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Sect Mark – Demo 2017

“Non si giudica un libro dalla copertina”, quante volte avete sentito rimbombare nelle vostre orecchie questa frase, utilizzata per lo più nella sua accezione negativa? Troppe a dire la verità; ma quando penso al Demo dei romani Sect Mark rilasciato nel febbraio di quest’anno la prima cosa che mi viene in mente è: “la copertina parla da sola”. E questo in senso fortemente positivo. Ora cercherò di spiegarmi meglio. Se è assolutamente vero, certe volte, frenare la tentazione di giudicare come “merda” qualcosa basandosi esclusivamente su come la suddetta cosa (che può essere un libro, un album, un gruppo, un film e cosi via) si presenta ai nostri occhi, è altrettanto vero che spesso (sopratutto quando si parla di musica, di un certo tipo di sonorità) l’immagine che accompagna un gruppo, un album, una scena musicale hanno una notevole importanza e un significato che può dire molto del gruppo, album o scena musicale in questione. Ed è questo il caso della copertina del demotape dei Sect Mark; difatti basta osservare per pochi secondi la splendida copertina in bianco e nero sulla quale c’è rappresentato un teschio trafitto da un pugnale sul cui manico si trova avvolto un serpente per assaporare tutta l’attitudine Do It Yourself che trasuda da questo Demo. Inoltre la copertina, che mi ricorda vagamente le copertine dei primi demo crust punk-anarcho punk registrati negli scantinati, ti fa capire immediatamente a cosa andrai in contro ascoltando i Sect Mark: un concentrato di raw hardcore punk sporcato di noise e che in alcuni frangenti, sopratutto nella voce di Johnny, mi ha riportato alla mente le prime produzioni lo-fi del black metal scandinavo. Ma questa è probabilmente solo una mia impressione. Resta il fatto che la musica che ci propongono i Sect Mark è si un concentrato di hardcore punk furioso in perfetto old school style (sopratutto l’hardcore old school di stampo Scandinavo, svedese e finlandese in particolar modo), ma nel quale trova spazio una certa dose di sperimentazione noise che rende il tutto molto rumoroso e sporco. E’ una musica che non lascia spazio a rallentamenti, stacchi o divagazioni melodiche, puntando tutto sulla velocità dei riff suonati da Radar, su una sezione ritmica martellante e schizofrenica opera di Ludovico e Banfio e sulle vocals urlate e lancinanti del cantante Johnny. Come già scritto questo è un demotape che puzza di old school dalla prima all’ultima nota e non a caso i Sect Mark hanno intitolato la quarta canzone di questo loro debutto proprio “Old (School)”, come a rimarcare la loro attitudine e la loro passione. Oltre alla già citata “Old (School)” la Demo si compone di altri 5 pezzi, tutti della durata inferiore ai 2 minuti; forse la poco durata complessiva della Demo è l’unica cosa che lascia veramente l’amaro in bocca, tant’è che mi son ritrovato più di una volta ad ascoltare da capo tutta la demo; c’è poco da stupirsi in realtà visto che stiamo pur sempre parlando della prima fatica di un gruppo di recente formazione. A parer mio la recensione può concludersi qui perchè non possono esserci altre parole da spendere per i Sect Mark; dopotutto la loro musica parla (ottimamente) per loro e quindi vi invito ad ascoltare il primo possibile questo Demo.

Oltre la musica, oltre il rumore. Disastro Sonoro Old School.

 

Tetro Pugnale – Demo 2016

5 pezzi per 8 minuti di puro hardcore punk vecchia scuola. Questo è, in sintesi estrema, il demo rilasciato dai veneti Tetro Pugnale lo scorso anno. E visto che stiamo parlando di un album dalla brevissima durata (come il punk old school insegna) cercherò di essere anch’io il più breve possibile in questa recensione. Non perchè la musica proposta dai Tetro Pugnale non meriti attenzione, anzi tutto l’opposto; appunto perchè il demo in questione puzza talmente tanto di anni ’80, di punk-hardcore suonato con pochi tecnicismi (che, ricordiamocelo ogni tanto, poco hanno a che fare con l’iniziale concezione della musica punk, dominata dall’intento di sovvertire i canoni musicali classici fatti di tecnica, pulizia del suono, melodie innocue, produzioni impeccabili e merdate simili…) e permeato da una rabbia primordiale e distruttiva, da far risultare totalmente inutili le parole spese per parlarne. La cosa migliore da fare per assaporare il demo di questi quattro veneti nascosti dietro lo splendido monicker “Tetro Pugnale” è far partire la cassetta (si perchè, giusto per ricreare quella nostalgica atmosfera hardcore old school che tanto piace a tutti noi, i nostri hanno pensato bene di registrate il loro primo demo su cassetta e in sole 200 copie), iniziando a pogare come se non ci fosse un domani contro qualunque cosa e persona vi si trovi nelle vicinanze. La sensazione di nostalgia è amplificata anche dalla bellissima copertina giallo-nera che rende più forte quel sapore di vecchia scuola e di attitudine punk-hardcore che pervade ogni singolo secondo di questo demo. Inutile parlare di questo o di quel brano presente sul demo dei Tetro Pugnale perchè la loro formula abrasiva è sempre la stessa: hardcore punk incazzato, rumoroso e fottutamente nostalgico, in pieno stile vecchia scuola italiana anni ’80. E se vi state chiedendo ancora il perchè non ritengo servano parole per descrivere questa prima fatica dei Tetro Pugale, probabilmente non riuscite a percepire il vortice di emozioni e sensazioni create dal rumore dei nostri quattro veneti. E l’unica cosa da fare per porre rimedio a questa vostra mancanza è recuperare la cassetta o in alternativa ascoltare i pezzi sulla pagina bandcamp del gruppo, che contiene oltre il demo anche la registrazione del primo live dei Tetro Pugnale, ed ascoltarla fino a consumarla, fino a piangere, fino a perdere la voce a furia di urlare la propria rabbia! Tuffatevi nell’hardcore punk estremamente caotico e old school dei Tetro Pugnale, capace di andare oltre la musica e oltre il rumore!