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Nocturnal Departure – Worm Moon Offerings (2020)

Dalle fredde terre selvagge canadesi riemergono quasi inaspettatamente i Nocturnal Departure a breve distanza dalla pubblicazione di Cathartic Black Rituals del 2019, senza ombra di dubbio uno dei dischi old school black metal più intensi, oscuri e glaciali degli ultimi anni. Dalle primitive foreste del Manitoba, tenendo alta la nera fiamma e con la luna come fedele e misteriosa compagna nella notte, i nostri partoriscono questo Worm Moon Offerings, ovvero sei tracce che prendono la forma di offerte rituali devote unicamente all’oscurità della notte eterna e alla luna piena. L’album è stato registrato durante la fase lunare della cosiddetta “luna del verme“, stando ad una denominazione presa in prestito dai nativi Algonchini, i quali davano enorme importanza a questo preciso ciclo lunare poichè corrisponde con la rinascita della natura e l’arrivo della primavera. Ed è appunto sotto l’influenza di questa “luna piena del verme” che il black metal dei Nocturnal Departure, proprio come la natura, si risveglia dal silenzio assordante dell’inverno e torna a far risplendere in tutta la sua maestosità selvaggia la sacra fiamma nera che illumina l’oscurità della notte!

Passando a parlare del lato strettamente musicale ci troviamo al cospetto del solito black metal vecchia scuola di tradizione norvegese e più in generale scandinava dei Nocturnal Departure che prosegue la strada solcata in profondità con il precedente e già citato Chatartic Black Rituals, un sound mai troppo nitido che preferisce giocare sulla crudezza e la sporcizia, con quel sapore e quell’attitudine profondamente lo-fi, specialmente nella registrazione, radicata in profondità nell’animo dei canadesi. Un black metal dalle tinte sempre molto oscure e dalle atmosfere ritualistiche caratterizza anche le sei tracce che appaiono su questa nuova fatica ed è proprio questa dimensione rituale della musica dei canadesi che rende il loro metallo nero affascinante e ci fa piombare quasi in uno stato di trance mistica durante l’ascolto, come se fossimo completamente immersi e partecipi di un rito pagano sanguinolento per omaggiare la primitiva energia della natura più cruenta e inospitale. Non fraintendetemi, siamo dinanzi ad un disco black metal tutt’altro che sperimentale e anzi molto selvaggio e nichilista, che non cede mai alle tentazioni atmosferiche, progressive o melodiche, ma in grado ugualmente di creare la giusta atmosfera dominata da impenetrabile oscurità e da una sensazione costante di pericolo e paura primigenia dinanzi a sconosciute forze maligne pronte a divorarci e a trascinarci con  loro nelle profondità della foresta più selvaggia.

I sei minuti dell’iniziale “Embodiment of Hatred and Suffering”, grazie sopratutto allo screaming sofferente e lancinante di Funeror (anche chitarrista del gruppo), ci trascinano immediatamente in un’atmosfera di desolazione e smarrimento che lentamente ci accompagna e introduce alla dimensione prettamente ritualistica del black metal suonato dai Nocturnal Departure. A seguire ci imbattiamo nella breve quanto brutale “Unholy Conspirators (One with the Goat)”, un assalto di raw black metal vecchia scuola senza compromessi e che, grazie alla registrazione lo-fi, aumenta la sensazione di timore e inquietudine che ci assale durante l’ascolto. La successiva titletrack rappresenta uno dei momenti migliori dell’intero lavoro, sottolineando sia nella struttura del brano, sia nella crudezza e nella generale atmosfera, quanto siano radicate in profondità nella seconda ondata norvegese (Mayhem su tutti) le influenze che vivono all’interno del sound dei canadesi. Inutile e superfluo rubarvi altro tempo (che potete utilizzare per correre ad ascoltarvi l’intero disco senza pentirvene) per sviscerare le tre tracce con cui ci avviciniamo alla conclusione di questo rituale in onore della luna che prende il nome e la forma di Worm Moon Offerings, in cui le tre entità che si celano dietro il progetto Nocturnal Departure assumono le sembianze di vere e proprie guide infernali che accompagnano le nostre anime dannate e smarrite nell’oscurità.

