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Flussi di (in)coscienza, di Gabriela Yankov

Sabato 7 marzo, da qualche parte a Saronno, ricordi dell’ultima taz a poche ora dall’inizio della quarantena obbligatoria e forzata. A tarda notte compare sul “palco” uno strano duo celatosi dietro il nome di Gabriela Yankov, rumore assordante e parole lancinanti, flussi di coscienza che sfondano gli argini e irrompono bruscamente nel reale. Il noise in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue forme ed interpretazioni, avvolge l’intera struttura e le persone al suo interno ne vengono senza pietà inghiottite. Esperienza destabilizzante, intensa. Il tempo sembrava essersi fermato. Breve vero, ma intensissima. Gabriela Yankov, poco dopo, come era apparsa, svanisce nel nulla, senza lasciare alcuna traccia di sè, se non vaghi quanto confusi ricordi nelle menti e negli occhi di qualche povero/a sventurato/a che aveva assistito esterrefatto/a alla performance. 

Credo vi starete tutt* chiedendo il perchè del racconto introduttivo in cui vado a riesumare un ricordo dell’ultimo compleanno del Telos dello scorso marzo, ricordo ancora abbastanza vivido nel mio subconscio. E adesso capirete da soli/e il perchè ho voluto iniziare proprio parlandovi di quel momento e di quella esperienza. Quello che sto scrivendo e che vi appresterete a leggere sarà infatti un articolo molto diverso dagli altri in cui, fino ad oggi, vi siete imbattuti, perchè è una delle poche volte che Disastro Sonoro funge da semplice mezzo per permettere di diffondere pensieri scritti da qualcun altr* e che ritengo meritino di trovare spazio, di essere diffusi ed esser letti da più individualità possibili, incontrando magari le stesse tensioni e la stessa affinità che animano molti di noi. Sono dunque estremamente contento di lasciare spazio su questa pagine virtuali ad alcuni flussi di (in)coscienza partoriti dalla mente e firmati dalla penna di Gabriela Yankov, pseudonimo dietro cui si cela un misterioso quanto affascinante progetto noise che si aggira come un fantasma sulle rive del Garda. Magari prima o poi potremo tornare a sentire questi stessi testi urlati  in un microfono durante qualche serata in mezzo a capannoni industriali abbandonati e consumati dal famelico scorrere del tempo e di questi bui tempi in cui tutto è merce, anche noi e come tale veniamo miseramente divorati/e. E’ solo silenzio quello che ci rimane? Lascio la parola ai flussi di coscienza di Gabriela Yankov…

Lascio andare il flusso, non sciupo la giornata, non annego nei problemi, non sono distratto dai ronzii del televisore fatui e illusori. Alla fine pure un poco provato in certe situazioni, fragile, rido. La disperazione lascia il tempo che trova, può essere che vivere di rimpianti corroda. Corroda?! Mentre sono certo che nell’insinuarsi dell’acido malefico per tristi scopi porti ad avere un buco nero nel cervello, necessario in questo vivere come presenza nell’esistente. Come l’acqua, però la disparità forse è eccessiva, persone alla deriva, crollo di nervi, apparente tranquillità, inquietante benessere al soldo sempre sporco anche se ormai sempre più vago(vano)nell’aria, che soffoca in alcuni e alcune le prospettive…Loro per noi, noi per loro a infrangere silenzi e creare interminabili rumori…Non ci vedi?! Siamo qui. Gabriela. “disillusione in dissolvenza” 15/07/20″
“Non sono sconfitto,potevo essere vinto,delle vostre epoche nefaste e cordiali ma pessime paranoie ne faccio a meno.Mi scuaglio al sole di luglio e la mascherina si bagna di sudore,gli stormi di rondini sono indaffarati,la birra è fresca e le sigarette diventano mille.Stringo forte i miei ricordi bacio profondamente i miei affetti,mi commuovo in giro senza un’apparente perché?! Sono qui,non tremo,agitato per eventi di sfogo,sonno e felicità unica medicina nel mondo andato a male,come unica arma un velo di imbarazzo,una montagna d’amore e grammi di soggezione,non mi arrendo,tiro dritto,i miei desideri sanno aspettare ma scalciano ogni giorno per atti pieni di vita fino a lanciarvi brutte merde l’ultima pietra e poi di sta società il nulla. Gabriela”
“Bene?! Siete contenti ora?! Il peggio sembra essere passato? Ma qual è il vero male che ti affligge? Eterno amore per smog,scosse per aria,segnali e inquinamento dai si?! Non va bene così? Andrà tutto bene?! Vomito,mi libero,mi spacco la testa,mi sfogo,piango assai e rido disteso,non posso fare a meno di dimenticare ciò che opprime come la vera malattia.Dove l’essere umano pecca grave? Sulle basi e per acida invidia e squallida ingordigia.Un mondo diverso è sempre possibile,voltare pagina non è semplice,la guerra più difficile ogni cazzo di giorno,bombardati di stronzate,desidero nessun ruolo e nessun codice e legge..se per avere nessun obbligo devo fare la miseria e sia.Solo nella morte cerebrale del mostro che è il tempo che divora carriere e sogni,distrugge famiglie,fa covare pessimo e inutile odio,si può trovare briciole di libertà e sbranare ore.Tempo da schifo,stato di merda,distanze incolmabili per alcuni,crolli in previsione,emozioni in svendita,vita?! Assurda,a tratti magica spesso d’una bellezza inaccettabile ma da overdose nonostante tutto…mai cedere,mai tradirsi,prova e riprova ascolta?!!..Il silenzio è ciò che rimane. Gabriela”