Mesecina – Esbat (2019)

Un concerto punk sarà il nostro Esbat. Al chiaro di luna ci incontreremo di nuovo.

Finalmente i Mesecina sono tornati e ci regalano questo nuovo ep di puro e semplice powerviolence che riprende quanto fatto sulla prima fatica riuscendo ad estremizzarlo e rendendolo dunque ancora più devastante. Esbat è il titolo dell’ultimo lavoro dei miei gipsyes preferiti che si presentano con una formazione totalmente rinnovata. Infatti in questa nuova veste dei Mesecina ad accompagnare le urla folli e incomprensibili del solito Achille troviamo dietro le pelli quella vera e propria macchina da guerra che risponde al nome di Andrea Covaz (batterista nei The Seeker tra gli altri) e la bassista più sludge di tutta la scena milanese anche conosciuta come Federica Fez, già voce e basso nei fantastici Evil Cosby! Tornando per un attimo al titolo di questa ultima fatica dei Mesecina, “Esbat” è un termine che si utilizza per riferirsi ai rituali pagani collegati alle differenti fasi lunari, nei quali si celebra non la Luna in sé ma la divinità femminile ad essa collegata. Le lune prendono nomi diversi a seconda delle varie fasi lunari, ed è proprio proseguendo sulla scia tracciata da questa ispirazione lirica-concettuale, che i Mesecina hanno intitolato il brano iniziale non a caso “Luna del Lupo”, ossia la luna che cade nel mese di Gennaio. Tra gli altri pezzi trovo importante spendere due parole sulla bellissima e intensa “La Canzone di Anna”, il cui testo è liberamente ispirato alla famosissima “Guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè. Il brano vuole essere un ricordo e un omaggio alla compagna Anna Campbell, rivoluzionaria internazionalista morta lo scorso anno mentre combatteva tra le fila delle YPJ nel Rojava, morta mentre combatteva per la libertà, contro il fascismo islamista di Daesh e contro l’autoritarismo della Turchia di Erdogan. E visto che su questo blog non ho mai smesso di ripetere che l’hardcore non è solo musica, ci tengo anche io a ricordare Anna (il 15 marzo è passato un anno esatto dalla sua morte) parafrasando un verso rubato direttamente da una canzone presente su “Politico Personale”, ultima fatica in studio dei Contrasto: “che mille mani impugnino le armi anche soltanto per ricordarla”. Compagnx come Anna o come Orso, ucciso pochi giorni fa sempre in Rojava per mano dei jihadisti dell’Isis, non moriranno mai finché il loro ricordo, i loro ideali di libertà, giustizia e uguaglianza e le lotte in cui si impegnavano continueranno a vivere nelle lotte e nei cuori di tutti i compagni e le compagne ancora in vita. Che sboccino cento fiori per ogni compagnx mortx, che cento fucili siano pronti a sparare per ricordarli!

Riprendendo direttamente quando scritto dagli stessi Mesecina in merito a questo lavoro, la volontà è quella di presentare l’Ep come se fosse diviso in due metà composte esattamente da tre tracce ciascuna, una metà riservata ai “pensieri” e l’altra dedicata alle “storie”. Così nella prima parte troviamo “Luna di Lupo”, la brevissima “Discorsi Inutili” ed “Eremo“, mentre nella metà dedicata alle storie ci possiamo imbattere nella già approfondita “La Canzone di Anna“, in “Milano” e nella suite strumentale conclusiva intitolata “Notturno Breve”. Cinque schegge di powerviolence brutale e impazzito che ti fa venire voglia di prendere a testate i muri costituiscono il corpo di questo “Esbat”, mentre la conclusione dell’ep è affidata ad una traccia strumentale (“Notturno Breve“) suonata da violino e pianoforte che rende l’atmosfera sognante e dona un’effimera parvenza di quiete dopo la tempesta, come quando la notte scende sopra le macerie del giorno per portare conforto con la sua oscurità illuminata solamente da una tenue luce lunare. Per concludere questa recensione cito ancora una volta gli stessi Mesecina volendo sottolineare che questo lavoro è dedicato “a chi ama la luna di gennaio, a chi festeggia l’Esbat ad un concerto punk”. Con il cuore pieno di rabbia e di amore dunque cospiriamo al chiaro di luna nell’oscurità della notte, con la luna come fedele compagna cospiriamo per l’Anarchia!

 

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