Schegge Impazzite di Rumore #05

Disastro Sonoro is fuckin’ back, lo ribadisco. E dopo il ritorno di Rumori Veloci con la seconda puntata dedicata alle ultime fatiche di The Seeker, Wisteria e Sect Mark, ecco il nuovo appuntamento con Schegge Impazzite di Rumore che questa volta coprirà il mese di agosto e l’inizio di settembre vista la latitanza estiva del bastardo che da solo tiene in piedi questa baracca. Nel periodo di silenzio di questo blog sono infatti usciti lavori che meritano spazio, meritano di essere ascoltati e che ci tengo a recensire; per fare un esempio, penso all’ultimo capolavoro targato Contrasto a cui sarà dedicata il prima possibile una recensione esclusiva, visto anche il comparto lirico-tematico-concettuale che accompagna “Politico Personale” (questo il titolo dell’ultimo album dei cesenati) e che merita di essere trattato in modo approfondito e attento. Ma i Contrasto non sono gli unici ad aver rilasciato nell’ultimo periodo lavori interessanti e che si aspettavano da tempo. Ecco allora spiegato il motivo che mi spinge oggi a scrivere due righe e due commenti non richiesti da nessuno sulle ultime fatiche rilasciate da Stasis, Shitty Life, Double Me e Idiota Civilizzato.

Partiamo da quello che probabilmente per me e per molti punx è stato un disco agogniato per parecchio tempo. Mi riferisco chiaramente al primo vero e proprio full length rilasciato dai bolognesi Stasis, un lavoro che vede finalmente la luce dopo anni di fatiche visto che tutte le tracce presenti su questo s/t album sono state registrate addirittura nella lontana estate del 2016. L’attesa però è stata assolutamente ripagata da queste 12 tracce di semplice crust/hardcore punk imbastardito da sonorità ben radicate tanto nel thrash/death metal quanto nelle primordiali pulsioni proto-grind. Ci troviamo cosi dinanzi ad una miscela sicuramente non originale (anche se le vocals della cantante Laura risultano essere una ventata d’aria fresca all’interno del genere) ma altrettanto certamente esplosiva e corrosiva che rende gli Stasis una vera e propria macchina da guerra sbriciola ossa al pari di altri interessantissimi gruppi come gli anconetani Humus o i canadesi Massgrave. C’è poco da aggiungere a quanto è stato gia scritto, sparatevi queste dodici schegge di crust/hardcore punk targate Stasis che finalmente hanno visto la luce. Vale la pena spendere due parole anche sull’artwork di copertina che, nonostante ricordi vagamente la copertina di “World Extermination” degli Insect Warfare, risulta essere l’ennesimo punto in più di un lavoro tanto atteso e che certamente non ha deluso le aspettative, dimostrandosi estremo ed estremamente godibile. Crust punk ist krieg!

 

La vita è una merda, lo sappiamo tutti. E lo sanno bene anche questi ragazzi di Parma che hanno pensato bene di darsi un nome che non lascia dubbi: Shitty Life. Questi fanatici del “chitarrino punk”, definizione che gli stessi Shitty Life danno della loro musica (per una volta l’etichetta di merda non l’ho inventata io), sono in giro da anni e continuano a spendere il loro tempo, le loro energie e ingenti litri di sudore per registrare nuovo materiale di qualità come questo “Switch Off Your Head”, rilasciato da pochi giorni sulla pagina bandcamp del gruppo. Abbiamo accennato poco fa alla definizione di “chitarrino punk”, ma cosa cazzo vorrà ma dire lo possono sapere solo gli Shitty Life (e forse nemmeno loro). Però il fatto che sia qui a scrivere due righe su questa loro recente fatica, mi obbliga a tentare di dare una prima impressione del sound che accompagna i nostri dal loro primo demo del lontano 2015. Immaginate l’impeto e l’adrenalina dell’hardcore punk di tradizione americana di Germs o dei ben più recenti Off! di Keith Morris suonato però senza distorsioni e con un sound di chitarra (punk) rock’n’roll sullo stile dei The Victims a farla da padrone, sommando a tutto questo un attitudine e un’atmosfera più generale che richiama alla mente la sporcizia e l’immediatezza dei gruppi garage. Inoltre il sound grezzo e rabbioso degli Shitty Life potrebbe far venir in mente i lavori più sporchi degli svedesi Rotten Mind, nonché qualcosa dei Patsy (anche se molto più furiosi di questi ultimi), mantenendo il classico sapore del primissimo punk rock. Un lavoro da ascoltare e godersi dall’inizio alla fine, partendo dalla traccia di apertura “We’re Dead” che era già stata pubblicata precedentemente per anticipare questo “Switch Off Your Head”. Nient’altro da aggiungere, ascoltatelo il prima prima possibile. Tanto la vita è una merda e noi siamo già tutti morti!

