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T28 Matinèe #4 w/ Cospirazione, Stigmatized e Overcharge

Rabbia e passione è quello che noi proviamo 
col nostro punk hardcore 
rabbia e passione è quello che ci accomuna 
nelle nostre vite 
è il calore che scalda la nostra esistenza 
E’ l’ardore che brucia nelle nostre idee 
è l’ardore che brucia nelle nostre lotte 
Mai fermarsi mai arrestarsi 
sempre, portarle avanti 
Sono momenti che passano veloci 
un istante e tutto ci sfugge 
a volte perdi tutto, anche amico 
ma mai mai mai farsi scalfire 
Rabbia passione calore ardore 
brucia la nostra vita!

(Cospirazione – La Nostra Vita)

 

Ancora una volta in T28, ancora un matinèe all’insegna del punk in tutte le sue sfaccettature, ancora punx nella metropoli che creano l’anarchia per qualche ora! Tre gruppi, tre generi differenti per soddisfare i palati esigenti di tutti i presenti nel centro occupato e autogestito più marcio (e quindi bello) di tutta Milano!

Ad aprire le danze ci hanno pensato i milanesi Cospirazione con il loro punk-hardcore militante e riottoso. Nonostante per motivi legali siano stati costretti a star lontani dal suonare dal vivo per parecchi mesi, i milanesi hanno deciso di ripartire proprio da dove avevano interrotto otto mesi fa, ossia dal pavimento polveroso del T28. Questi mesi senza suonare si sono in parte fatti sentire (e ci mancherebbe anche) ma l’esperienza e la passione dei nostri è riuscita a sopperire pure a questa ennesima difficoltà. I Cospirazione hanno dalla loro parte un arsenale di pezzi capaci di colpire nel segno e di sprigionare tutto la loro carica emotiva nonostante non vengano suonati per mesi dal vivo, basti pensare all’inno anticarcerario “Macerie” e alla sua introduzione che cosi recita: “delle galere solo macerie”, urlata a squarciagola da tutti i presenti. Anche tracce nuovissime come “La Spinta” estratta dall’ultima fatica del gruppo datata maggio scorso, dal vivo confermano per l’ennesima volta la qualità dell’hardcore punk suonato dai Cospirazione e delle liriche incendiarie che lo accompagnano. I Cospirazione sono una certezza e la rabbia e la passione che ci mettono in quello che fanno valgono più di tutto il resto, di tutti i mesi passati lontani dai “palchi” e di tutte le difficoltà che hanno incontrato ultimamente sulla loro strada. Sperando di rivederli il più presto possibile e più incazzati che mai!

E’ stato il turno poi degli indomabili e indemoniati Overcharge, gentaglia del varesino cresciuta a pane e speedmetalpunx. Dai ma c’è seriamente bisogno che io commenti la performance di Panzer, Josh e Marcio? Sono una cazzo di macchina da guerra tritaossa e lanciata alla velocità della luce contro tutto e tutti. Il loro perfetto mix di Motorhead, GBH, Inepsy e un pò di d-beat punk a la svedese è irresistibile dal vivo, pezzacci come “Warbeat”, “Speedsick” o “Downtown Inferno” sono marciume puro proveniente dagli inferi, sono ormai divenuti veri e propri pezzi anthemici che dal vivo spaccano più di quanto non facciano già su disco! Non aggiungo altro, gli Overcharge sono un gruppo che, per qualità, impegno e dedizione, assolutamente non ha bisogno di troppe parole o troppi commenti. Se non li avete mai visti suonare dal vivo cercate di rifarvi il prima possibile, non ve ne pentirete e non ne rimarrete delusi perchè sono ormai una fottuta certezza! Incarnano alla perfezione l’essenza stradaiola del rock’n’roll più marcio e sono pure bellissimi (il Panzer più di tutti), cosa possiamo chiedere di più? Spingono sull’acceleratore e ci fanno pogare come Stana comanda, cosa cazzo vogliamo di meglio?!

