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“Il Veneto Odia… Noise a Mano Armata” – Intervista con Scaglie di Rumore

Qualche settimana fa ho girato una serie di domande al buon Luca di Scaglie di Rumore, progetto che seguo da tempo e che ha influenzato profondamente la nascita stessa di Disastro Sonoro tant’è che nel corso degli anni ho voluto “omaggiarlo” con il nome della rubrica più costante presente sulle pagine virtuali di questo blog, ovvero Schegge Impazzite di Rumore. Tanti argomenti son stati toccati nel corso di questa “intervista”, dalla passione per il rumore al Veneto Noise Crew, dalla pratica del tape-trading alle questioni più prettamente politiche, e dunque ringrazio ancora una volta Luca, non solo perchè ha speso del tempo a rispondere alle mie domande, ma sopratutto per il fatto di condividere una comune visione del punk-hardcore e della musica underground e diy in tutte le sue forme, mettendo dinanzi a tutto il supporto e la solidarietà reciproca. Il Veneto odia, Scaglie di Rumore può sparare… Noise a mano armata!

 

Ciao carissimo! Per chi non dovesse conoscerti, ti andrebbe di fare un breve riepilogo sulla storia del tuo progetto “Scaglie di Rumore”? Ma sopratutto, visto che me lo chiedo da una vita, come ti è venuta l’idea per un nome tanto immediato quanto incisivo?

Ciao Caro, per prima cosa grazie per avermi dato spazio nel tuo blog, è davvero ben curato e di qualità, cosa non da poco negli ultimi tempi. Scaglie di Rumore nasce nel 2012 come programma radiofonico per una web radio locale che dopo due stagioni cessa l’attività a metà 2013. Nel 2014 abbiamo deciso di ripartire e abbiamo rilasciato le prime puntate e le prime compilation in formato tape in tirature limitate per finanziare le uscite future e a oggi abbiamo quasi 180 uscite.
Il nome in realtà è uscito con naturalezza, io e mio fratello Fabio (compagno di avventura e di etichetta) stavamo cercando un nome per il programma, in fin dei conti erano brani veloci e rumorosi e quindi arrivammo alla conclusione, Scaglie di Rumore.

Da quanto so, non sei impegnato solamente nella pubblicazione di tape o in coproduzioni. Quali altri progetti ti vedono partecipe e/o protagonista?

Attualmente sono impegnato in diversi progetti, da ormai otto anni milito nei Charged Attack, band Punk Hardcore locale, poi abbiamo tutte le realtà legate al Collettivo Veneto Noise Crew ovvero nel trio noisecore Eddie X Murphy dal 2016, nei techno grinder Fogna Maxima e nel progetto Noisegore Diego Abbath Antuono dal 2017, nei progetti Harsh Noise Primitive Tape e Dark Alley dal 2018 e nel progetto old school Noisecore Archth Cacofoniath dal 2019. Attualmente sono a lavoro su un nuovo progetto che si chiama Digital Strain Of Dementia ma per questo progetto bisognerà pazientare ancora un po’.

Come sei arrivato a scegliere di dedicarti quasi esclusivamente alle sonorità più estreme e a territori propriamente noise?

Sono sempre stato affascinato dalla scena noisecore anni 90, anche perché molto vicina alle scena punk hardcore. Purtroppo negli ultimi anni il punk hardcore italiano (e comunque il punk hardcore in generale) ha perso quel desiderio di offendere, dare fastidio, tutta la parte provocatoria e le tematiche politiche che a mio parere hanno dato vita al genere ma è stato ereditato dalla scena noisecore per questo mi sono spostato verse quelle sonorità, cerco rumori che portino con loro un messaggio, se devo ascoltare musica senza messaggio tanto vale accendere la radio.

Quali sono stati gli ascolti che, nel corso degli anni, ti hanno portato ad apprezzare il noise in tutte le sue forme? Qual è stato invece il tuo primo incontro con il punk?

