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Uart Punk – Demo ’81+ Live ’82

“Rivoglio la mia libertà 
Questa società me l’ha tolta 
Questa società che mi uccide ogni giorno
nel posto di lavoro,nei quartieri
nei ghetti,nella famiglia,nella scuola
Rivoglio la mia libertà”

Si apre con questa strofa il primo brano (“Anarchia in Italia”) presente sul demo pubblicato nel 1981 dagli Uart Punk, storico e misconosciuto gruppo anarcho-hardcore punk di Messina che nella sua breve ma intensa attività musicale è riuscita a scrivere 8 pezzi pieni di rabbia urlata, di passione antagonista e di schietta e graffiante protesta, degni della migliore tradizione anarcho punk britannica. Il messaggio che permea gli 8 brani presenti sulla demo del 1981 vuole trasmettere (e ci riesce benissimo) disobbedienza, rifiuto e protesta, tutte sensazioni che trovano il loro culmine nell’inno già citato “Anarchia in Italia”; se a dire il vero può apparire acerbo e scontato per quanto riguarda il testo, il brano in questione però trasuda una carica riottosa che non può certamente lasciare indifferenti. Così come gli altri pezzi che lo seguono e che vanno a toccare, come da manuale, i temi classici del genere. Si prosegue infatti con un brano interamente dedicato alle sempre amate forze dell’ordine (“No Police”), passando per la carica antimilitarista che ricorda molto i Wretched (“Vita Militare”) e per la presa di posizione contro il nucleare (“Euroshima”), fino a giungere all’outro sguaiata che ricorda i Crass di “Punk is Dead”, riferimento palese fin dal titolo di quest’ultimo pezzo (“Il Punk è Morto”).

La parte inerente al live è stata registrata durante la Festa dell’Unità nel 1982; concerto tenutosi in una sede comunista anche se Giovanni, cantante degli Uart Punk, ci tiene a sottolineare alla fine del live che loro si trovano a suonare in quel contesto non perchè sostengono in qualche modo il Partito Comunista, ma semplicemente, citando direttamente le sue parole, “perchè vogliamo suonare gratuitamente, perchè la musica è un diritto”. In queste parole c’è tutta la coerenza hardcore e anarchica del gruppo, tutta la loro schiettezza anti-politica sputata in faccia al sistema (sentimento già espresso perfettamente nel brano “Fotti il Sistema”). Live impreziosita dal pezzo inedito “Eroina”, un vero e proprio inno cantato con estrema rabbia contro questa “arma del padrone” (come la definiscono gli Uart Punk) che mieteva vittime tra i giovani negli anni ’70 e ’80.

Gli Uart Punk sono un gruppo che ha avuto certamente vita breve, ma che ritengo abbia prodotto delle piccole perle di anarcho punk italiano quasi totalmente sconosciute anche tra quanti mastichino questo genere di musica e che quindi dovrebbero essere scoperte il prima possibile. I testi non sono certamente nulla di nuovo, temi e argomenti classici del genere, la musica allo stesso modo risulta troppo acerba e a tratti minimalista, ma la rabbia e la coerenza che trasudano da ogni secondo di ogni singolo brano rendono gli Uart Punk un gruppo da riscoprire obbligatoriamente, così come il loro demo + live, un vero e proprio piccolo capolavoro dell’underground hardcore italiano degli anni ’80.

“Il Punk E’ Morto
Ma non per me
Il Punk E’ Morto
Morirà chi l’ha ucciso!”