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Satanic Youth/Crippled Fox – 7″Split (2018)

“I’ll not be happy until I’ll be voiceless continuing to shout”.

Finalmente trovo il tempo di parlare di uno degli split più belli e intensi usciti in questo 2018 e di due band che mi fanno impazzire! Vi spoilero tutto già adesso: questo nuovo lavoro di Satanic Youth e Crippled Fox rilasciato grazie all’italiana Here And Now, all’ungherese Drinkin’ Beer In Bandana Records, a Crapoulet(Francia) e Scatenotti Rec.(Italia) è una fottuta bomba!. Un lavoro rabbioso, diretto e veloce come d’altronde ci hanno sempre abituato entrambi i gruppi, dai quali non ci si può aspettare altro che pugni in faccia e calci nello stomaco!

Partiamo parlando del lato dedicato alla Gioventù Satanica from La Spezia, il quale si apre con un assaggio di “Canzone Arrabbiata”, iconico brano tratto direttamente dalla colonna sonora del famoso film di Lina Wertmuller “Film d’amore e d’anarchia…” del 1973, interpretato dalla splendida voce della mai troppo incensata Anna Melato (dal punk hardcore alla musica italiana è un attimo, merda). Questo assaggio funge da intro per il primo vero pezzaccio targato Satanic Youth su questo split, ovvero “You are Not Really Free”, modo migliore di aprire le danze non poteva esistere. Si prosegue con “Alarm”, brano di cui i nostri spezzini hanno anche rilasciato un videoclip in perfetto stile vecchia VHS mal registrata, e la proposta dei nostri è sempre la stessa: uno skate-punk-hardcore caotico ai massimi livelli, sgraziato, divertente e accompagnato da una attitudine irriverente e in your face che non abbandona mai i nostri giovani amici devoti a Satana. Pensate di ascoltare una versione dei Satanic Surfers o dei Bones Brigade a cui non frega un cazzo di nulla di saper suonare, di far capire quello che si sta cantando o di avere una registrazione anche solo lontanamente decente. Ecco, provate a pensarci e forse potrete farvi un’idea del sound che i Satanic Youth ci vomitano nelle orecchie. Si arriva finalmente alla terza traccia “Macumba”, pezzo migliore del disco per distacco e mio preferito in assoluto (da febbraio ad oggi lo avrò ricondiviso tipo seicentosessantasei volte sulla mia pagina facebook), una scarica di pugni nello stomaco che toglie il fiato fino a giungere ad una rallentamento dal sapore surf rock che ci prende per mano e ci conduce alla fine del pezzo, il tutto condito da un testo che non necessita nemmeno di un mio commento. “I feel like a victim of life,a voodoo doll In the hands of an asshole”, cazzo voglio aggiungere a cotanta bellezza?! Troviamo altri tre brani prima di passare al lato dello split occupato dal thrashcore degli ungheresi Crippled Fox e tra questi troviamo, oltre all’anthem di ogni giovane “satanic skater”, ossia la quarta traccia non a caso intitolata “666% Skateborder”, la conclusiva “One of Many”, probabilmente il pezzo dei nostri che più mi ricorda l’hardcore punk americano più genuino e sincero di gente come Void o Faith. Come avrete capito ci troviamo sparato nelle orecchie il solito concentrato di “Old School Satanic Skate Punk-Hardcore” a cui ci hanno abituato negli anni i Satanic Youth. Tempo fa scrissi di loro che “sono l’essenza più pura e sporca dell’hardcore punk…”. Quest’oggi son contento di ribadire le stesse identiche parole e aggiungere che la passione, l’attitudine, la spontaneità sincera e anche la voglia di prendersi poco sul serio che ci mette la nostra giovine brigata degli skater satanici rendono la loro personale interpretazione del punk e dell’hardcore qualcosa di veramente apprezzabile. <<Certo eravamo giovani, eravamo avventati, arroganti, stupidi, testardi. E avevamo ragione!>> disse qualcuno un giorno. I Satanic Youth son tutto questo ma con in pìù la passione per lo skate, per l’hardcore punk e per Satana. E hanno ragione!