Gli artisti noise che sicuramente mi hanno più ispirato e che mi hanno portato ad apprezzare il genere sono stati Merzbow, C.C.C.C., The Gerogerigegege, Seven Minutes of Nausea, Deche Charge, Cum Sock e Shitnoise Bastards ma sicuramente le band che mi ci hanno avvicinato sono stati i Coward e i Sore Throat. Invece in ambito punk fin da subito con gli amici ci si passava Minor Threat, Bad Brains e Black Flag ma direi che il primo approccio sia stato quando un amico mi passò una tape con dentro i Drunkards con Sentenza Di Morte su un lato e lo Split Rabbia Trafigge Immobile Resa di Contrasto e Nagasaki Nightmare sull’altro, quello a mio parere è stato il mio primo incontro con il punk.

Altra domanda che spesso mi son posto: perchè la scelta del formato tape? Che legame hai tu personalmente con questo formato?

Tutte le band estreme quando ero più giovane mi sono arrivate con questo formato, all’epoca era impossibile scaricare da internet e i Cd diventarono “acquistabili” più tardi (costavano una follia all’epoca), le tape costavano quasi niente perché erano alla fine della loro carriera e ci si passava i gruppi con quelle. Sepultura, Carcass, GBH, Slayer, Mayhem, tutti questi gruppi mi sono arrivati in quel formato quindi ho sempre associato la tape all’estremismo, poi quando ho scoperto il Tape trading e il suo significato anti-business sono rimasto subito affascinato da questo movimento e ho deciso di abbracciarlo, anche se con diversi anni di ritardo.

Recentemente ho avuto l’estremo piacere di pubblicare sulle pagine virtuali di Disastro Sonoro uno scritto inedito intitolato “Numeri e Incompatibilità”, firmato proprio da te. Quali son state le motivazioni che ti hanno portato alla decisione di pubbicarlo proprio su Disastro Sonoro?

Quando mi sono avvicinato la prima volta a Disastro Sonoro ho rivisto quello spirito “punk” che tanto cercavo e che avevo cercato di portare con il mio vecchio blog Scaglie di Rumore oramai defunto che non è mai riuscito a trasmettere a pieno. Gli articoli sono ben scritti, hanno una struttura molto interessante perché oltre all’informazione c’è anche il pensiero dello “scrittore” che è molto vicino al mio e che mi ricorda quel provocazione/politica che cerco costantemente. Oramai il blog di Scaglie di Rumore era fermo da diversi anni ma non ho mai smesso di scrivere, ho una raccolta molto ampia di recensioni, articoli, pensieri e vista la sintonia quasi simbiotica con Disastro Sonoro ho pensato che fosse il posto giusto per quell’articolo, visto che si collegava molto bene al precedente articolo “L’hardcore è ancora una minaccia per l’esistente”.

Continuando a parlare del tuo articolo, hai voglia di aggiungere altro alle righe che hai scritto? Quanto è importante per te il messaggio veicolato dalla musica punk o noise che sia?

In merito all’articolo non ho altro da aggiungere, tanti non hanno capito il concetto che volevo esprimere, con alcuni ci siamo chiariti di persona, con altri non mi interessa nemmeno. Tanti pensavano che avessi da ridire sulla scena locale ma in realtà ho sempre amato la scena Veneta perché negli anni non era importante il genere che si faceva, ci si supportava sempre. Con il tempo questo è scemato, ci si è standardizzati al resto del mondo, punk con i punk, Crust con i Crust e via dicendo ed è questo che mi dispiace.
Per quanto mi riguarda scrissi diversi articoli in merito a tale argomento, per me l’underground senza messaggio non ha senso perché si abbassa agli standard del mainstream, che senso ha portare avanti un progetto underground se non hai niente da trasmettere? Sei solo un numero che ha trovato un modo diverso di perdere tempo.

Scaglie di Rumore nella mia testa fa rima da sempre con DIY. Cosa significa per te la pratica e l’etica del do it yourself e che importanza riveste l’autoproduzione nella tua vita in generale?

