“Che sia davvero questo il punk hardcore?” – Acque Scure #4 (09/09/17)

L’estate sta finendo (ah i Righeira…), l’autunno sta arrivando. Come vivere questo passaggio se non con un bel concerto punk hardcore? Perchè si l’autunno è alle porte e per chi bazzica la scena punk legata al Telos (storico squat di Saronno, nel varesino), il passaggio dalla spensieratezza dell’estate alla malinconia dell’autunno da quattro anni a questa parte non può che far rima con “Acque Scure”, un’intera giornata dedicata alla musica punk in tutte le sue forme e alla militanza antagonista con presentazioni di opuscoli, libri, scritti. Con quella di quest’anno siamo arrivati alla quarta edizione, sperando ce ne siano una quinta, una sesta, negli anni a venire, perchè l’Acque Scure è l’esempio emblematico di tutto ciò che deve essere ed è il punk-hardcore; non solo musica, non solo rumore, bensì sudore, passione, militanza, lotta, in una parola: vita.

Undici i gruppi della passata edizione, otto quelli presenti quest’anno (nove contando anche l’esibizione acustica di Menagramo, cantautore folk-punk), un unico filo conduttore che unisce i gruppi pur nella loro diversità: il punk-hardcore (oltre al sudore, alla passione e all’adrenalina trasmessi da tutte e otto le loro esibizioni). Prima di iniziare a recensire “performance” per “performance”, in stile lista della spesa, vi elenco in ordine sparso i gruppi che hanno calcato il palco (inesistente, come giusto che sia quando si tratta di musica punk) di questa quarta edizione dell’Acque Scure: Soviet Order Zero, Gli Altri, Bengala Heavy Ensemble, Satanic Youth, La Rata Mutante, Gram e Discomostro.

La serata accompagnata dalla pioggia si è aperta con l’esibizione dei Soviet Order Zero, trio che suona un classico hardcore punk senza infamia e senza lode. Molto godibile la loro performance, professionali ma forse un po’ statici e poco coinvolgenti anche se, sarà stata per la pioggia o molto più probabilmente per l’ora (han suonato alle 21), c’è da ammettere che han suonato dinanzi a pochissime persone.

A seguire i Soviet Order Zero, troviamo i La Rata Mutante. Anche loro sono un trio, provengono da Brescia e suonano un hardcore punk molto particolare, caratterizzato da molti stacchi, da intermezzi melodici a tratti ballabili e dalla doppia voce; la loro esibizione è stata impeccabile, erano visibilmente divertiti e bravissimi nel far divertire. La particolarità del loro hardcore punk, canonico ma al contempo originale, è stata sicuramente la loro arma in più capace di catturare l’interesse dei presenti.

E’ giunta poi l’ora dei Satanic Youth, un concentrato di skate punk, attitudine hardcore, adrenalina e sudore, che ha fatto sicuramente la gioia dei presenti. È stata la loro esibizione a dare il via alle dan…ehm al pogo selvaggio. Il cantante di questa “Gioventù Satanica” è stato (come al solito) un vero e proprio mattatore, instancabile nello sgolarsi e nel pogare insieme ai presenti. Per tener fede al loro nome, diciamolo senza mezzi termini: il cantante pareva indemoniato. La loro musica, uno skate hardcore punk molto old school, è molto veloce, diretta, senza rallentamenti, per niente melodica, (e devo ammetterlo suona di gran lunga meglio dal vivo che su album), è perfetta per animare una serata hardcore punk che si rispetti, mettendo al centro dell’esibizione l’attitudine, la passione, il sudore. Musica e gruppo perfetto per iniziare il pogo selvaggio. Promossi a pieni voti.

Non era di certo facile suonare dopo l’esibizione adrenalinica e schizofrenica dei Satanic Youth; i Discomostro invece hanno offerto una prova ottima, tanto nel suono quanto nelle parti cantate. Una esibizione quella dei Discomostro (gruppo nato da un’idea di Carlame, ex Skruigners) trascinante e coinvolgente sostenuta da pezzi veloci, diretti e intensi che non lasciano indifferenti e perfetti per far proseguire il pogo. Anche loro hanno proposto una musica punk-hardcore vecchia scuola che, anche se di gran lunga più melodica, è stato perfetto per far continuare il pogo indemoniato cominciato durante l’esibizione dei Satanic Youth.

“Gennaio” – Discomostro – Live Telos Acque Scure HC #4

A questo punto “entrano in scena” Gli Altri, gruppo post-hardcore con influenze screamo e post-rock savonese, autori, senza togliere nulla a tutti gli altri ottimi gruppi presenti, probabilmente dell’esibizione migliore della serata. La loro proposta musicale è perfetta per qualsiasi tipo di “ascoltatore”; perfetta per pogare e dimenarsi senza un domani come dannati, ma altrettanto perfetta per chi ama godersi la musica dal vivo senza tuffarsi nel circolo vizioso del pogo (aihmè esistono anche questo tipo di persone…). Sfumature, melodia, rabbia ed originalità sono gli elementi che caratterizzano Gli Altri. Impeccabili per tutta la durata dell’esibizione, ottime le parti strumentali così come il cantato e le liriche.

Se era difficile suonare dopo l’adrenalinica esibizione dei Satanic Youth, figuriamoci farlo dopo quella de Gli Altri. Sopratutto quando il genere che si propone a pochissime affinità con quello proposto da chi ti ha preceduto. Detto ciò i misteriosi Bengala Heavy Ensemble hanno dimostrato di saperci fare. Il duo in questione composto esclusivamente da bassista e batterista, propone una musica strumentale che fa della distorsione dei suoni e della pesantezza i suoi punti forti. Canzoni dalla media-lunga durata, melodie claustrofobiche sempre in bilico tra la pesantezza opprimente e aperture atmosferiche, che ci possono far annoverare la proposta musicale dei nostri in quel calderone che risponde al nome di “Sludge/Post-Metal”. Un’esibizione la loro che si discostava da quelle precedenti (sia per il genere proposto che per le atmosfere create da quest’ultimo) ma che è risultata essere comunque estremamente interessante.

Il concerto si è concluso con i Gram, gruppo di Monaco di Baviera che suona un classico hardcore punk senza inventare nulla di nuovo. Ad esser sincero, nonostante la loro esibizione sia stata impeccabile dal punto di vista dell’impegno e della passione, la loro musica non è riuscita a coinvolgermi più di tanto. Dopo tutto l’hardcore punk non deve esser per forza essere originale (anzi), deve principalmente essere in grado di trasmettere emozioni e visto l’ennesimo pogo selvaggio che ha accompagnato tutta la durata del concerto dei tedeschi, a quanto pare la loro proposta qualcosa ha trasmesso, quindi bene cosi.

L’Acque Scure HC continua a rappresentare il modo migliore di disertare la quotidianità e di creare squarci di passione e libertà nel quieto vivere in cui ci hanno condannati a morire, risultando essere ormai un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti di queste sonorità e di un preciso modo di vivere la musica punk-hardcore, fatto di vita, passione, lotta e attitudine. Come cantano i Plakkaggio HC: “Che sia davvero questo il punk-hardcore?”.

Acque Scure, una notte di settembre. Oltre la musica, oltre il rumore. Diserta la quotidianità, vivi, lotta, ama.

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