Passiamo al side occupato dalla furia cieca dei Crippled Fox, risorti con il precedente “Thrascore is Back” un anno fa e oggi più incazzati che mai e ancora pronti a maciullarci le ossa e a farci uscire lividi ovunque grazie a queste cinque schegge impazzite di solido, velocissimo e rabbioso thrashcore, marchio dei fabbrica di nostri selvaggi bastardi ungheresi fin dal lontano 2009. Il sound dei nostri non si smentisce nemmeno in queste nuovissime cinque tracce ed è il solito mix vincente tra la lezione seminale dei Suicidal Tendencies, il fastcore degli Infest, una spruzzata di hardcore in salsa newyorkese e il thrashcore dei What Happens Next?, condita con tanta attitudine e ingenti dosi di rabbia. La musica dei Crippled Fox ha la potenza di una mazza da baseball che frantuma i denti e ha lo stesso sapore del sangue che vi ritroverete a sputare per terra mentre i primissimi secondi dell’iniziale “You Believed Them” vi colpiranno diretti in your face. Grandissimi pezzi anche “Scam” e la conclusiva “To Hurt”, un gran bell’esempio di hardcore genuino e semplice che ti prende a pugni e ti fa salire la scimmia di moshare in solitaria e prendere a testate i muri. Che altro dire sul lato dello split dedicato al sound abrasivo e sincero dei Crippled Fox? More thrash, more fun! 

Siamo solo a luglio e questo 7″ è uscito a febbraio, ma devo prendere posizione: siamo davanti, molto probabilmente, al migliore split album del 2018 e non devo aggiungere altro! Inoltre basta lo splendido artwork di copertina ad opera di Fernando a.k.a. Giotefeli Anti Arte per far si che questo split ci metta due secondi massimo a rubare il vostro cuore. Lunga vita all’hardcore!

Satanic Youth – “Alarm” – 44 secondi di puro “Old School Satanic Skate Punk-Hardcore”

La Gioventù Satanica è tornata o forse è sempre stata accanto a tutti noi. Ed è tornata in grande con un nuovo videoclip che ri-annuncia l’uscita di un split album con gli ungheresi Crippled Fox, gruppo che negli anni ha saputo ritagliarsi uno “status” di culto all’interno della scena punk/hardcore/crossover europea e non. Cosa aspettarci quindi dopo aver ascoltato “Alarm” ed esserci goduti un videoclip in stile VHS anni ’80? Il solito rumore suonato veloce e registrato nella maniera più grezza possibile. E come al solito tutto questo mi e ci piace. Qualche mese fa scrissi in merito al loro primo demo queste parole: “Irriverenti, dissacranti, diretti, sfacciati, rumorosi, caotici, giovani e devoti a Satana.” ed è questo probabilmente che ci troveremo nuovamente sparato nelle orecchie grazie allo split con i Crippled Fox; un concentrato di “Old School Satanic Skate Punk-Hardcore” come solamente i Satanic Youth sanno fare, con la non-qualità che li contraddistingue ma che conferisce alla loro proposta un fascino tutto inedito. Questa gioventù satanica sono l’essenza più pura e sporca dell’hardcore punk e questo dovrebbe bastare!

LYRICS:

Listen to this silence and this alarm that doesn’t play anymore It tried playing harder this alarm that doesn’t play anymore It played for all of us I watched it filling up of dust And now I’m running away Hidden by that silence

Satanic Youth – IIIIIII (2015)

Irriverenti, dissacranti, diretti, sfacciati, rumorosi, caotici, giovani e  devoti a Satana. Questo sono in breve i Satanic Youth. “Old School Satanic Skate Punk-Hardcore” (son tornato con le mie assurde “etichette”, vi ero mancato ammettetelo), questo è quello che vi ritroverete ad ascoltare in questa primissima demo del gruppo spezzino rilasciata nel 2015, registrata con una qualità che definire grezza è dire poco, troppo poco. Non esistono parole per descrivere la non-qualità della registrazione delle 7 velocissimi e caotiche a livelli massimi tracce presenti su questo primo lavoro dei Satanic Youth. Giustamente dopo quanto scritto vi starete immaginando che la demo di questo gruppo proveniente da La Spezia faccia cagare a livelli inauditi, e forse non state nemmeno andando troppo lontani con l’immaginazione. C’è un fottutissimo problema però: al di là della praticamente inesistente qualità della registrazione, dell’incapacità quasi totale di distinguere la voce spesso sommersa dagli strumenti e di capire quello che la voce sguaiata di Macca voglia dirci, tutto questo mi piace in un modo che non riesco a spiegarmi. Sarà per la passione che trasuda da ogni singolo secondo di ogni singolo fottutissimo pezzo, sarà per l’attitudine old school di questa “Gioventù Satanica”, sarà per quel cazzo che vi e mi pare, ma nel mio essere masochista tutto questo mi fa apprezzare il lavoro dei Satanic Youth ed i litri di sudore che ci stanno dietro. E poi diciamocelo chiaramente, senza mezzi termini: la voglia di pogare che mettono addosso pezzi come l’iniziale “I Worked For You” (intro geniale!!!), “It’s Only Blood” o “Example of Incoherence” vale diecimila volte di più di tutte le parole che lo stronzo che sta scrivendo questa recensione ha detto finora! E allora diciamolo chiaramente: questa demo bisogna prenderla così com’è, come un breve ma intenso pogo nel quale apparentemente non ci si capisce un cazzo, ma che in realtà rappresenta un vortice di emozioni e sensazioni difficili da descrivere. E avendo visto dal vivo i Satanic Youth posso assicurarvi che la loro musica è proprio questo: caos puro che trova un suo ordine e un suo senso solamente nello scontro di corpi e di individualità all’interno del pogo più selvaggio che possiate immaginare. Ho parlato fin troppo e di stronzate credo di averne sparate molte, quindi per concludere suddetto viaggio onirico camuffato da recensione vi lascio direttamente un verso dell’ultimo omonimo brano della demo dei Satanic Youth che recita così: “I’ll not be happy until I’ll be voiceless continuing to shout”. Una frase che è la fottuta essenza dell’hardcore punk.

