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Adrestia – The Wrath of Euphrates (2019)

MAY THE SUN OF ROJAVA RISE AND NEVER SET. MAY THE SUN OF ROJAVA BURN ITS ENEMIES TO DEATH!

Il vento scandinavo soffia più forte che mai annunciando una tempesta di tuonante d-beat/crust che squarcia il cielo e si abbatte sul terreno con una potenza devastante. Su questa ultima fatica in studio intitolata “The Wrath of Euphrates”, ancora una volta gli Adrestia sintetizzano al meglio l’influenza dei due generi musicali che hanno inciso in modo indelebile il nome della Svezia nel panorama della musica estrema a livello internazionale: la scena d-beat/crust punk da una parte e quella death metal dall’altra. Le vocals stesse ricordano spesso quelle di Thomas Lindberg degli At The Gates, gruppo che senza ombra di dubbio ha influenzato in profondità il sound degli Adrestia soprattutto nei passaggi più melodici, mentre nei momenti prettamente crust/d-beat si può sentire in egual misura l’eco dei Martyrdod, dei Wolfpack/Wolfbrigade e dei Disfear. Il legame intimo con la prima scena d-beat svedese è sottolineato invece dalla presenza di Tomas Jonsson degli Anti-Cimex che presta la sua voce nella traccia “The Message”. 

Al di là della mera questione musicale, ciò che rende veramente interessante un disco come “The Wrath of Euprhates” è però il concept lirico che ne sta alla base e che denota una netta presa di posizione politica degli Adrestia, i quali non nascondono il loro schierarsi in solidarietà e complicità con la rivoluzione sociale del Rojava fondata su tre punti fondamentali: il confederalismo democratico, l’ecologia politica e la lotta di emancipazione femminista. Questa ispirazione lirico-politico e questa presa di posizione erano state già affrontate dal gruppo svedese sul precedente “The Art of Modern Warfare” e avevano spinto gli Adrestia a far parte fin da subito di una rete di supporto alla rivoluzione del Rojava, nata qualche anno fa all’interno della scena punk internazionale e chiamata appunto “Punks for Rojava” (troviamo una traccia omonima proprio su questo nuovo disco). Anche a livello estetico l’immaginario legato al Rojava, alle milizie armate delle YPG e delle YPJ perme l’intera proposta degli Adrestia, a partire dall’artwork di copertina in cui è raffigurato il volto di una combattente rivoluzionaria delle YPJ, divenuto ormai fin troppo iconico. Infine, il titolo stesso del disco riprende direttamente il nome dato ad un’operazione militare guidata dalle Forze Democratiche Siriane contro Daesh per riconquistare la città di Raqqa.

È profondo il legame che intercorre tra gli Adrestia e la rivoluzione avvenuta nella Siria del Nord e in cantoni e città come Afrin o Kobane e va ricercato, sopratutto, stando alle parole del gruppo, nel notare elementi di estrema somiglianza e vicinanza tra il progetto sociale e politico del Rojava e gli ideali che fondano il modo di vedere, intendere e vivere la scena hardcore/punk del gruppo , mutuo svedese. Solidarietà appoggio, collaborazione, autogestione, antifascismo, antisessismo e antirazzismo non sono parole vuote, ma pratiche quotidiane e concrete che vivono tanto in un contesto rivoluzionario come quello del Rojava quanto all’interno della scena punk hardcore internazionale e dentro molti percorsi di lotta in cui i e le punx sono attivi/e, dalle occupazioni abitative alle questioni anti-carcerarie. Sempre affidandoci alle parole degli Adrestia, “The Wrath of Euphrates” rappresenta dunque un vero e proprio omaggio non solo alla resistenza e alla lotta delle YPG e delle YPJ nella Siria del Nord, ma anche a chiunque combatte quotidianamente e in modo concreto per cercare di debellare piaghe come le guerre imperialiste, la misoginia, il razzismo, il fascismo e la distruzione dell’ecosistema.

Tornando brevemente a parlare nello specifico del lato musicale, l’ibrido crust punk/death metal tutto in salsa svedese è attraversato da un’irruenza devastante e una bellicositá a tratti selvaggia nella formula degli Adrestia, che certamente non inventano nulla di nuovo ma suonano con passione, convinzione e attitudine regalandoci quaranta minuti furiosi dominati tanto da un’aggressività cieca dai tratti crust-core quanto da momenti melodici di scuola At The Gates/Martyrdöd.

The Wrath of Euphrates” è l’ennesimo rabbioso grido di lotta degli Adrestia, un disco intenso, sia dal punto di vista meramente musicale sia a livello politico, con cui gli svedesi ribadiscono l’importanza per loro di schierarsi in solidarietà e complicità con la rivoluzione confederale, femminista ed ecologica che resiste ancora oggi, nonostante i diversi tentativi, ultimi in ordine di tempo quelli ad opera della Turchia del fascista Erdogan, di affossare questa esperienza rivoluzionaria, in Rojava! Quando sulle barricate incroceremo lo sguardo degli Adrestia, quando le fiamme della rivoluzione incendieranno questo mondo affinché ne rimangano solo macerie, risuoneranno certamente le note di questo “The Wrath of Euphrates”. Contro l’oppressione, la vita. Per la vita, l’insurrezione. Biji Rojava, Biji Adrestia!

 

Punks For Rojava – This Music Kills Daesh and Erdogan!