I cagliaritani Stigmatized sono stati personalmente la sorpresa della serata, probabilmente anche per il fatto di non aver mai ascoltato nulla di loro e sopratutto per non aver mai avuto occasione di vedermeli live. Il loro è un grindcore sporcato da powerviolence, crust e punk-hc che dal vivo si ripromette di seguire un’unica regola: non fare prigionieri e devastare qualunque cosa si trovi sul loro cammino! Non solo grindcore però, i nostri irresistibili sardi riescono infatti a far emergere qua e la nelle varie tracce a loro disposizione, anche certe influenze tipicamente riconducibili all’universo metal (forse dovute alla presenza dell’ottimo nonchè giovanissimo bassista); a tutto questo sommiamoci la capacità di alternare due voci, una più tipica del genere e a tratti monocorde (unica reale ma piccolissima pecca degli Stigmatized che però non rende meno apprezzabile la proposta dei nostri, anzi) e una più hardcore (sempre merito del bassista) e la foga adrenalinica con cui suona il batterista Roberto (che abbiamo potuto notare super gasato durante l’esibizione degli Overcharge), e ci troviamo dinanzi ad un gruppo che offre ai presenti svariati minuti di pogo assicurato e di godimento assoluto! Rabbia purissima da Cagliari, lasciano devastazione e macerie dopo il loro passaggio, questi Stigmatized dal vivo regalano gioie! Correte ad ascoltarli quantomeno su bandcamp se non potete vederli dal vivo prossimamente, su su veloci!

Tirando le conclusioni cosa posso aggiungere? Nello scorso live report scrissi queste parole: <<seppellite il mio cuore in T28>> e oggi, a mente lucida e a distanza di qualche giorno dalla serata di domenica, non posso che ribadire il concetto, in fin dei conti il T28 lo sento ormai come se fosse una seconda casa. Ancora una volta non è solamente musica, c’è qualcosa di più dietro a serate come questa, c’è la voglia di continuare a resistere ed esistere lottando nella grigia, apatica e frenetica metropoli, c’è la volontà di sovvertire l’esistenza e di rivoltarsi contro l’apparente quieto vivere che vorrebbe trascinarsi con sè. Tutto questo non è solo musica e ce lo dimostra perfettamente anche la presentazione del dossier “Come opporsi al fascismo nel metal estremo. Una guida di base per compagni e antifa.” scritto dal collettivo Barbarie avvenuta prima che i gruppi iniziassero a suonare.

Accomunati dalla rabbia e dalla passione, mai fermarsi, mai arrendersi. Continuiamo ad alimentare l’ardore che brucia nelle nostre idee e nelle nostre lotte! Sempre lunga vita al T28 e a tutt* i compagn* che si sbattono quotidianamente per rendere possibile e tenere in vita tutto questo!

 

Unica foto-testimonianza della serata. Quanta bellezza, quanto marciume. T28, Amici vari e avariati!

MILANO CITY GANG – MESECINA / L.UL.U / COCAINE SLAVE / THE SEEKER

Il modo migliore per ricordare e riviversi la serata di sabato 16 in T28 con tutto il meglio che ha da offrire a noi malcapitati punx la scena fastcore/powerviolence milanese è senza ombra di dubbio assaporarsi ogni minimo istante di questa quasi ora di video girato per conto di “666 Cult” dal buon Angel a.k.a Cabron! Tutto quello che ho cercato di raccontare e trasmettere a parole nel live report (se non l’hai letto sei più stronzo di chi l’ha scritto, sappilo) di questo super concerto è assolutamente nulla in confronto alle immagini e alla testimonianza audio presenti in questo video, quindi correte veloci a guardarvelo tutto! In questa oretta scarsa c’è tutto (tranne Sada aihmè): passione, musica poca e rumore tantissimo, danze selvagge, emozione, macarene improvvisate, stage diving, cori dall’alto tasso alcolico, sudore, sgabelli, attitudine, tanto amore, cartoni della birra veri e propri protagonisti del moshpit durante i The Seeker e tutta un’altra serie di cose che non so meglio specificare. Godetevelo.