P.s. inutile negarlo, l’intro di chitarra della seconda traccia “Pop-Shove it Carnage” fa venire l’erezione al primo ascolto, al secondo, al terzo e altre infinite volte.

“Che sia davvero questo il punk hardcore?” – Acque Scure #4 (09/09/17)

L’estate sta finendo (ah i Righeira…), l’autunno sta arrivando. Come vivere questo passaggio se non con un bel concerto punk hardcore? Perchè si l’autunno è alle porte e per chi bazzica la scena punk legata al Telos (storico squat di Saronno, nel varesino), il passaggio dalla spensieratezza dell’estate alla malinconia dell’autunno da quattro anni a questa parte non può che far rima con “Acque Scure”, un’intera giornata dedicata alla musica punk in tutte le sue forme e alla militanza antagonista con presentazioni di opuscoli, libri, scritti. Con quella di quest’anno siamo arrivati alla quarta edizione, sperando ce ne siano una quinta, una sesta, negli anni a venire, perchè l’Acque Scure è l’esempio emblematico di tutto ciò che deve essere ed è il punk-hardcore; non solo musica, non solo rumore, bensì sudore, passione, militanza, lotta, in una parola: vita.

Undici i gruppi della passata edizione, otto quelli presenti quest’anno (nove contando anche l’esibizione acustica di Menagramo, cantautore folk-punk), un unico filo conduttore che unisce i gruppi pur nella loro diversità: il punk-hardcore (oltre al sudore, alla passione e all’adrenalina trasmessi da tutte e otto le loro esibizioni). Prima di iniziare a recensire “performance” per “performance”, in stile lista della spesa, vi elenco in ordine sparso i gruppi che hanno calcato il palco (inesistente, come giusto che sia quando si tratta di musica punk) di questa quarta edizione dell’Acque Scure: Soviet Order Zero, Gli Altri, Bengala Heavy Ensemble, Satanic Youth, La Rata Mutante, Gram e Discomostro.

La serata accompagnata dalla pioggia si è aperta con l’esibizione dei Soviet Order Zero, trio che suona un classico hardcore punk senza infamia e senza lode. Molto godibile la loro performance, professionali ma forse un po’ statici e poco coinvolgenti anche se, sarà stata per la pioggia o molto più probabilmente per l’ora (han suonato alle 21), c’è da ammettere che han suonato dinanzi a pochissime persone.

A seguire i Soviet Order Zero, troviamo i La Rata Mutante. Anche loro sono un trio, provengono da Brescia e suonano un hardcore punk molto particolare, caratterizzato da molti stacchi, da intermezzi melodici a tratti ballabili e dalla doppia voce; la loro esibizione è stata impeccabile, erano visibilmente divertiti e bravissimi nel far divertire. La particolarità del loro hardcore punk, canonico ma al contempo originale, è stata sicuramente la loro arma in più capace di catturare l’interesse dei presenti.