Da quando ho iniziato con questa label c’è sempre stato un punto fermo: Le copie che abbiamo distribuito sono state fatte a mano una per una. Abbiamo partecipato a diverse coproduzioni ma nella maggior parte dei casi ho sempre cercato di fare da me la produzione delle cassette perché farla da me da un senso alle mie uscite, mi ricorda cosa vuol dire “Do It Yourself”. Mi sono sempre promesso che nel momento che non riuscirò più a duplicarmi le tape da solo chiuderò la label perché è l’unico sistema che conosco, purtroppo negli ultimi periodi anche in questo campo sono uscite sempre più release fisiche “fighette”, super dettagliate e studiate ma io sono per le uscite low budget, fanculo siae e copy right, non è importante se stampi un vinile a edizione limitata o un Verbatim con il titolo scritto a mano l’importante è quanta passione e attitudine si trova al loro interno e la gente questo se lo dimentica spesso.

Che ruolo ricopre invece la dimensione politica all’interno di tutti i progetti che ti vedono impegnato?

La dimensione politica per i Charged Attack come per il Collettivo Veneto Noise Crew sono le basi. Siamo tutti Punx, chi più giovane e chi più vecchietto, ma l’attitudine è sempre la stessa: contenuti provocatori e una forte connotazione politica, portare avanti gli ideali sull’autonomia e la libertà degli individui e l’opposizione al sistema che abbiamo maturato in tanti anni di occupazioni, manifestazioni, eventi, concerti ma sopratutto confrontandoci e parlando con le persone.

Hai qualche aneddoto legato alla scena hardcore punk e diy italiana che, nel corso degli anni, ti ha colpito particolarmente, che ricordi con nostalgia o gioia o che ti ha segnato profondamente e che ti va di raccontare?

In realtà ci sarebbero tanti piccoli aneddoti ma non basterebbe un libro per raccontarli tutti. Principalmente ricordo con grande gioia i tempi che si viaggiava su e giù per l’Italia in treno con gli amici per andare ai concerti, viaggiavamo davvero con niente in tasca ma c’era una voglia di scoprire nuovi gruppi e nuovi generi incredibile, per non parlare dei dibattiti, dei pensieri, delle persone incontrate e della voglia di scambiarsi pensieri, idee, opinioni e a volte sogni…oggi tutto questo è stato ucciso dai social, è più facile scrivere su una piattaforma che parlare davanti a tutti e dare la propria opinione, permettendo anche agli stupidi di esprimere il proprio parere.

Scaglie di Rumore è legato intimamente al Veneto Noise Crew, cosa puoi dirci di quest’altro progetto totalmente devoto al rumore?

Veneto Noise Crew è un collettivo occulto e antifascista portato avanti con passione da un gruppo di punx. Questo collettivo oltre a supportare le realtà noise locali porta avanti anche una serie di pubblicazioni e zine dedicati a retaggi fatti di culti innominabili e segreti, è un collettivo che racchiude il termine noise in diverse forme d’arte ovvero Scrittura, Pittura e Musica e che vuole usare il noise come strumento per offendere e diffondere un messaggio.

Stiamo giungendo alla fine di questa intensa chiacchierata, vuoi consigliarmi e consigliare ai malcapitati lettori di Disastro Sonoro qualche progetto noise (e non) che ritieni più valido in circolazione attualmente?

Sicuramente i progetti che seguo con più interesse (oltre a quelli del collettivo ovviamente) sono i Car Made of Glass da Fortuna, California, le Shame Hole da Pittsburgh, Pennsylvania e gli Holy Grinder da Toronto, Ontario. Queste sono tre band “recenti” sennò consiglio le mie tre band preferite ovvero Deche Charge, Cum Sock e Shitnoise Bastards… anzi ora i Shitnoise Bastards sono fermi ma alcuni componenti hanno avviato un progetto che si chiama Death To All Politican che consiglio caldamente, non solo per il nome.

Progetti futuri come Scaglie di Rumore?

Sono immerso nel progetto veneto Noise Crew, tutti i progetti coinvolti sono validissimi e molto attivi, senza contare tutte le zine e i scritti, è un gran lavoro ma mi regala molte emozioni, a breve uscirà una compilation con tutte le band del collettivo in edizione limitata in 10 copie con un box e una fanzine in a5 davvero molto curato, insomma chi seguirà il nostro blog (venetonoisecrew.wordpress.com) si farà un’idea della nostra follia artistica.