“Milano ti voglio bene, ti tratto come casa mia, piscio e cago in ogni via!” PER IL POWERVIOLENCE, PER L’ANARCHIA!!! (Cit.)

 

“Play fast ‘till the day you die!” – Concerto Benefit per la Saletta del T28 (16/12/17)

Seppellite il mio cuore in T28

“l’Hardcore è quello che siamo, il rumore attraverso cui respiriamo. L’Hardcore è quello che siamo, il dolore le grida, l’amore.” (NOFU)

In una Milano antartica, un sabato sera di metà dicembre, al T28 occupato si è ritrovato tutto il meglio della scena fastcore/powerviolence milanese per riscaldare i cuori di tutti noi punx e per farci pogare come dei dannati divorati dalle fiamme degli inferi. La serata di ieri si può racchiudere in una frase fuoriuscita in un momento di elevato livello poetico-alcolico dalle labbra di un noto punx bergamasco (quando leggerai questo report ti riconoscerai caro mio): <<il powerviolence non è musica, è emozione!>>…Nulla di più vero, nulla da aggiungere. Ed io potrei anche chiudere qui questo articolo, ma non lo farò perchè amo tediare gli sfortunati lettori che si imbatteranno in questo blog pieno zeppo di cazzate.

Mesecina con Covaz (The Seeker) alla batteria

Ad aprire le frenetiche danze ci ha pensato il powerviolence dalle tinte tzigane dei Mesecina, quest’oggi accompagnati alla batteria da Covaz, batterista dei The Seeker che suoneranno più tardi. Tempo una ventina di secondi, che per un gruppo che suona powerviolence equivalgono a metà concerto, si è scatenato un pogo selvaggio che lasciava ben sperare per il proseguo della serata. Inutile sprecare troppe parole in merito all’hardcore suonato iper-veloce e con una violenza inaudita dai nostri, se non i soliti elogi. Mi limito a sottolineare che alcuni pezzacci come “Luchando” o “Atertagande”, esperimento che a causa della rara malattia che mi affligge (ossia quella di inventarsi generi che non esistono e che non dovrebbero esistere) amo definire di black-violence, dal vivo si dimostrano ancora più violenti di quanto già non siano su album. Sempre un piacere assistere ad una decina di minuti abbondante di hardcore punk iper-veloce suonato e urlato con convinzione e attitudine da Achille e soci. Belli e bravi.

Cocaine Slave senza Sada

A seguire i “franco-fortissimi” (cit. che solo il Gian potrà capire) Cocaine Slave che, nonostante l’assenza del bassista, ci hanno regalato l’ennessima performance estremamente godibile e che non lascia dubbi sull’attitudine e la passione che anima i nostri. Come scrissi in merito alla loro performance in Villa Vegan di qualche settimana fa, “il powerviolence dei nostri non scende a compromessi, non conosce pause, tira dritto tritando ossa e non facendo prigionieri”, pur dovendo sopperire alla mancanza di Sada questa volta. Nuovamente meravigliato dalla tenuta vocale del cantante e dal suo scream che ha tratti mi ha ricordato certe vocals tipicamente black metal e che certamente ha saputo aggiungere un leggero tocco di originalità al suono dei Cocaine Slave. Ho promesso al Gian (per chi non lo sapesse batterista dei Cocaine Slave) che l’avrei coperto di insulti e critiche in questo live report, ma sinceramente non ne ho alcune voglia perchè tanto che suona di merda lo sanno già tutti, giusto? (ribadisco il mio ammmore incodizionato per il batterista più bello di tutta la scena punk milanese).