E’ giunta poi l’ora dei Satanic Youth, un concentrato di skate punk, attitudine hardcore, adrenalina e sudore, che ha fatto sicuramente la gioia dei presenti. È stata la loro esibizione a dare il via alle dan…ehm al pogo selvaggio. Il cantante di questa “Gioventù Satanica” è stato (come al solito) un vero e proprio mattatore, instancabile nello sgolarsi e nel pogare insieme ai presenti. Per tener fede al loro nome, diciamolo senza mezzi termini: il cantante pareva indemoniato. La loro musica, uno skate hardcore punk molto old school, è molto veloce, diretta, senza rallentamenti, per niente melodica, (e devo ammetterlo suona di gran lunga meglio dal vivo che su album), è perfetta per animare una serata hardcore punk che si rispetti, mettendo al centro dell’esibizione l’attitudine, la passione, il sudore. Musica e gruppo perfetto per iniziare il pogo selvaggio. Promossi a pieni voti.

Non era di certo facile suonare dopo l’esibizione adrenalinica e schizofrenica dei Satanic Youth; i Discomostro invece hanno offerto una prova ottima, tanto nel suono quanto nelle parti cantate. Una esibizione quella dei Discomostro (gruppo nato da un’idea di Carlame, ex Skruigners) trascinante e coinvolgente sostenuta da pezzi veloci, diretti e intensi che non lasciano indifferenti e perfetti per far proseguire il pogo. Anche loro hanno proposto una musica punk-hardcore vecchia scuola che, anche se di gran lunga più melodica, è stato perfetto per far continuare il pogo indemoniato cominciato durante l’esibizione dei Satanic Youth.

“Gennaio” – Discomostro – Live Telos Acque Scure HC #4

A questo punto “entrano in scena” Gli Altri, gruppo post-hardcore con influenze screamo e post-rock savonese, autori, senza togliere nulla a tutti gli altri ottimi gruppi presenti, probabilmente dell’esibizione migliore della serata. La loro proposta musicale è perfetta per qualsiasi tipo di “ascoltatore”; perfetta per pogare e dimenarsi senza un domani come dannati, ma altrettanto perfetta per chi ama godersi la musica dal vivo senza tuffarsi nel circolo vizioso del pogo (aihmè esistono anche questo tipo di persone…). Sfumature, melodia, rabbia ed originalità sono gli elementi che caratterizzano Gli Altri. Impeccabili per tutta la durata dell’esibizione, ottime le parti strumentali così come il cantato e le liriche.

Se era difficile suonare dopo l’adrenalinica esibizione dei Satanic Youth, figuriamoci farlo dopo quella de Gli Altri. Sopratutto quando il genere che si propone a pochissime affinità con quello proposto da chi ti ha preceduto. Detto ciò i misteriosi Bengala Heavy Ensemble hanno dimostrato di saperci fare. Il duo in questione composto esclusivamente da bassista e batterista, propone una musica strumentale che fa della distorsione dei suoni e della pesantezza i suoi punti forti. Canzoni dalla media-lunga durata, melodie claustrofobiche sempre in bilico tra la pesantezza opprimente e aperture atmosferiche, che ci possono far annoverare la proposta musicale dei nostri in quel calderone che risponde al nome di “Sludge/Post-Metal”. Un’esibizione la loro che si discostava da quelle precedenti (sia per il genere proposto che per le atmosfere create da quest’ultimo) ma che è risultata essere comunque estremamente interessante.

Il concerto si è concluso con i Gram, gruppo di Monaco di Baviera che suona un classico hardcore punk senza inventare nulla di nuovo. Ad esser sincero, nonostante la loro esibizione sia stata impeccabile dal punto di vista dell’impegno e della passione, la loro musica non è riuscita a coinvolgermi più di tanto. Dopo tutto l’hardcore punk non deve esser per forza essere originale (anzi), deve principalmente essere in grado di trasmettere emozioni e visto l’ennesimo pogo selvaggio che ha accompagnato tutta la durata del concerto dei tedeschi, a quanto pare la loro proposta qualcosa ha trasmesso, quindi bene cosi.

L’Acque Scure HC continua a rappresentare il modo migliore di disertare la quotidianità e di creare squarci di passione e libertà nel quieto vivere in cui ci hanno condannati a morire, risultando essere ormai un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti di queste sonorità e di un preciso modo di vivere la musica punk-hardcore, fatto di vita, passione, lotta e attitudine. Come cantano i Plakkaggio HC: “Che sia davvero questo il punk-hardcore?”.

Acque Scure, una notte di settembre. Oltre la musica, oltre il rumore. Diserta la quotidianità, vivi, lotta, ama.