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We The Heatens – Approaching Thunder (2019)

Che i pagani si scatenino. Che affilino le spade, che brandiscano le asce, che colpiscano senza pietà i propri nemici. Che l’odio prenda il posto della tolleranza, che il furore prenda il posto della rassegnazione, che l’oltraggio prenda il posto del rispetto. Che le orde pagane vadano all’assalto per lasciare solo rovine di ogni regno e di ogni impero al proprio passaggio.

Un’orda di pagani che appare dalle foreste e irrompe nelle roccaforti della civiltà come un tuono in avvicinamento per depredare e saccheggiare, per devastare e lasciare solo macerie del vecchio mondo, per appiccare focolai di rivolta in ogni territorio dell’impero, per sconvolgere il quieto vivere che domina l’esistente. Questo sono i (nuovi) We the Heatens e questa è grosso modo l’immagine che porta alla mente l’ascolto di “Approaching Thunder”.

“Approaching Thunder” ultimo album in casa We the Heatens, ha la potenza devastatrice di un’incursione pagana che apre percorsi scoscesi quanto inesplorati, ma sopratutto segna l’inizio di un nuovo percorso sonoro per il gruppo del Wisconsin che non si fa problemi ad abbattere le frontiere della propria musica. Nati come gruppo folk-punk e da un sound caratterizzato dalla presenza di stumenti quali mandolino, violino e violoncello, i We the Heatens decidono di invertire la rotta del loro progetto, spingendolo oltre ogni confine opprimente e qualsiasi possibile etichettamento. Passando dall’essere un progetto interamente acustico, oggi i nostri hanno aggiunto come base della loro musica una struttura sorretta da due chitarre, un basso e una batteria, rendendo irreversibile il processo di indurimento del proprio sound, spostandolo dunque verso territori a metà strada tra il thrash metal e il crust punk, ma con un sapore che può tradire influenze e melodie ricondicibili all’universo (pop) punk rock. La primitiva natura folk del gruppo però emerge costantemente nel corso dell’album, tanto per la presenza del violino e del violoncello quanto per un certo gusto nelle composizioni, nel songwriting ma sopratutto nel riarrangiamento visto che le otto le tracce che compongono questo “Approaching Thunder” non sono inediti, bensi si tratta di vecchi pezzi riregistrati nella nuova veste come le bellissime “Lung of Lies”, “The Order” o “Neurotic Decay” apparse originariamente sullo splendido “The Blood Behind the Dam“, ultimo lavoro interamente folk e acustico pubblicato fino ad oggi dai We The Heatens. Come suonano oggi i We the heatens quindi? Come un caos armonizzato fatto di pezzi anthemici sostenuti da epiche melodie di violino e violoncello, ritmi d-beat martellanti e tutta la brutale ruvidezza e aggressività de metal e del punk, il tutto senza rinnegare per nemmeno un istante l’anima folk da sempre presente nel loro sound. Inni di rivolta come “Crooked Kings” sono da cantare a squarciagola e da mettere in pratica nel momento stesso in cui invitano all’azione: “It’s time to get violent
It’s time to break the silence, we all know the real enemy”. Disco devastante, una tempesta di tuoni e fulmini che non lascia scampo, un’orda di pagani che  distrugge ogni cosa si trovi sul loro cammino.

Noi siamo i barbari calati per saccheggiare l’impero e gozzovigliare sulle sue rovine.
Noi siamo il selvatico che infesta le crepe di questa civiltà. Noi, i pagani che danzano in tondo nella notte e sono divorati dalle fiamme.