Olona Death Valley Punx – Intervista ai Motron

“Nelle wastelands del varesotto, nella Valle della Morte impestata dai fumi nauseabondi che fuoriescono dalle acque putride dell’Olona, si aggirano questi cinque guerrieri-zombie post apocalittici e ubriachi marci fino al midollo che portano con sé morte, distruzione e il giusto grado di molestia necessaria per sopravvivere in queste lande desolate dove l’apparente quieto vivere è una vera e propria condanna a morte”. Queste le parole che scrissi a suo tempo quando decisi di recensire il primo LP “Eternal Headache” dei Motron, una vera e propria bomba di crust’n’roll. E oggi le riporto per il semplice fatto che trovo siano perfette per presentarveli e introdurre questa intervista! Dall’Olona Death Valley con furore e rabbia molesta , lascio la parola ai Motron!

Partiamo con la più scontata delle domande: Chi cazzo sono i Motron? Quando si sono formati e perché? Ma soprattutto da dove avete preso l’ispirazione per il nome? Sentitevi liberi di dire tutto quello che vi passa per la testa!

I Motron sono prima di tutti un gruppo di amici (Gra alla voce, Kino alla batteria, Ago e Gaglio alle chitarre, Arca al basso) che hanno condiviso e condividono esperienze, ambienti, concerti, musica, divertimento, problemi ecc. ecc.
L’idea di formare i Motron era stata concepita già un paio di anni prima dell’effettiva nascita della band, praticamente il tempo necessario per dare a Kino la possibilità di poter almeno tenere in mano delle bacchette, dato che era l’unico senza esperienze musicali alle spalle. Nell’estate del 2012, quindi, iniziavamo a fare le prime prove e a scrivere i primi pezzi che daranno vita al demo del 2013. In concomitanza all’uscita del demo sono iniziati i primi sporadici live, che non ci hanno distratto dallo scrivere nuovi pezzi, che hanno poi composto il nostro primo LP “Eternal Headache” del 2015.
Il 2015 è stato anche l’anno del nostro primo minitour e di un piccolo incremento dell’attività live, purtroppo sempre condizionata da problemi lavorativi, familiari e logistici. Nel 2016 Ago si è trasferito a Bologna e abbiamo quindi deciso di far entrare nei Motron Gaglio, in modo da riuscire a provare con più regolarità, pur mantenendo sempre Ago nella band. Con la nuova formazione abbiamo registrato, nel 2017, un promo di 4 pezzi e continuato a fare quello che meglio ci riesce: divertirci, sbronzarci, andare ai concerti e fare i cazzoni!
Il nome Motron deriva da un motorino 50 cc a marce molto in voga negli anni 90, e poi ricorda vagamente i motorhead quindi è una figata! Ahahah

La vostra proposta è un d-beat/crust marcio, veloce, corrosivo e rabbioso che voi stessi definite “Raw’n’roll”. Quindi la mia domanda sorge spontanea, quali sono state e continuano ad essere le influenze principali dei Motron? Quali sono i gruppi che pensate possano emergere ascoltando la vostra musica?

Essendo ovviamente cinque esseri umani pensanti ognuno porta nella band, inconsciamente o volontariamente, le influenze di ciò che ascolta. Ci sono band e generi che fanno da filo conduttore tra noi cinque, per esempio Motorhead, Black Sabbath, certo punk hardcore più grezzo e minimale e in generale un po’ tutto il crust/d-beat. A livello più personale nella band ascoltiamo dal punk 77 al rock ‘n’ roll più classico, dalla seconda ondata punk inglese al grindcore, dallo stoner/doom al death metal, dallo sludge al thrash metal e quindi, con le dovute proporzioni e cautele, alcuni di questi ascolti entrano a far parte del nostro songwriting.
Probabilmente il miglior complimento che vorremmo ricevere sarebbe: ritmiche alla Disgust e Anti Cimex, riffs alla Motorhead e Discharge, voce alla Extreme Noise Terror, il tutto condito da una spruzzata di English Dogs e attitudine alla Poison Idea. Temiamo non succederà mai! Ahahahahah

Quanto pensate sia cambiato il vostro suono, il vostro approccio compositivo e la vostra proposta dalla prima demo del 2013 ad oggi, passando per l’interessantissimo “Eternal Headache”?

A livello di suono non crediamo sia cambiato molto dalla nostra formazione ad oggi, ad eccezione dell’aggiunta della seconda chitarra che, soprattutto dal vivo, a nostro modo di vedere è una spinta in più. Anche a livello compositivo non ci sono mai stati grandi cambiamenti. Generalmente partiamo da un riff e in sala prove costruiamo insieme tutto il pezzo, sul quale poi adattiamo il testo. In base al tipo di riff capiamo anche quale impronta dare al pezzo, se tipicamente d-beat, più “metallusa” o virata verso il rock ‘n’ roll.
Diciamo che forse, dal demo ad oggi, quello che è cambiato è una maggiore pazienza nella composizione dei pezzi e il fatto che parte del nuovo materiale ha una struttura leggermente più complessa rispetto ai primi pezzi che abbiamo scritto

Passando al lato lirico/concettuale, volete parlarci di cose trattano i vostri testi? Sono frutto di un percorso singolo o vengono stesi in maniera collettiva? Ma soprattutto da cosa sono ispirati e cosa volete far passare con essi?

