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A Blaze in the Northern Sky #06

Primo appuntamento del 2021 con A Blaze in the Northern Sky, la rubrica preferita da compagna Satana e più odiata dai seguaci dei Peste Noire. Nella puntata di oggi si parlerà quasi esclusivamente di band che definiscono la loro musica fieramente come Red and Anarchist Black Metal e che mettono al centro dei loro progetti le proprie tensioni antifasciste, anarchiche e rivoluzionarie. Per chi crede ancora che per essere “trve & kvlt“, si debba per forza strizzare l’occhio e collaborare con la merda nazifascista all’interno della scena black metal, la strada da sguire oggi ce la indicano Rampancy, Iron Column e Parasiticide. Questi tre gruppi incarnano differenti direzioni e pulsioni del black metal, ma concordano su una cosa: ai fascisti di ogni sorta non si lasciano spazi, né all’interno né all’esterno della scena del metallo nero. La copertina di questo sesto appuntamento non poteva che essere un omaggio al gesto della teppa cilena che, ad Ottobre, ha dato alle fiamme la Iglesia institucional de Carabineros durante l’anniversario delle rivolte popolari che hanno incendiato il Cile due anni fa. Per farla finita con le violenze poliziesche, con l’oppressione religiosa e con la repressione dello Stato, ancora una volta, come sempre, per la lotta di classe, per il black metal!

RAMPANCY – COMING INSURRECTION (2021)

“Every society you build will have its fringes, and on the fringes
of every society, heroic and restless vagabonds will wander, with
their wild and virgin thoughts, only able to live by preparing ever new and terrible outbreaks of rebellion!”

 

Dalle terre selvagge dell’Ontario (Canada), il one man project Rampancy (ex Anti-Freeze) irrompe sulle scene con Coming Insurrection, un ruggente e sacrilego ululato di dinamite con cui dichiara guerra aperta a questo mondo, una vera e propria tempesta di black metal furioso, attraversato da tensioni insurrezionali e antifasciste che non vi lascerà scampo! Tra un affascinante artwork di copertina (opera di Hagiophobic autore di innumerevoli illustrazioni per gruppi RABM) che raffigura una rivolta della Comune di Parigi e una citazione dell’anarchico individualista-nichilista Renzo Novatore con cui Rampancy si presenta sulla sua pagina bandcamp, lasciamoci dunque trascinare nel vortice di caos e distruzione evocato da queste 9 tracce di black metal rabbioso, implacabile e spietato. Un black metal quello suonato dal progetto Rampancy fortemente radicato nei territori più rumorosi della vecchia scuola, ma comunque caratterizzato da un approccio e un gusto moderno alla materia del metallo nero e sempre attento nella ricerca di riff e melodie che sono in grado di smorzare l’anima più noise del canadese e l’atmosfera generale profondamente opprimente, furiosa e annichilente. Fin dal prinicipio, in una traccia come King of the Locusts (quella dalla durata più sostenuta dell’intero disco) ci vengono presentate tutte le anime che attraversano il sound di Rampancy: rabbiose e gelide sferzate di classico black metal, forti influenze di certo harsh noise che enfatizzano l’atmosfera di caos generale che ci inghiotte senza pietà, uno screaming lontano e tormentato, assoli dal forte gusto melodico, ma anche spazio per un’intermezzo acustico seguito da un riffing in tremolo picking che evoca lo spettro dei primi Satyricon e che ci accompagnerà fino alla conclusione del brano. Coming Insurrection è un disco devastante che prosciuga le energie, un disco con cui Rampancy ci da in pasto la sua visione, abbastanza personale, di un black metal intransigente, belligerante e votato al caos. Mentre soffiamo sulle nere fiamme della rivolta che sta arrivando, i Rampancy con questo disco ci invitano a fare un salto nell’ignoto, a partecipare alla distruzione di questo mondo e a guardare le città bruciare in cenere! Aspettiamo il giorno in cui solo la bandiera dei RABM si alzerà dalle barricate!

IRON COLUMN – POWER FROM BELOW (2020)

“Ci sono solo due strade, la vittoria per il black metal della lotta di classe, che è la libertà, o la vittoria per i fascisti, che significa tirannia. Entrambi i combattenti sanno cosa c’è in serbo per chi perde.”  Dichiarazione incisa col sangue dei fascisti e dei padroni da Buenaventura Durruti Culto in un periodo imprecisato tra il 1936 e il 1993, da qualche parte tra Barcellona e la Norvegia.

