di melodie e riff surf rock iper-distorti e suonati alla velocità della luce, il tutto condito da una voce marcia di scuola black metal e da un’attitudine punk/rock’n’roll irriverente e blasfema. I Destroy All Gondolas riescono a unire tutte queste loro anime ed influenze diverse (se non proprio agli antipodi) in un unico, se non originalissimo, particolare ed interessante sound che son soliti definire “black surf punk”, e ne hanno tutte le ragioni di questo mondo perchè è proprio così che suona questo “Laguna di Satana”.  La perfetta rappresentazione sonora di tutto quello che è stato detto finora è sicuramente “Apocalypse Domani”, un brano strumentale i cui ingredienti principali sono le melodie (distorte) della chitarra surf di Dick Dale, il tappeto sonoro che si pone a metà strada fra il punk-hardcore dei maestri Dead Kennedys e il marciume oscuro di quello strano ibrido definito da più parti con l’etichetta di “Black’n’Roll”, la sporcizia rumorosa del garage punk e un attitudine marcatamente rock’n’roll.

Siamo ad Agosto, in piena estate. Cosa aspettate ad ascoltare questi scatenati veneti e a cavalcare le onde della “Laguna di Satana” a ritmo di marcio e blasfemo “black surf punk”, distruggendo le gondole che tranquille si fanno cullare dalle putride acque dei canali veneziani? “Surf Venezia”, parafrasando il titolo di uno storico album thrash metal dei Sacred Reich!

Ah ultima cosa, lasciatevi ammaliare dall’ottima copertina in bianco e nero che riporta alla mente un certo immaginario “pseudo-horror” da film di serie Z tipicamente psychobilly.

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