Contentissimo di aver potuto assistere nuovamente all’esibizione dei L.UL.U a distanza di parecchi mesi dalla prima volta che li vidi in quel di Bergamo al fu (lacrime) Laboratorio Anarchico “La Zona”. La prima cosa da sottolineare è la crescita che hanno avuto in questo ultimo anno e la maturità che hanno raggiunto. La ricetta è sempre la stessa: fast-hardcore incazzato e riottoso, urlato fino a squarciarsi la gola dalla grandissima Beret e che trasuda attitudine e coerenza da tutte le parti. Una decina di minuti scarsa è durata la performance dei L.UL.U. ma tanto basta per far capire a tutti i presenti che il loro intento è quello di suonare il più veloce possibile e sputarci in faccia tutta la rabbia di questo mondo. “Play fast or die trying ‘till the day you die!” questa la lezione che insegnano e ribadiscono ogni volta i L.UL.U. E a noi piacciono così!

The Seeker with sgabello

Giungiamo finalmente a parlare dei The Seeker e non sarà sicuramente facile riassumere in una manciata di righe la loro performance tutta sudore, emozioni e passione. Che sono veloci lo si sapeva già e ce ne avevano dato prova sia su “Angst-filled youth” sia sul nuovissimo “Malaya”, così come non era certamente una novità il fatto che suonassero un powerviolence violento ed irrequieto. Ma dal vivo i milanesi sono veramente un qualcosa di devastante, impeccabili sotto tutti i punti di vista e assolutamente instancabili. Impossibile restare indifferenti e sopratutto immobili dinanzi alla loro musica e difatti la loro esibizione è stata accompagnata dall’inizio alla fine da un vortice di corpi e individualità che si scontravano, saltavano e danzavano in un caos ordinato. Non un secondo di pausa, non un momento per riprendere fiato, non esiste tregua quando suonano i The Seeker. E’ già un miracolo essere ancora in vita e riuscire a reggersi ancora in piedi dopo i venti minuti intensi passati a pogare come dei dannati sull’hardcore veloce, violento e rabbioso dei milanesi. Tra sgabelli e stage diving, ci ricorderemo per un bel pezzo di questa serata in compagnia di Mesecina, Cocaine Slave, L.UL.U e The Seeker. “Shall we Tanz?” Of course!

E così tra un coro “Milano ti voglio bene, ti tratto come casa mia…” cantato a squarciagola da tutti i presenti e un “i Disobba no nella scena hardcore” si è giunti alla fine di questa super serata all’insegna dell’hardcore piú marcio, violento e veloce di tutta Milano city. Più di un semplice concerto o di una serata benefit, una vera e propria rimpatriata di amici e compagni della scena punk-diy milanese e non solo, vista la presenza di punx bergamaschi e bolognesi che hanno sicuramente alzato il livello della situazione. Che sia davvero questo il punk-hardcore? Che sia forse questo il motivo che ci spinge ogni giorno a sopravvivere? Io di risposte ne ho poche e probabilmente quelle poche che ho sono pure sbagliate, ma posso dire che situazioni del genere vanno oltre la semplice musica e oltre il semplice divertimento, sono la rappresentazione perfetta di ciò che significa (soprav)vivere, lottare e resistere allo schifo che ci circonda quotidianamente e che vorrebbe trascinarci giù con se. Queste situazioni sono un atto rivoluzionario!

“Play fast ‘till the day you die!”… Seppellite il mio cuore in T28. Milano antartica, una sera di dicembre.

P.s. Un grazie enorme e sentito a tutti coloro che ieri sera hanno speso due secondi per dimostrare il loro apprezzamento nei confronti di Disastro Sonoro e dello stronzo che ci sta dietro. E una dedica speciale ad amici con piacere rivisti dopo parecchio tempo. In particolare vorrei ringraziare i ragazzi dei Repressione (sempre un piacere vedervi), un certo Cabron che suona nei L.UL.U. e negli Evil Cosby, Achille, Mike e tutti gli altri che apprezzano il lavoro e la passione che ci metto nel tentare di mantenere viva la scena a modo mio.