Carissimo Luca siamo giunti alla fine di questa intervista/chiacchierata/qualsiasi altra cosa ed io non posso far altro che ringraziarti nuovamente per aver risposto alle mie domande. Per concludere aggiungi davvero quello che ti pare e piace e sentiti libero di dire qualsiasi cosa!

Chiudo ringraziandoti per il tempo e lo spazio che mi hai nuovamente dedicato e con la speranza che ci siano sempre più realtà come il tuo blog, che l’arte, il rumore e l’attitudine possano tornare a favorire cambiamenti sociali o quantomeno accendere una scintilla dentro a chi ha qualcosa da dire.

Schegge Impazzite di Rumore #01

Volevo chiamare questa rubrica “Scaglie di Rumore” per omaggiare uno dei blog (se non conoscete ciò di cui sto parlando vi lascio il link per rimediare al piú presto canaglie che non siete altro: https://scagliedirumore.wordpress.com) sulla musica underground (punk ma non solo) e rigorosamente DIY che seguo da anni e che è stata una delle ragioni che mi ha spinto ad aprire a mia volta questo “stupenderrimo” blog/webzine che risponde al nome di Disastro Sonoro. Ma, volendo evitare di copi-incollare il nome già utilizzato da altri, ho deciso di nominare questa nuova rubrica rimanendo si fedele all’idea originaria (“Scaglie di Rumore” per l’appunto) ma modificandone il nome in “Schegge Impazzite di Rumore”. Tutto qui, meno misteriosa e affascinante di quanto si possa pensare la storia che sta dietro alla scelta del nome di questa nuova rubrica ospitata sulle pagine di Disastro Sonoro.

Oggi con questo articolo tenterò quindi di dare il la ad una rubrica (Schegge Impazzite di Rumore per l’appunto) nella quale cercherò, con scadenze non ancora stabilite ma probabilmente mensilmente a causa di mancanza di tempo materiale, di parlare in breve degli ultimi album che ho ascoltato o che sto ancora ascoltando mentre scrivo. Una rubrica che cavalca il sottile e labile confine tra la recensione e la “playlist”, e che a differenza delle recensioni standard, probabilmente mi permetterà di stare maggiormente sul pezzo rispetto alle ultime uscite nel panorama punk-hardcore, underground e DIY in generale, riassumendone il meglio in pochissime righe (e so già che questa sarà l’impresa più ardua per me che sono prolisso fino alla morte quando parlo di gruppi e album che ho apprezzato). Prendetela come una rubrica in cui vi consiglio in breve quelli che ritengo essere gli album più interessanti usciti negli ultimi mesi e nell’ultimo anno, ma può essere che di volta in volta ci butti in mezzo lavori piú vecchi, classici della scena punk-hardcore italiana e oggetti smarriti a.k.a. gruppi dalla breve vita, sconosciuti o che son stati erroneamente dimenticati dai piú, cercando, tenendo fede al “motto” (Oltre la Musica, Oltre il Rumore) che mi accompagna dal primo giorno che ebbi l’idea barbina di aprire questo blog, sempre di andare oltre la musica e oltre il rumore, oltre il Disastro Sonoro. Detto ciò, buon rumore a tutti e buona lettura canaglie punx di tutta Italia! ! Ecco a voi le prime quattro Schegge Impazzite di Rumore consigliate per voi per il mese di Marzo!

Partiamo da un album che ho recensito pochissimo tempo fa e che sto facendo fatica a tenere lontano dalle mie orecchie cresciute a rumore e violenza sonora. Sto parlando di “Il Mondo che Crolla” dei Potere Negativo, gruppo di recentissima formazione ma che con questo loro primo lavoro hanno dimostrato che chi ben comincia è già a metà dell’opera. Gruppo che interpreta al meglio l’idea di “disastro sonoro” e che grazie ad un raw punk hardcore molto caotico, sporco e dal sapore marcatamente old school, il tutto affiancato da una registrazione estremamente lo-fi, sa come, dove colpire e quanto dolore infliggere, lasciandovi inermi e privi di energie in questo viaggio nei meandri del rumore più nichilista e abrasivo. Lo sentite il rumore? È il suono corrosivo e rabbioso dei Potere Negativo! Chiudo qua, per saperne di più correte a leggervi la recensione completa (che vi lascio di seguito) de “Il Mondo che Crolla” scritta più di un mese fa su queste pagine!