 

Adesso, chiuso in questa stanza, il tempo mi ha fatto diventare scemo. Si apre in questo modo “Sporchi Senza Fine”, traccia iniziale del primo disco targato Idiota Civilizzato, band situata in quel di Berlino che già aveva fatto parlare di se con il precedente 7″, una sorta di assaggio di ciò che avremmo trovato su questo self-titled album. Appena si schiaccia play per far partire la già citata “Sporchi Senza Fine” si viene catapultati nell’Italia degli anni ’80, in piena esplosione di quel fuorioso hardcore di cui si fecero portabandiera gruppi come Wretched, Negazione e moltissimi altri. Sembra infatti che questo disco sia stato inciso intorno al biennio 1983-85 perché le sonorità che ripropongono gli Idiota Civilizzato hanno lo stesso sapore, la stessa rabbia e la stessa, attitudine del punk hardcore che fu, al punto che loro stessi potrebbero passare senza problemi per un seminale e sconosciuto gruppo underground di quella scena storica. E invece gli Idiota Civilizzato sono in giro solo da pochi anni, ma non nascondo le loro radici musicali ben piantate in una tradizione hardcore ben precisa e che sicuramente li ha cresciuti come ha cresciuto tutti noi. Il disco in questione può vantarsi di avere cinque e sei pezzi che non sfigurerebbero affatto su capolavori come “Osservati dall’Inganno” degli Indigesti o sul seminale E.p. dei Declino; tracce come Inganno, Con gli Occhi, Atti di Follia In Bilico per Sempre sono vere e proprie schegge di rumore impazzite, furiose ed incazzate come solo la vecchia scuola sapeva essere! So’ cortellate quando volete, cantava qualcuna. E “Idiota Civilizzato” è proprio questo: coltellate selvagge dal primo all’ultimo minuto! Liberi e Selvaggi!

 

Eccoci arrivati all’ultimo disco che recensirò quest’oggi, un disco che vi distruggerà in in una manciata di secondi. Sto parlando di “Destroyed in a Second” dei padovani Double Me. Siamo al cospetto di un concentrato di violenza inaudita e annichilente, di rumore furioso che rende macerie tutto ciò che incontra sulla sua strada, che ci viene sparato nelle orecchie sottoforma di powerviolence. Quel powerviolence di tradizione Infest o Dropdead venato da scorribande in terra grind per rendere il tutto ancora più estremo e distruttivo. E se proprio non vogliamo tirare in ballo grandi nomi del powerviolence internazionale, pensate al sound dei nostri come il punto d’incontro tra il fastcore/pv dei Failure e il grindviolence dei Cavernicular. Se ancora non vi è chiaro di cosa sto parlando, non vi resta altra strada che sopperire sotto i colpi mortali dei Double Me che vi annienteranno in un secondo. Padova a mano armata, non il nome di un film poliziottesco all’italiana dei Settanta mai uscito, bensì l’essenza più pura di questo “Destroyed in a Second”. Per il powerviolence, per l’anarchia: questo è terrorismo musicale!

 

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