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Spectral Wound – Infernal Decadence (2018)

Freddi come la lama di un coltello che apre ferite spettrali sui nostri corpi, squarci da cui usciranno lingue di fuoco che provengono direttamente dalla viscere dell’inferno per inghiottire questo mondo, far regnare il male e veder brillare la nera fiamma nella fredda notte dell’oblio eterno!

Cosa accomuna il Canada alla Finlandia? Probabilmente paesaggi caratterizzati da una natura selvaggia che ancora conserva tutto il suo fascino primordiale e che pone l’essere umano in una posizione di comunione, confronto costante e scontro con i ritmi che dominano l’ambiente naturale e le sue forze. Specialmente gli inverni canadesi e finlandesi non devono poi differire così tanto tra loro e così come gli sguardi abituati a panorami dominati dalla neve e dal gelo. E’ proprio questa atmosfera glaciale ad essere condensata perfettamente in “Infernal Decadence” degli Spectral Wound, probabilmente il disco black metal migliore uscito negli ultimi due-tre anni e sicuramente il mio preferito.

Gli Spectral Wound provengono dai territori canadesi del Quebec ma nella loro proposta si sente veramente poco l’influenza del tipico sound che qualcuno ha definito “Metal Noir Quebecois” (si sto proprio parlando di quegli ambigui e nazionalisti dei Forteresse, bella merda), visto che i nostri sembrano guardare unicamente alla storica scena scandinava di metà anni Novanta. Trentacinque minuti di tagliente black metal vecchia scuola dunque con le radici ben piantate nella tradizone scandinava del genere e che risente profondamente dell’influenze del “metallo nero” suonato in terra finlandese da gentaglia malefica come Sargeist e Behexen, ma riconducibile anche ad un sound tipicamente polacco. Un black metal che guarda al passato suonato con una furia devastatrice e una voracità estrema, riuscendo a creare atmosfere e armonie pur rigettando e tenendosi lontano dalle divagazioni in territoti riconducibili all’atmospheric black metal o all’utilizzo di strumenti come le tastiere. Un black metal quindi che allontana la sperimentazione rifugiandosi in un ritorno ad un sound primitivo e quasi ancestrale, dominato dall’ocurità e dal gelo e caratterizzato da un’efferatezza e un’aggressività esecutiva senza eguali.

Il disco si apre con la mestosa Woods from Which the Spirits Once so Loudly Howle e bastan pochissimi secondi per innamorarsene e capire che ci troviamo davanti ad un disco black metal di altissimo livello. Si tratta di uno dei brani sicuramente migliori del disco che pur nella sua furia devastatrice riesce grazie al tremolo picking a creare un’atmosfera glaciale ed oscura, in cui lo screaming infernale di Jonah sembra evocare forze naturali primitive e spiriti ancestrali che si impossessano del regno dei vivi. La conclusione di “Infernal Decadence” è invece affidata a “Imperial Thanatosis”, traccia in cui gli Spectral Wound rallentano decisamente il tiro lasciando emergere una vena molto più atmosferica che gioca molto sulle armonie e sulle melodie costruite dalle due chitarre, dimostrando di possedere un gusto sopraffino nel songwriting e nel saper controllare perfettamente la nera fiamma che li anima, riuscendo a non perdere nulla in termini di malvagita e oscurità pur quando i ritmi vengono rallentanti.

E’ dunque un muro di suono solido e quasi impenetrabile quello contro cui ci scontreremo ascoltando “Infernal Decadence”, un black metal primitivo brutale come una tempesta di neve in cui svolge un ruolo da padrone assoluto il riffing furioso, serratissimo e glaciale ma sempre melodico che non si fa scrupoli ad abusare del classico tremolo picking, così come furiosi e serrattissimi sono i martellanti blast beats che sorreggono l’infernale screaming del cantante Jonah. “Infernal Decadence” riesce a catturare e condensare nelle sei devastanti tracce che lo compongono quel sound gelido, crudo e infernale tipico del black metal scandinavo e in particolare di quello finlandese, che non scade mai in una caoticità fine a se stessa ma riesce a dosarla, a controllarla e a renderla armoniosa pur mantenendo intatta tutta la sua brutalità.