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Cast Thy Eyes – We Burnt Into the Cold Eyes of the Sun (2010)

Il primo ricordo che ho dei Cast Thy Eyes e di questo loro secondo album risale al tempo della mia adolescenza da “true metaller”, quando sfogliando le pagine di “Rock Hard” (noto mensile di musica metal) mi imbattei in una loro breve recensione o breve intervista (e chi si ricorda, son passati 7 anni e io sto iniziando ad invecchiare) che mi lasciò immediatamente incuriosito. Poco dopo andai ad ascoltarmi questo “We Burnt Into the Cold Eyes of the Sun” (titolo che non sfigurerebbe affatto su un album dei maestri Neurosis), partendo dal videoclip del brano “Die One Day”, una mazzata di hardcore metallizzato, rabbioso, diretto e accompagnato dalla voce urlata, a tratti più vicina al classico hardcore, altre volte più tendente al growl, del cantante Chris. Con solo una canzone i Cast Thy Eyes avevano catturato la mia attenzione, avevano colpito nel segno grazie alla loro carica genuina e spontanea. Ma, come al solito, cerchiamo di proseguire con ordine nel caos.

I Cast Thy Eyes erano un gruppo salentino ormai (purtroppo) scioltosi, che suonava un hardcore fortemente ibridato con il metal e con qualche sonorità riconducibile ad un certo tipo di post-hardcore. Per fare dei nomi il sound dei nostri può riportare alla mente gruppi del calibro di Converge, Breach o Integrity, ma anche Earth Crisis in alcuni frangenti. Un concentrato di metal-hardcore pesante, diretto, rabbioso che non lascia vie d’uscita o momenti per riprendere fiato durante gli 11 pezzi che compongono questo “We Burnt Into the Cold Eyes of the Sun”. L’unico intermezzo, completamente strumentale, che da una parvenza di quiete in mezzo al vortice rumoroso e distruttivo dell’hardcore suonato dai nostri è l’inaspettata titletrack, pezzo che, sopratutto a causa dell’atmosfera tribale costruita dalla batteria suonata magistralmente da Giuseppe, rimanda ai suoni apocalittici dei Neurosis dell’album “A Sun that Never Sets” (così come l’artwork di copertina claustrofobico e dai toni catastrofici in perfetto stile Neurosis).

“We Burnt Into…” è un album distruttivo che non scende a compromessi, che non cede mai troppo alla melodia facile o all’estrema pulizia del suono, ma che privilegia la creazione di una atmosfera apocalittica e incazzata grazie ad un sound hardcore spacca ossa. Ennesima nota di merito il fatto che l’album sia totalmente autoprodotto dai Cast Thy Eyes in perfetta attitudine do it yourself, sottolineando ancora una volta la vocazione hardcore dei quattro salentini.

Vi piace l’hardcore più caotico e imbastardito con il metal? Vi siete iniettati endovena la musica dei gruppi sopracitati? Non riuscite a curare gli squarci nella mente creati dalle atmosfere apocalittiche e tribali costruite dai Neurosis? Recuperate questo piccolo capolavoro e ascoltatelo allo sfinimento.