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Tenia – Altrove (2020)

La Milano hardcore è dura a morire, o a quanto sembra, è pronta a vendere cara la propria pellaccia anche in questo tormentato 2020! Come un verme solitario che, celandosi nelle nostre viscere, ci divora dall’interno, ecco allora che sulla scena hc milanese  irrompono i Tenia, gruppo nuovo ma composto da volti già noti e attivi nella scena punk della metropoli da anni! Hardcore in your face è il credo professato su questa prima fatica in studio intitolata Altrove, un hardcore molto moderno nei suoni ma che riesce a seguire una precisa rotta di cosa è stato l’hardcore negli ultimi vent’anni anni, tanto in Italia che oltreoceano, pur mantenendo un qualcosa nell’attitudine e nell’irruenza espressiva, che li lega in modo netto e indissolubile con la tradizione classica dell’hardcore italiano degli anni 80/90. Un sound robusto e tecnicamente ben suonato, lontano da quelle tendenze raw tutte riverberi e distorsioni che sembrano andare per la maggior negli ultimi tempi. Qualcuno nella musica dei Tenia ci ha sentito influenze dei Teatro delle Ombre, qualcun’altro i Tragedy, altri ancora vedono nell’hardcore del gruppo milanese l’impronta dei primi Raised Fist, a me sinceramente frega veramente poco a quali gruppi abbiano guardato i nostri per costruire il proprio sound, perchè qui l’unica cosa che conta è poter tornare finalmente ad ascoltare e immergersi completamente in un disco di hardcore diretto e potente, suonato con passione e con trasporto, che ha bene in mente quali corde colpire e con quanta forza irrompere nelle nostre esistenze.

Senza soffermarsi troppo sulla qualità generale della musica suonata, mi concentro invece sulle vocals ad opera di Alvise che risultano essere perfette per tutta la durata del disco. Una voce sofferta, mezzo perfetto per trasmettere le sensazioni di malessere e rabbia che emergono prepotentemente dai testi dei Tenia. In alcuni casi, nel corso delle sette tracce presenti su Altrove, emergono anche echi di natura post hardcore come nell’affascinante “Quella Notte“, a parer mio una delle tracce migliori. In generale quella vena emozionale tipica di certo hardcore italiano primi anni duemila, così come di certo post/hardcore, attraversa in maniera incisiva tutto il lavoro, senza risultare però mai forzata o fuori posto. C’è ben poco altro da aggiungere se non che ci si trova davanti ad uno dei lavori migliori e più intensi pubblicati dalla scena hardcore milanese degli ultimi anni e che certamente si merita ben più di un ascolto! Lunga vita all’hardcore e ai Tenia!