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Konquest – The Night Goes On (2021)

Heavy metal maniac
I’m a heavy metal maniac
Stand back heavy metal maniac!

Aaaaaaah l’heavy metal, aaaaaah la NWOBHM. Quanti ricordi di gioventù e dell’adolescenza mi legano intimamente alla forma più pura e sincera della musica metal. Non a caso il mio primissimo approccio a questo mondo è avvenuto grazie a quel capolavoro che è “Live After Death” dei Maiden e da li è stato un iniziare a divorare qualsiasi cosa fosse uscita negli anni ’80 in ambito heavy metal, dai classici e immortali Judas Priest, Angel Witch e Saxon a band molte più sottovalutate e fin troppo poco incensate del calibro di Virtue, Praying Mantis e Holocaust, passando per gruppi capaci di rubarmi letteralmente il cuore come Heavy Load, Warlord, Cirith Ungol e Tokyo Blade. Potrei continuare a parlare per ore dell’importanza che ha avuto per me l’heavy metal e dell’amore più sincero e passionale che mi lega ad esso, potrei lasciarmi andare ai ricordi e alla malinconia degli anni dell’adolescenza in cui indossare una maglia dei Maiden o dei Priest mi faceva sentire un “true defender of the faith” e altre cazzate del genere. Bene, questa digressione in cui vi ho elencato stile lista della spesa una marea di gruppi nwobhm e classic heavy metal che hanno fatto (e fanno tuttora) parte dei miei ascolti, ha il solo scopo di introdurvi al gruppo e al disco di cui vi parlerò nelle prossime righe, ovvero The Night Goes On di questo affascinante one-man project dal nome Konquest. Nome che sembrerebbe un chiaro omaggio a “Metal Conquest” degli Heavy Load, giusto per ribadire le influenze che hanno ispirato questo progetto.

Ma chi si cela dietro questa one-man band? Nient’altro che il buon Alex, già chitarrista dei fenomenali Carlos Dunga, probabilmente il personaggio più metal dell’intera scena hardcore e punk italiana (mi prendo la responsabilità di quanto appena scritto!), un essere umano cresciuto evidentemente (e non lo si scopre certo ora) a pane e heavy metal di tradizione ottantiana. Dunque era solamente questione di tempo prima di vederlo all’opera in un progetto interamente devoto alle sonorità più care e vicine all’heavy metal classico di ottantiana memoria. Pensate alle sonorità degli Heavy Load dei magnifici “Stronger than Evil” e “Death or Glory”, ai Tokyio Blade del capolavoro “Night of the Blade“, qualcosa degli Sword di “Metalized“” e un sapore vagamente epic a la Warlord, oltre ad un sentore lontano che ricorda però in maniera godibile addirittura i Thin Lizzy, e potrete già immaginare risuonare nella vostre orecchie e nella vostra testa i riff, le melodie e le linee vocali anthemiche che caratterizzano interamente questo The Night Goes On! Un tempesta di tuoni e fulmini di heavy metal senza compromessi, volutamente e sinceramente old school come fosse uscito direttamente dall’underground britannico tra il 1980 e il 1982, suonato con passione invidiabile e un evidente trasporto emotivo da parte del buon Alex, il quale ci regala una prova impeccabile sotto l’aspetto della qualità compositiva e strumentale, oltre che ad una forte ispirazione in termini di melodie e riffing.

Melodie catchy, trame di chitarra, linee vocali e ritornelli sono i veri punti forti di questo The Night Goes On, elementi che, fin dal primo ascolto, riescono a imprimere facilmente nella memoria praticamente quasi tutti i brani presenti sul disco. La titletrack rappresenta poi l’esempio migliore di tutto ciò che si potrebbe mai desiderare da una canzone heavy metal: un ritornello fortemente anthemico da cantare a squarciagola sorretto magistralmente da riff di chitarra memorabili e linee melodiche che si stampano immediatamente in testa, ne fanno un vero e proprio inno metal dal marcato sapore ottantiano! Altro pezzo da ascoltare e riascoltare infinite volte è, a mio parere, Keep Me Alive, traccia che continua a darmi l’idea di essere l’idea punto di incontro e sintesi tra gli Sword e i Tokyo Blade. La strumentale Fall of the Konqueror, con il suo incedere maestoso e la sua atmosfera epica, elementi che sottolineano l’importante influenza dei Warlord e il gusto per le melodie che tradisce l’eredità dei primi Maiden, sembra esser stata posta volutamente a metà del disco per darci il tempo di riprendere quel poco di fiato necessario prima di tuffarci nuovamente a capofitto nella tempesta di heavy metal che ci attende con canzoni dalla qualità elevatissima come The Vision e Helding Back the Tears. Quest’ultima, senza ombra di dubbio, è uno dei momenti più alti di tutto The Night Goes On, grazie soprattutto ad un riffing super ispirato, a delle linee melodiche azzeccatissime e ad un assolo da brividi. Altro brano attraversato da uno spirito profondamente anthemico, con un ritornello ricco di pathos e trasporto da cantare fino a perdere la voce!

Insieme ad altre interessanti uscite dell’anno appena passato come Dream Quest Ends degli Smoulder e Ravening Iron degli Eternal Champion, abbiamo trovato nel progetto Konquest un nuovo, valido e trascinante, difensore dell’heavy metal nella sua forma più pura e sincera! The Night Goes On si candida seriamente ad essere uno dei dischi del 2021 e siamo solo a gennaio, questo  dovrebbe bastare per farvi innamorare senza remore e ascoltare allo sfinimento questo gioiello di New Wave of Prato Heavy Metal!

Tonight, we stand tonight. We stand to fight! Where are the heroes? The night goes on!