I testi normalmente vengono scritti singolarmente, da chi se la sente in quel momento o ha un idea. Le nostre liriche parlano di ciò che viviamo e di ciò che vediamo attorno a noi: lo schifo della guerra (che non è poi così lontana da come si può essere portati a credere), gli abusi di potere e la violenza degli sbirri infami, i luridi stronzi che muovono i fili dietro le quinte e decidono della nostra vita o della nostra morte, il senso di morte, sconforto, oppressione e delusione che accompagna le nostre esistenze, ma anche i momenti di gioia come ascoltare i dischi, sbronzarsi con gli amici, fare casino e sparare stronzate…anche se poi ha un prezzo da pagare il mattino seguente!

Venite da Varese, dalle wasteland dell’Olona, la valle della morte, ossia dalla provincia che inghiotte ed uccide con il suo nulla, la sua apatia e il suo quieto vivere. Cosa significa sopravvivere in un luogo simile? Quanto vi influenza il contesto che avete attorno nella composizione della vostra musica?

Vivere nella provincia di Varese non è semplice ed è forse più complicato rispetto ad altre realtà. Devi sempre guardarti le spalle e la noia è palpabile e ti taglia le gambe. I posti per portare avanti determinate lotte e certe logiche musicali e DIY non esistono e quindi bisogna inventarseli o scendere a compromessi (cosa che a noi non piace molto fare). In ogni caso ogni iniziativa viene portata a termine attraverso mille problemi e sbattimenti, quando si riesce a portarla a termine, che è già un bel traguardo.
Nonostante tutto ciò le cose, rispetto a quando eravamo ragazzini 15/20 anni fa, sono migliorate parecchio. Sono nati dei collettivi, si sono formate delle band, ci sono molte più persone coinvolte e che supportano il DIY e siamo assolutamente fieri e orgogliosi di poter contribuire a tutto questo!
Non sappiamo quanto il vivere in questa provincia di merda influenzi la nostra musica ma indubbiamente influenza le tematiche dei nostri testi. Diciamo che ci dà materiale fresco di cui parlare ogni cazzo di giorno.

Parlando di Olona e Varese non posso non domandarvi qualcosa in merito all’Olona Wasteland Punx, collettivo di cui fanno parte anche alcuni di voi. Avete voglia di parlarcene più approfonditamente e in modo totalmente spontaneo e libero?

Olona Wasteland Punx è una sorta collettivo nato da meno di un anno intorno alla Valle Olona un po’ per gioco, un po’ per dare un nome e un’identità ad una realtà preesistente formata da punk, metalheads, cani sciolti e bizzarriti della nostra zona. L’obiettivo principale è quello di organizzare concerti e momenti di aggregazione liberi e condivisi, diffondendo in pratica le idee che più ci stanno a cuore: autogestione, antifascismo e antirazzismo.
Uno dei motivi che ci ha spinto a dare vita a OWP è stato il fatto di creare un filo conduttore e dare continuità ai (pochi) concerti che si riescono ad organizzare nel varesotto. Al momento abbiamo organizzato alcuni concerti in circoli o locali che ben si prestavano a situazioni autogestite, ma sicuramente le serate meglio riuscite sono state quelle organizzate nella sala prove che condividiamo con Overcharge, D.O.T., Sore e Stoned Monkey, siamo riusciti a dimostrare come, grazie allo spirito del DIY, si riesca ad organizzare belle serate e coinvolgere numerose persone non solo dal punto di vista del divertimento. In poche parole si vorrebbe creare una “scena”, cercando di unire le forze e senza sentirsi solo individui sperduti nella Wasteland! Stiamo anche portando avanti il laboratorio di serigrafia, un’altra occasione per mettere in pratica il DIY e per supportare le band con cui condividiamo questo percorso. Inoltre è previsto un altro progetto legato alla nostra sala prove che speriamo possa vedere la luce tra qualche mese. Speriamo vada tutto per il verso giusto!

Per terminare domanda obbligata: progetti futuri? A quando un nuovo album in casa Motron che farà tremare le lande desolate della valle dell’Olona popolata da morti viventi asserragliati dietro il loro apparente quieto vivere?

Se tutto andrà secondo i piani vorremmo, nel 2019, andare a registrare il nostro secondo LP. Abbiamo già pronti pezzi nuovi e altri ne stiamo scrivendo (più un paio li riregistreremo dalla prima demo), quindi speriamo di entrare in studio piuttosto a breve. Una volta pubblicato il secondo LP l’idea sarebbe di riuscire a fare un tour europeo un po’ più consistente.
Per le molestie vi invitiamo a raggiungerci al bancone del bar prima e dopo un nostro live, solitamente non lesiniamo in scorrettezze e figuracce! ahahahahahahha
Infine grazie mille a te per questa intervista e complimenti per il tuo progetto Disastro Sonoro!

Grazie a voi, miei cari Motron, per il supporto (che è chiaramente ricambiato) e per il tempo dedicatomi nel rispondere alla domande! Lunga vita al Raw’n’roll, lunga vita all’Olona Wasteland Punx!

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