Una toppa delle SS NON E’ SOLO UN’OPINIONE

“Nazi Punks fuck off!” era solita urlare la voce teatrale e sgraziata di Jello Biafra durante i concerti dei Dead Kennedys. Non solo una semplice frase, bensì il titolo di un brano storico della band datato 1981. Una presa di posizione chiara e decisa che non lasciava dubbi ai fan e agli ascoltatori dei Dead Kennedys. Il gruppo californiano non ce li voleva i cazzo di nazisti tra il proprio pubblico, non voleva vedere svastiche cucite sui giubbotti dei punks presenti ai loro concerti e molto probabilmente Jello e compagnia se avessero beccato un nazi lo avrebbero gentilmente invitato ad andarsene a calci nel culo. I Dead Kennedys avevano le idee chiare in merito al nazi-fascismo nella scena hardcore e in generale, come è giusto che sia. “Si devono fottere!”, messaggio breve e conciso.

Pochi giorni fa, il 3 novembre, prima del concerto al Jewel Night Club di Manchester in New Hampshire gli Svetlanas (gruppo hc-punk con il cuore diviso a metà tra Mosca e Milano) hanno notato che tra il pubblico presente nel locale per assistere alla loro esibizione e a quella dei greci Barb Wire Dolls erano presenti alcuni individui che sfoggiavano indisturbati simboli nazisti come toppe delle SS e svastiche. Gli Svetlanas, punks con i controcoglioni, non ci hanno pensato due volte: concerto annullato. Non ci stanno a suonare davanti a dei fottuti nazi che pensano sia “figo” indossare toppe raffiguranti svastiche o altre merdate da nostalgici del Terzo Reich. Non ci stanno a suonare in un locale che non prende posizione contro la presenza di nazi tra il pubblico.

Fermi sulla posizione di annullare la propria performance, il gruppo ha cercato supporto nei colleghi con i quali avrebbe dovuto condividere il palco quella sera, ossia i già citati Barb Wire Dolls e i sudcoreani 57. Mentre i secondi hanno immediatamente condiviso il pensiero del gruppo italo-russo, la condanna dei greci nei confronti dei “nazi punks” presenti non è arrivata. Ecco allora che gli Svetlanas, gruppo con i controcoglioni (già detto? ESTICAZZI? giusto ribadirlo!), prende la decisione di annullare l’intero tour americano insieme ai Barb Wire Dolls. Gli italo-russi non ci stavano a suonare dinanzi a dei nazi, figuriamoci se hanno la voglia di condividere il palco con qualcuno che non vede nulla di male nella presenza di alcuni nostalgici della Germania Nazista ad un concerto hardcore-punk. “Nazi-Punks go fuck yourself!” come si dice in questi casi, no?

Gli Svetlanas non hanno tardato a dare una spiegazione dell’accaduto a tutti i loro fan con una serie di post scritti sulla pagina facebook della band. “Noi non tolleriamo la presenza di alcun nazi a concerti degli Svetlanas!”, queste le prime parole del gruppo il giorno seguente alla decisione di annullare concerto e tour. Una decisione inevitabile per chi crede che il punk-hardcore non sia solamente musica. Una decisione estremamente importante per chiunque ritenga fondamentale prendere una posizione netta e chiara contro ogni forma di discriminazione e di violenza di stampo nazi-fascista all’interno e all’esterno della scena punk-hardcore.

L’ultimo post degli Svetlanas spiega in modo ineccepibile, fugando gli ultimi dubbi (se ce ne fossero ancora) rimasti in merito alla decisione di sospendere il tour con i Barb Wire Dolls, il punto di vista della band su quanto accaduto: “Noi non vogliamo continuare a supportare un gruppo che, dopo una lunga discussione faccia a faccia, sostiene che tutti, nazi inclusi, sono benvenuti ai loro concerti e che mostrare una toppa delle SS è solamente un’opinione!”. Il messaggio degli Svetlanas è chiaro quanto quello dei Dead Kennedys nei lontani anni ’80: Nazi-Punks fuck off!

E’ bene ricordarlo: una toppa delle SS NON E’ SOLO UN’OPINIONE! E’ giusto ribadirlo: non ci deve essere nessuno spazio per la feccia nazi-fascista all’interno della scena punk-hardcore! NAZI-PUNKS GO FUCK YOURSELF!

 

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