“MAY THE SUN OF ROJAVA RISE AND NEVER SET
MAY THE SUN OF ROJAVA BURN ITS ENEMIES TO DEATH” (Adrestia – The Sun of Rojava)

In supporto alla Rivoluzione Confederalista e Democratica del Rojava è nato qualche mese fa un progetto dal nome “Punks For Rojava“, ossia una rete formata da individui e gruppi facenti parte della comunità punk internazionale impegnata sia nel supportare la Rivoluzione sia nel portare solidarietá ai curdi e ai tutti i gli altri popoli (armeni, yazidi, ecc.) che abitano i cantoni del Rojava, Afrin su tutti, che stanno subendo violenze, attacchi e feroci atti di repressione proprio in questo ultimo periodo da parte dell’esercito turco e dei mercenari jihadisti di Daesh al soldo del sultano Erdogan. I promotori di questa rete internazionale e internazionalista hanno spiegato che il progetto nasce dal fatto che loro vedono nel Confederalismo Democratico, l’ideologia che sta alla base della Rivoluzione del Rojava, gli stessi valori e gli stessi principi (femminismo, antifascismo, antirazzismo, libertá, uguaglianza, ecc.) sui quali si fonda la comunitá punk internazionale. Perché, come non mi stancheró mai di ripetere, il punk non è solo musica. Non può essere solo musica.

Tutto è nato a partire da un split album dal titolo “In Solidarity with Rojava” registrato e rilasciato lo scorso aprile dai Martyrdod e dagli Adrestia, entrambi gruppi crust provenienti dalla Svezia. Lo split contiene brani come “The Sun of Rojava” scritto dagli Adrestia, un vero e proprio manifesto di solidarietà e complicità con la Rivoluzione confederalista e democratica del Rojava. Due canzoni a testa per i due gruppi svedesi, tra cui troviamo anche “Harmaggedon” dei Martyrdöd giá rilasciato sullo splendido List del 2016. Inoltre lo split è accompagato da una breve spiegazione dei motivi che hanno portato le due band a collaborare e supportare la rivoluzione del Rojava attraverso la registrazione di questo album. Motivazione che ci tengo a riportarvi di seguito: “Since the outbreak of the Sirian civil war, western leaders have choosen to support Turkey, a country that now drifting towards dogmatic totalitarism. By doing so, they have side with a force that have suppressed democracy, instead of supporting the only democratic alternative in the region. Throughout the war, Turkey has been sponsoring sectarian terrorist groups fighting in Syria, in many case under the name of PSA. Even though the armed forces of Rojava, YPG/YPJ, has proven to be the most effective force when it comes to fighting back ISIS, the EU and the US has failed to support them. This is unacceptable. It should be unacceptable to anybody believing in humanism and equal rights. It’s time to take action. All profit from the sales of this record will go to support organization working directly in Rojava. We encourage other bands/artists to launch similar projects. THIS RECORD KILLS ISIS.”

Martyrdöd & Adrestia

In questi ultimi mesi altri gruppi hanno iniziato a partecipare alla rete “Punks for Rojava” concedendo ad essa alcuni propri pezzi inediti o già rilasciati. È il caso dei beneventini Amphist, autori di un death/crust molto buono, che partecipano a Punks for Rojava con il brano “Amphibian Death Cult” già presente sul loro primo lavoro del 2017 intitolato “Waking the Nightmare”. Oppure pensiamo agli Shades of Grey, anch’essi provenienti dalla terra svedese, che partecipano al progetto con la loro Demo del 2006, con il loro album “Freedom/Incarceration” e con i cinque brani presenti sullo split con i Massmord. Potete ascoltare ed acquistare tutto questo sulla pagina bandcamp di Punks for Rojava ; i soldi che verranno raccolti andranno a supportare e finanziare direttamente organizzazioni che operano direttamente nei cantoni autonomi del Rojava.

Di seguito potrete leggere il manifesto originale in lingua inglese della rete Punks for Rojava:

“Punks have been singing about change and revolution for nearly 40 years. The revolution is here now.

The similarities between the Society in Rojava, based on an ideology called Democratic Confederalism, and the ideology of the international punk community are huge. Democratic Confederalism is an ideology that rejects the notions of nation states, religious influence over society, dictatorship in all its forms, as well ad capitalism. Democratic Confederalism is based on direct democracy, total gender equality, secularism, ethical pluralism and ecology. The Revolution in Rojava has been going on sincera 2012. Since then, Democratic Confederalism has been implemented in all the areas controlled by the armed forces of Rojava, YPG/YPJ. The YPG/YPJ has succesfully fought both IS as well as Turkish backed terrorist groups.

However, it’s important to remember that this revolution takes place in a war zone. Since no nation states openly supports the system in Rojava, our support is crucial for the survival of the society there. So far Punks for Rojava have supported the society in Rojava by selling records, t-shirts and by organizing benefit shows.

Punks for Rojava is a network. It’s not supposed to be related to certain people or bands in the scene. We appreciate all kinds of efforts to help out. There are many things you can do. Print t-shirts or other merchandise, organize benefit shows, upload your band’s songs on the PFR bandcamp page, spread the word about the Rojava revolution, make contact with the local Kurdish community to sede of there is any Rojava support organization where You live, to nane a few.

We believe that punk is more than just music and entertainment. We believe than punk is, and should always be, anti-fascist, anti-sexist, anti religious, against capitalismo and exploitation, for equality, for freedom and direct democracy. Our scene is already built on these ideals to a large extend. In fact, the ideological fundament of the international punk community could, if implemented on a large scale, provide an ideological fundament for a whole society. Does it sound utopian? Well, that society already exists in Rojava. That’s why you should support it. Get involved!

THIS MUSIC KILLS DAESH AND ERDOGAN! SEMPRE IN PRIMA LINEA CONTRO OGNI FORMA DI FASCISMO, OPPRESSIONE E AUTORITARISMO. BIJI ROJAVA! BIJI AFRIN!