Potere Negativo – Il Mondo Che Crolla (2018)

Copertina stupenda che mi ricorda vagamente l’EP “Disperazione Nevrotica” degli Upset Noise

Altro disco che sta accompagnando le mie vacue giornate occupate dal vano tentativo di sopravvivere a questo caos schizofrenico che tendiamo a chiamare vita, riempiendole di quella dose sempre necessaria di rabbia annichilente necessaria alla sussistenza, è senza ombra di dubbio il primo lavoro S/t dei trentini Impulso dato in pasto a noi punx affamati di marciume e rumore lo scorso agosto. Quattro pezzi per un totale di 7min e 40 secondi di noise/punk/hardcore grezzissimo e anch’esso, vale quanto detto per i Potere Negativo, annichilente e impregnato di rabbia. Raw punk che ha le fattezze di una mazzata che sbriciola il setto nasale e che lascia sanguinanti distesi al suolo. Brano fondamentale per sopravvivere alla noia e all’apatia quotidiana senza lasciarsi risucchiare in questa spirale è sicuramente la conclusiva “Soffoco”. Rumore spacca timpani, cosa chiedere di più?

Per rimanere sulle sonorità che caratterizzano i lavori di Potere Negativo e Impulso, non posso non consigliarvi un altro album che mi sta accompagnando in questo periodo. Sto parlando del secondo lavoro in studio dei romani Sect Mark, anche loro caratterizzati da un sound sporco, grezzo ed estremamente caotico. Rispetto ai gruppi sopracitati, con questo “Worship” uscito agli inizi del 2018 per l’americana Iron Lung, proseguendo il percorso già iniziato con la demo dello scorso anno (anch’essa recensita su queste pagine), i nostri Sect Mark rendono il loro grezzo hardcore punk ancora più opprimente, oscuro e angosciante, il tutto sprigionando la rabbia nichilista e iconoclasta che li caratterizza in 8 “schegge impazzite di rumore”. Se poi ci sommiamo le vocals al vetriolo di Johnny e l’artwork di copertina disegnato nuovamente dal caro Francesco Goats, capirete da soli che ci troviamo tra le mani (e nelle orecchie) un ottimo esemplare di punk hardcore suonato come si deve, incazzato al punto giusto e paranoico quanto basta!

Ultimo album e ultimo gruppo che vi consiglio è il Promo 2017 dei milanesi Wwounds, già autori nel “lontano” 2015 di un primo lavoro intitolato semplicemente “8 Songs”. Non sono certamente un gruppo sconosciuto a chi leggerà e altrettanto certamente tutti sapranno che i componenti dei Wwounds provengono da esperienze in gruppi come Class, La Crisi e To The Embers, solo per citarne alcuni. Credo sia inoltre scontato ricordare che alla voce troviamo Mayo, già cantante di uno dei gruppi migliori che la scena hardcore milanese e italiana abbia saputo partorire negli anni ’90, ossia i Sottopressione di un capolavoro come “Così Distante”. Ma bando alla nostalgia, oggi ci troviamo dinanzi a quattro nuove tracce di purissimo hardcore punk veloce e diretto che ricorda la lezione americana degli ’80s, senza niente di particolarmente originale o di ricercato. Un sound che anche a distanza di decenni sa ancora capace affascinare e spaccare le ossa come si deve e come ci si aspetta che faccia del vecchio e sano hardcore. Negative Approach, Void e Faith su tutti, sono questi i mostri sacri che vengono in mente ascoltando le quattro brevissime schegge di rumore rilasciate lo scorso ottobre e che rassicurano sul fatto che i Wwounds sono ancora vivi. Vivi, incazzati e rumorosi come piace a noi.

