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Kranio – Monotonia (2011)

Non ci vuole molto per capire che genere suonino questi 4 ragazzi provenienti da un paesino immerso nella monotonia e nella noia in provincia di Benevento. Basta vedere la copertina del loro disco di debutto che presenta il classico font “a la Crass”; basta leggersi i titoli ed i testi dei 9 brani che compongono questo album; basta mettere su il disco, schiacciare play e ascoltare le note della prima traccia “Kranio” per comprendere immediatamente la passione di questi giovani beneventini verso tutto ciò che è anarcopunk. Ed è proprio il più caotico, rumoroso ed acerbo anarcopunk il genere prediletto dai Kranio. Il genere perfetto a quanto pare per sfogare tutto l’odio e tutta la rabbia che i componenti del gruppo provano per la loro condizione di immobilismo, alienazione e monotonia in cui sono condannati a vivere. “La tua vita è solo monotonia” grida incazzato il cantante Christian nella titletrack dell’album, il settimo brano “Monotonia”.

La musica rumorosa del gruppo, rifacendosi ai più classici stilemi del genere anarcopunk e non inventando quindi niente di nuovo o originale, riporta alla mente nomi ben più noti della scena hardcore italiana degli anni 80-90 come Peggio Punx, Underage ed Eu’s Arse, senza dimenticare un altro gruppo del Sud Italia recensito poche ore fa proprio su questo blog, i grandissimi Uart Punk. Così come i testi, anch’essi in pieno stile anarcopunk militante e antagonista, che si rifanno ad argomenti quali la lotta anticarceraria (in uno dei migliori pezzi di questo “Monotonia”, ovvero “Fuoco alle Galere”), l’antimilitarismo di “Servo Armato dello Stato” (testo profondamente ispirato dal classico degli Eu’s Arse, “Servitù Militari), l’azione armata diretta (“Guerriglia Rivoluzionaria”) fino ad arrivare al vero e proprio inno anarchico intitolato “Democrazia di Merda”. Tutte tematiche già sentite infinite volte e cantate da infiniti gruppi. Vero. Musica e sonorità per niente originali, ma suonati con rabbia e passione e questo è quello che conta in fin dei conti.

I Kranio non inventano nulla di nuovo. Probabilmente ai Kranio di inventare qualcosa di nuovo o di suonare originali non frega semplicemente un cazzo. Ascoltando questi 9 pezzi posso dire con certezza che i Kranio hanno colpito nel segno con la loro semplicità e con la loro rabbia assoluta che trasmette perfettamente ciò che si prova ad esser condannati a morte in un’esistenza soffocante e alienante tipica di un contesto immobile come solo la vita dei piccoli paesini di periferia può essere, nella quale la noia e la monotonia, spacciate per quieto vivere, la fanno da padrone, annichilendo tutto e tutti. In questi casi urlare fino a perdere la voce la propria opposizione rabbiosa a questa morte lenta può essere una momentanea via di uscita e di liberazione. Kranio anarcopunk, rabbia e odio contro il quieto vivere!