ANXTV – Lo Stato d’Animo che Loro Controllano (2005)

L’anarco punk è una delle cose che amo di più a livello musicale, concettuale e lirico. Tanto l’anarcho punk (principalmente britannico) più ricercato, sperimentale e tendente, qualche volta, ad aperture post-punk di gruppi come i Mob, A Touch of Hysteria, Omega Tribe, quanto la versione più cruda, sporca e rumorosa riconducibile a nomi del calibro di Crass (che anche loro a livello di sperimentazione sonora non scherzano affatto), Conflict e Rudimentary Peni, mi hanno accompagnato nella mia crescita musicale, nel mio percorso attraverso tutto ciò che è rumore e sperimentazione sonora. Per quanto riguarda il panorama hardcore punk italiano penso che chiunque segua questo blog sappia del mio sconfinato amore per i maestri Contropotere (protagonisti del primo articolo-recensione con cui ho aperto questa ‘zine), autori di un anarcho punk tanto sperimentale ed ermetico quanto incazzato e diretto. E sono sicuro, avendo lasciato qua e la all’interno delle varie recensioni svariati indizi molto chiari in merito, sia altrettanto palese la mia costante dipendenza da quei romantici punx milanesi che rispondono al nome di Kalashnikov Collective e alla loro personale interpretazione (influenzata massicciamente dal post punk e da quel suono-immaginario siberiano che solo figure leggendarie come Ygor Letov e Yanka Dyagileva hanno saputo creare) di quell’universo musicale-concettuale conosciuto come “anarcho punk”.

Perchè questa lunghissima ed estenuante introduzione? A che fine? Perchè in questa recensione si parlerà di un gruppo che sembra essere cresciuto a pane e anarcho punk di scuola Crass, Rudimentary Peni, Flux of Pink Indians, senza tralasciare buone dosi di hardcore punk vecchia scuola italiana anni ’80 (quello più militante in stile Wretched). Sto parlando degli ANXTV, gruppo di La Spezia formatosi in modo del tutto spontaneo da componenti di N.S.A., Biocidio, Rivolta, Psicopeste e altri gruppi, che si sono ritrovati a suonare insieme agli inizi del lontano 2005. La recensione odierna tratterà del primo CD-Demo di questi quattro anarchici spezini (che si spacciano per musicisti), ossia “Lo Stato d’Animo che loro Controllano”, prima opera autoprodotta in pieno stile Do It Yourself e rilasciata in sole 200 copie poco dopo la formazione del gruppo, alla fine del 2005. Quando si dice “non perdere tempo”, no?

“Lo Stato d’Animo che loro Controllano”, composto da sole 4 canzoni, è un concentrato di scarno e primordiale anarcho punk cantato in italiano dalla voce femminile e parecchio rabbiosa della cantante Daniela, di sicuro non originalissimo per quanto riguarda le liriche e tanto meno definibile “sperimentale” nella musica, ma non per questo meno interessante o godibile. Dimentichiamoci l’eccentricità e le infinite influenze che affioravano nella musica dei Contropotere, così come dobbiamo scordarci delle sonorità romantiche, post-punk e a tratti ballabili dei Kalashnikov, perchè qui ci troviamo dinanzi ad un anarcho punk che farà sicuramente felici tutti gli amanti (come il sottoscritto) delle cose più sporche e rudimentali di mostri sacri del genere come i Crass o i Rudimentary Peni. Se cercate la pulizia del suono, le melodie facili, una voce femminile aggraziata, originalità e sperimentazione andate a farvi fottere da un’altra parte perchè questo CD-Demo parla tutt’altra lingua; una lingua velenosa e diretta che solamente il primo punk britannico post ’77 a tinte anarchiche ha saputo parlare; una lingua conflittuale che fa del messaggio di militanza, antagonismo, di opposizione e di lotta la parte più consistente della proposta musicale; ancora prima della mera parte strumentale infatti le liriche hanno da sempre un ruolo predominante all’interno del genere in questione. Del resto questo filone dell’hardcore punk è stato definito, a partire dai primi lavori dei Crass, come “anarcho punk” proprio a causa degli argomenti trattati dal suddetto gruppo (inizialmente) e dagli altri gruppi riconducibili a questa definizione; l’anarcho punk, ancor più dell’hardcore, ha fatto della musica il mezzo principale per veicolare il messaggio anarchico, tanto a livello di teoria quanto a livello di pratica e azione. Quindi non stupisce affatto che gli ANXTV prediligano il messaggio di protesta, di denuncia, di antagonismo a tutto il resto, sopratutto all’originalità della loro proposta sonora.

Gli ANXTV, come altri gruppi recensiti su questo blog/questa ‘zine, non suonano niente di nuovo o originale, ma suonano estremamente veri e diretti. Il loro messaggio di sovversione e di militanza che emerge in tutti e quattro i brani presenti su questo “Lo Stato d’Animo che loro Controllano” riesce nel suo intento di arrivare all’ascoltatore e di non risultare mai banale nonostante i temi trattati dagli ANXTV siano quelli più classici del genere. Il primo brano con cui si apre questo CD-Demo, “1984” (credo non serva sottolineare che sia ripreso dall’omonimo romanzo di George Orwell, ma non si sa mai…), infatti rappresenta una rabbiosa critica della società attuale e di tutte le sue componenti più distopiche come l’alienazione lavorativa-sociale, la sua mania di controllo dei corpi e delle menti, il progresso distruttivo del capitalismo liberista, il terrorismo mass mediatico, i consumismo che fa di tutti noi merce trattabile sul mercato, la vacuità della nostra esistenza, la finzione della libertà, il tutto raccontato citando direttamente la terminologia o versi (“guerra e’ pace, libertà e’ schiavitù e l’ ignoranza e’ forza”) ripresi dall’omonimo romanzo distopico di George Orwell. A seguire troviamo l’inno antimilitarista dal titolo “Contro la Guerra Non Basta una Bandiera”, anch’essa una dura e cruda invettiva contro quella tendenza antimilitarista-pacifista che si limita a slogan e bandiere della pace che servono a “Cambiare tutto per non cambiare niente” citando i grandissimi Contrasto. L’antimilitarismo è militanza attiva e diretta, violenta quando necessaria, tutto il resto è robaccia finto umanitaria di coloro che per primi sono garanti e servi di questa società e di questo marcio sistema, e questo gli ANXTV lo sanno bene. Il tutto prosegue con altri due brani incazzati, che ripetono il copione dei precedenti, ovvero anarcho punk diretto (ma mai troppo veloce) e liriche impegnate e militanti.

Anarcho punk primordiale e assolutamente privo di eccessiva tecnica musicale, a volte rumoroso ma mai troppo veloce nel ritmo; liriche militanti, antagoniste, riottose, sovversive; una voce incazzata e diretta che interpreta al meglio gli argomenti trattati nei testi e che si dimostra ottima per il genere. Tutto questo è “Lo Stato d’Animo che loro Controllano”, tutto questo sono gli ANXTV. Vi consiglio di ascoltarlo il prima possibile, 13 minuti di sano anarcho punk cantato in italiano non possono che far bene ad ognuno di noi.

 

 

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