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Potere Negativo – Il Mondo Che Crolla (2018)

Lo sentite il rumore? E’ il suono del mondo che crolla! Il mondo si sta oramai avviando a passo spedito verso la sua fine inevitabile, la civiltà del progresso e i mostri da essa creati hanno intrapreso da decenni la strada dell’autodistruzione e gli esseri umani, nè vivi nè morti, si ostinano a perpetuare un’esistenza vacua e artificiale, a ripetere giorni vuoti e tutti uguali fino alla morte. Quale migliore colonna sonora per affrontare un simile scenario appena descritto se non affidarsi alla musica dei Potere Negativo, gruppo raw punk proveniente da Sondrio? Lo sentite dunque il rumore? E’ il suono del caos contenuto nelle cinque tracce (per un totale di sette minuti complessivi di punk-hardcore caotico e rumoroso) che compongono questo “Il Mondo Che Crolla”, prima fatica in studio per i Potere Negativo rilasciata appena una settimana fa. Tetro Pugnale, Impulso e i romani Sect Mark, questi sono i primi nomi che possono venire in mente appena parte “Questo Rumore”, traccia con cui si apre questo primo lavoro dei Potere Negativo; nomi che riescono a dare immediatamente un’idea generale delle sonorità proposte dai nostri e che caratterizzano tutti e quattro i pezzi seguenti. Oltre ad una sonorità punk-hardcore molto lo-fi, caotica e raw che ha un sapore fortemente vecchia scuola, quello che più rimane addosso dopo aver ascoltato “Il Mondo Che Crolla” sono sicuramente le ottime liriche impregnate di disillusione, nichilismo, rabbia e una certa dose di misantropia che difficilmente stona su un lavoro di simil fattura, capaci di risultare personali ed estremamente interessanti pur toccando tematiche spesso abusate nel genere. Il tutto è permeato da un’atmosfera oscura e opprimente che ben si sposa con i temi trattati nei testi e con lo scenario che i Potere Negativo hanno voluto creare partendo da un titolo esplicito e che non lascia certo spazio ad interpretazioni come “Il Mondo Che Crolla”. Tornando a parlare delle singole tracce (tutte della durata inferiore ai 2 minuti), menzione particolare per la già citata “Questo Rumore”, un manifesto lirico-sonoro capace di racchiudere tutti gli ingredienti del “caos non musica” creato dai nostri, per l’ottima “Nel Silenzio” accompagnata da un testo che mette i brividi e la conclusiva “Controllo/Paura”. Lasciando a voi il compito di assaporare ogni secondo, ogni nota e ogni lirica de “Il Mondo Che Crolla”, evito di sprecare altre parole per elogiare questa prima ottima fatica dei Potere Negativo, gruppo che interpreta al meglio l’idea di “disastro sonoro” e che perciò merita senza ombra di dubbio più di un ascolto. Ci ritroveremo presto tra le macerie delle nostre vite ad osservare da lontano il mondo che sprofonda nel caos, mentre nelle cuffie staremo ascoltando a tutto volume la colonna sonora della fine, il rumore annichilente di questo “mondo che crolla”. Ora lo sentite il rumore? Sono i Potere Negativo!

Menzione doverosa per la splendida copertina in bianco nero che presenta quello che sembra essere un morto vivente direttamente preso o ispirato dal famosissimo cult movie ” Zombie 2″ del maestro Lucio Fulci. Morto vivente che, ancora prima di ascoltare il contenuto di “Il Mondo Che Crolla”, ci da l’idea perfetta dell’atmosfera creata e delle tematiche trattate dai Potere Negativo.

Satanic Youth – IIIIIII (2015)

Irriverenti, dissacranti, diretti, sfacciati, rumorosi, caotici, giovani e  devoti a Satana. Questo sono in breve i Satanic Youth. “Old School Satanic Skate Punk-Hardcore” (son tornato con le mie assurde “etichette”, vi ero mancato ammettetelo), questo è quello che vi ritroverete ad ascoltare in questa primissima demo del gruppo spezzino rilasciata nel 2015, registrata con una qualità che definire grezza è dire poco, troppo poco. Non esistono parole per descrivere la non-qualità della registrazione delle 7 velocissimi e caotiche a livelli massimi tracce presenti su questo primo lavoro dei Satanic Youth. Giustamente dopo quanto scritto vi starete immaginando che la demo di questo gruppo proveniente da La Spezia faccia cagare a livelli inauditi, e forse non state nemmeno andando troppo lontani con l’immaginazione. C’è un fottutissimo problema però: al di là della praticamente inesistente qualità della registrazione, dell’incapacità quasi totale di distinguere la voce spesso sommersa dagli strumenti e di capire quello che la voce sguaiata di Macca voglia dirci, tutto questo mi piace in un modo che non riesco a spiegarmi. Sarà per la passione che trasuda da ogni singolo secondo di ogni singolo fottutissimo pezzo, sarà per l’attitudine old school di questa “Gioventù Satanica”, sarà per quel cazzo che vi e mi pare, ma nel mio essere masochista tutto questo mi fa apprezzare il lavoro dei Satanic Youth ed i litri di sudore che ci stanno dietro. E poi diciamocelo chiaramente, senza mezzi termini: la voglia di pogare che mettono addosso pezzi come l’iniziale “I Worked For You” (intro geniale!!!), “It’s Only Blood” o “Example of Incoherence” vale diecimila volte di più di tutte le parole che lo stronzo che sta scrivendo questa recensione ha detto finora! E allora diciamolo chiaramente: questa demo bisogna prenderla così com’è, come un breve ma intenso pogo nel quale apparentemente non ci si capisce un cazzo, ma che in realtà rappresenta un vortice di emozioni e sensazioni difficili da descrivere. E avendo visto dal vivo i Satanic Youth posso assicurarvi che la loro musica è proprio questo: caos puro che trova un suo ordine e un suo senso solamente nello scontro di corpi e di individualità all’interno del pogo più selvaggio che possiate immaginare. Ho parlato fin troppo e di stronzate credo di averne sparate molte, quindi per concludere suddetto viaggio onirico camuffato da recensione vi lascio direttamente un verso dell’ultimo omonimo brano della demo dei Satanic Youth che recita così: “I’ll not be happy until I’ll be voiceless continuing to shout”. Una frase che è la fottuta essenza dell’hardcore punk.

P.s. inutile negarlo, l’intro di chitarra della seconda traccia “Pop-Shove it Carnage” fa venire l’erezione al primo ascolto, al secondo, al terzo e altre infinite volte.