 

Prendendo il nome dalla Colonna di Ferro, gruppo armato rivoluzionario anarchico attivo durante la guerra civile spagnola e impegnato nella lotta di resistenza antifranchista, la one man band Iron Column ci da in pasto una mezzora abbondante di black metal vecchia scuola capace di evocare i fantasmi dei primissimi Sodom nei momenti più thrash/proto black e certi Darkthrone in quelli più vicini a territori del metallo nero. Come evidenziato in maniera netta dal nome scelto, questo progetto solista proveniente da Lipsia è animato da un forte sentimento antifascista e anarchico, sentimento che viene ribadito ed enfatizzato fin a partire dalla copertina di questo Power from Below che ritrae per l’appunto un gruppo di anarchici della CNT-FAI durante la rivoluzione anarchica spagnola del 1936. Musicalmente, come già detto, ci troviamo catapultati nei territori di un black metal old school che si pone perfettamente a metà strada tra la first wave del genere ancora pesantemente influenzata dal thrash più malvagio e selvaggio e le prime pulsione della seconda ondata norvegese degli anni 90. Basta il minuto e dieci della intro per venire immediatamente inghiottiti da una tormenta devastante di thrash/black (che a volte riporta alla mente anche i primi lavori degli Aura Noir), un sound capace di risultare estremamente godibile nonostante non si tratti di qualcosa di innovativo o di originalissimo. Tracce come Antarctica (con un’atmosfera generale capace di evocare gli Immortal più glaciali), Fortress of Evil e le più punkeggianti Lawless e Masters of Lies, rendono perfettamente l’idea di quanto ho scritto sopra; siamo al cospetto di un disco davvero ispirato, godibile e che sa ricreare con gusto, conoscenza e passione un sound genuinamente debitore del proto black metal e delle prime incarnazioni del metallo nero novantiano. E mentre nere tormente si agitano e nubi oscure ci impediscono di vedere, Power from Below risuona nel vento facendo gelare il sangue nelle vene dei fascisti e dei reazionari di ogni colore! A las barricadas, por la revolución y por el triunfo del Black Metal antifascista!

PARASITICIDE – INCENERATE THE CROWN (2020)

 

Grinding bestial metal of war! Basterebbe questa breve descrizione per fugare ogni dubbio in merito al contenuto di Incenerate the Crown e in merito alla devozione dei Parasiticide per le incarnazioni più barbariche e selvagge del black metal. Annoverando tra le proprie fila gentaglia già attiva in gruppi assolutamente devastanti del calibro di Sankara e Neckbeard Deathcamp, sembrerà scontato evidenziare che anche questo nuovo progetto è impegnato a suonare il più spietato e bestiale war metal che vi possiate mai immaginare. Scegliere di addentrarsi nei venticinque minuti di questo Incinerate the Crown significa abbandonare ogni speranza di salvezza e lasciarsi completamente travolgere da un vortice di caos selvaggio, impetuoso e violento interessato solo a lasciare distruzione e devastazione dietro di sè. Ogni traccia presente sul disco rappresenta una sorta di breviario del caos a se stante, l’essenza pura del war metal più bestiale e implacabile, in un tripudio di blast beat e di influenze che vanno ricercate nei territori più intransigenti e rumorosi del metal estremo, dal black metal al grindcore! Risentendo dell’influenza dei maestri Blasphemy, così come di quella dei Teitanblood o degli Infernal Coil, i Parasiticide costruiscono nove tracce granitiche attraversate da una furia barbarica che non mostrano mai segni di debolezza o labili spiragli per riprendere fiato, tirando dritto per la propria strada e tritando ossa dall’inizio alla fine del disco. Incenerate the Crown e i Parasiticide sono la migliore risposta possibile al war metal che strizza l’occhio alla feccia nazi-fascista, quindi non avete più scuse per non smettere immediatamente di ascoltare gentaglia ambigua come Conqueror e Archgoat! Indossate le vostre cartuccere, pronti a far divampare le fiamme della lotta di classe affinchè ogni corona bruci per l’eternità, antifascist war metal o barbarie!