Worm Moon Offerings è in fin dei conti tutto ciò che noi amanti della metallo nero cerchiamo oggigiorno. Una sorta di breviario del caos del black metal più intransigente e barbaro, furioso e oscuro, che ci trascina con sè senza pietà in un misterioso rituale nel mezzo dell’angosciante e ignota natura selvaggia. Accompagnati dalla luna piena che, come fedele compagna, illumina la notte più scura, i Nocturnal Departure avanzano innalzando la sacra nera fiamma che presto brucerà questo mondo nelle sue viscere.

Saccage – Khaos Mortem (2019)

Tra le macerie di scenari urbani post-apocalittici opera probabilmente di una guerra nucleare, si aggira una strana banda di selvaggi che sembra essere stata rigettata fuori direttamente dalle viscere dell’inferno per portare caos e morte su ciò che rimane del pianeta terra. Un’orda barbarica che si aggira minacciosa tra le lande desolate e abbandonate da ogni forma di vita, pronta ad abbattersi come una ruggente tempesta di fulmini e tuoni su qualsiasi cosa sfuggita alla distruzione totale. Sventolando alto il drappo del male sotto un cielo che preannuncia temporali senza fine e oscurità eterna, i Saccage sono gli emissari del caos che divorerà questo mondo. Il giorno del giudizio si avvicina, non c’è nessun domani certo ma solamente il qui e ora. Non ci resta che scegliere la nostra strada: partecipare alla distruzione e all’assalto di questo mondo o abbandonarci alla vile morte?

Una furia cieca e selvaggia che prende il meglio del metal estremo e del crust punk e li unisce in una formula brutale e devastatrice che non placa la sua famelica ira distruttrice dinanzi a niente e nessuno. Questa è in estrema sintesi quello che ci troveremo sparato a tutta velocità nelle orecchie su “Kahos Mortem”, ultima fatica in studio per i Saccage, gruppo canadese proveniente dal Quebec e impegnato a suonare un ibrido bastardo capace di concentrare solo il meglio che la musica estrema ha da offrire, tanto in ambito metal quanto in quello punk. Un muro di suono solido e devastante che non si fa scrupoli a tritare tutto ciò che trova sul suo cammino, mezzora di assalto barbaro ad ogni fortezza e ogni certezza che deflagra come una molotov lanciata con tutto la rabbia che si ha nel cuore. Dieci tracce cantante in francese da una voce a metà strada tra il growl di derivazione death metal e un ruggito pù vicino a sonorità crust-grind a cui si somma “Mort par la Mort“, pezzo che vuole rappresentare un tributo ai Nunslaughter; dieci tracce che tracciano una mappa perfetta e quasi esaustiva capace di toccare tutti i territori della musica estrema, dal death metal più brutale di scuola Bolt Thrower al grindcore dei Terrorizer di “World Downfall”, passando per le radici dei nostri sempre ben piantate nel pantano del più marcio crust punk dei primissimi Extreme Noise Terror o degli Extinction of Mankind, a cui sommano assalti di natura thrash metal, ritmi d-beat martellanti, blast beats tritaossa come se non ci fosse un domani e sferzate di black metal suonato alla maniera dei Darkhtrone di album come “FOAD” e “Circle the Wagons”. I Saccage definiscono il loro sound semplicemente come “Satanic Black Death Crust” e forse per una volta l’etichetta riesce a racchiudere al meglio tutte le svariate influenze presenti nel vortice di caos e distruzione contenuto su questo incredibile e brutale “Kahos Mortem”. Dall’attacco dell’iniziale “Dechirure” fino a giungere alla conclusiva “La Kermesse du Chernier”, ci troviamo inghiotti in una furiosa e violenta tempesta di metal/punk estremo che non ci lascia tregua e in cui ci è impossibile riprendere fiato, rischiando di soccombere sotto i colpi mortali di tracce come “Souillure Spectrale”, “Jugement (le régicide eurythmique), “Ivresse Liberatrice” e “Le Debaucher”. I Saccage sono una vera e propria orda del caos emersa dagli inferi e venuta sulla terra per portare solamente morte e distruzione. E c’è da essere sinceri, sono estremamente bravi nel far quello che fanno. Ora tocca a noi scegliere il nostro destino: partecipare alla devastazione totale di questo mondo o soccombere tra i suoi orrori?