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Subhuman Hordes – Nessuna Prospettiva al Genere Umano (2015)

Uno legge il nome del gruppo e pensa: “questi fanno marcio Death Metal”; poi prosegue leggendo il titolo dell’album e questa volta pensa: “stai a vedere che invece suonano Grindcore impazzito, incazzato e iper-veloce”. Alla fine si giunge finalmente ad ascoltare la prima traccia di questo “Nessuna Prospettiva al Genere Umano” e tutto appare più chiaro: un perfetto mix di death metal e grindcore sporcato pesantemente dall’influenza hardcore dei nostri. La prima traccia rappresenta dunque il manifesto sonoro dei Subhuman Hordes, 1 minuto di rabbia distillata purissima dal titolo “Grindcore Novara”. Perchè si, questi cinque brutti, sporchi e cattivi personaggi vengono da Novara e suonano un Grindcore veloce e nervoso che non lascia scampo all’ascoltatore.

Una breve nota biografica sui Subhuman Hordes. Il gruppo nasce in quel di Novara nell’ottobre del 2014 da un’idea del chitarrista Axel Munoz, al quale poi si aggiungono gli altri quattro componenti: Enrico al basso, Riccardo chitarrista, Danilo alla batteria e Tommaso alla voce. “Nessuna Prospettiva al Genere Umano” è il primo EP pubblicato nel 2015 dalla band ed è composto da 11 tracce, velocissime schegge impazzite di Grindcore ibridato con un certo Death Metal e con l’attitudine hardcore dei novaresi.

I Subhuman Hordes non inventano niente di nuovo, non suonano originali, ma dimostrano di aver appreso alla perfezione, e di aver fatto propria, la lezione impartita dai nomi più importanti del genere come Napalm Death, Nasum, Rotten Sound, Brutal Truth e così via, fino ad arrivare a nomi meno noti come gli italo-colombiani Restos Humanos (che personalmente trovo molti simili per suono e attitudine ai cinque marci novaresi). A livello lirico dai testi trasuda una carica d’odio misantropico che si sfoga contro tutto e tutti, che non ha un unico bersaglio preciso perchè qualunque cosa e chiunque divengono il bersaglio delle bordate grindcore dei nostri. Prendendo in prestito il titolo del quinto pezzo presente su questo debutto che puzza di misantropia e nichilismo, non esiste forse definizione migliore per parlare della proposta musicale dei Subhuman Hordes, se non una “libera espressione di odio”. E l’odio (represso), nutrito ed alimentato da iniezioni di musica grindcore e death metal, fa sempre bene e permette di sopravvivere a questo schifo di imprevisto che ci ostiniamo a chiamare “vita”. Come urla incazzato Tommaso nel pezzo conclusivo “Merda” (un titolo migliore e così denso di significato non poteva esser trovato), è bene ricordarci che stiamo vivendo tempi in cui l’odore della vita e l’odore della merda si sovrappongono tanto da non poterli più distinguere; tempi in cui, all’orizzonte, non appare alcuna prospettiva al genere umano.

Rabbia, Misantropia e Grindcore da Novara per ricordare a tutti di essere incazzati e marci fino al midollo. E di esprimere liberamente tutto l’odio con il quale nutriamo i nostri miserabili giorni.