 

Daje la prima “puntata” di questa nuova rubrica può considerarsi dunque conclusa; mi raccomando care le mie canaglie punx che leggono Disastro Sonoro, correte ad ascoltare gli ultimi lavori di Potere Negativo, Impulso, Sect Mark e Wwounds, sempre se non l’avete già fatto, ora non avete più scuse! Siamo schegge, solo schegge di rumore impazzite. 

Potere Negativo – Il Mondo Che Crolla (2018)

Lo sentite il rumore? E’ il suono del mondo che crolla! Il mondo si sta oramai avviando a passo spedito verso la sua fine inevitabile, la civiltà del progresso e i mostri da essa creati hanno intrapreso da decenni la strada dell’autodistruzione e gli esseri umani, nè vivi nè morti, si ostinano a perpetuare un’esistenza vacua e artificiale, a ripetere giorni vuoti e tutti uguali fino alla morte. Quale migliore colonna sonora per affrontare un simile scenario appena descritto se non affidarsi alla musica dei Potere Negativo, gruppo raw punk proveniente da Sondrio? Lo sentite dunque il rumore? E’ il suono del caos contenuto nelle cinque tracce (per un totale di sette minuti complessivi di punk-hardcore caotico e rumoroso) che compongono questo “Il Mondo Che Crolla”, prima fatica in studio per i Potere Negativo rilasciata appena una settimana fa. Tetro Pugnale, Impulso e i romani Sect Mark, questi sono i primi nomi che possono venire in mente appena parte “Questo Rumore”, traccia con cui si apre questo primo lavoro dei Potere Negativo; nomi che riescono a dare immediatamente un’idea generale delle sonorità proposte dai nostri e che caratterizzano tutti e quattro i pezzi seguenti. Oltre ad una sonorità punk-hardcore molto lo-fi, caotica e raw che ha un sapore fortemente vecchia scuola, quello che più rimane addosso dopo aver ascoltato “Il Mondo Che Crolla” sono sicuramente le ottime liriche impregnate di disillusione, nichilismo, rabbia e una certa dose di misantropia che difficilmente stona su un lavoro di simil fattura, capaci di risultare personali ed estremamente interessanti pur toccando tematiche spesso abusate nel genere. Il tutto è permeato da un’atmosfera oscura e opprimente che ben si sposa con i temi trattati nei testi e con lo scenario che i Potere Negativo hanno voluto creare partendo da un titolo esplicito e che non lascia certo spazio ad interpretazioni come “Il Mondo Che Crolla”. Tornando a parlare delle singole tracce (tutte della durata inferiore ai 2 minuti), menzione particolare per la già citata “Questo Rumore”, un manifesto lirico-sonoro capace di racchiudere tutti gli ingredienti del “caos non musica” creato dai nostri, per l’ottima “Nel Silenzio” accompagnata da un testo che mette i brividi e la conclusiva “Controllo/Paura”. Lasciando a voi il compito di assaporare ogni secondo, ogni nota e ogni lirica de “Il Mondo Che Crolla”, evito di sprecare altre parole per elogiare questa prima ottima fatica dei Potere Negativo, gruppo che interpreta al meglio l’idea di “disastro sonoro” e che perciò merita senza ombra di dubbio più di un ascolto. Ci ritroveremo presto tra le macerie delle nostre vite ad osservare da lontano il mondo che sprofonda nel caos, mentre nelle cuffie staremo ascoltando a tutto volume la colonna sonora della fine, il rumore annichilente di questo “mondo che crolla”. Ora lo sentite il rumore? Sono i Potere Negativo!

Menzione doverosa per la splendida copertina in bianco nero che presenta quello che sembra essere un morto vivente direttamente preso o ispirato dal famosissimo cult movie ” Zombie 2″ del maestro Lucio Fulci. Morto vivente che, ancora prima di ascoltare il contenuto di “Il Mondo Che Crolla”, ci da l’idea perfetta dell’atmosfera creata e delle tematiche trattate dai Potere Negativo.