Tag Archives: NOFU

Lo Spirito Continua

Parole in libertà su quelle che ritengo essere tre delle migliori uscite in ambito hardcore punk nella scena italiana durante il 2019 e di cui non vi ho ancora parlato. Perchè lo spirito continua e potremo davvero essere vecchi e forti.

Destinazione Finale – In Bilico Nel Reale

Per tutti noi amanti delle sonorità hardcore italiane degli ’80 quest’anno l’underground fiorentino ci ha regalato i Destinazione Finale, nuovo progetto di gentaglia che proviene da gruppi come Carlos Dunga, Alfatec, Iena e xDeloreanx. Recentemente i Destinazione Finale hanno pubblicato il favoloso “In Bilico Nel Reale”, tredici tracce tra cui troviamo anche cinque brani già presenti sulla loro prima demo datata settembre 2019. Il contenuto di “In Bilico Nel Reale” è un concentrato di classico hardcore punk all’italiana sulla scia di Negazione, Declino e soprattutto Indigesti, suonato con una passione e un’attitudine che ha tutto il sapore della vecchia scuola. E sono probabilmente proprio gli Indigesti dello split con i Wretched e di “Osservati dall’Inganno” l’influenza principale che salta subito all’orecchio appena ci si addentra nell’ascolto di brani quali “Polvere Negli Occhi”, “Niente Rimane”, “Inesorabile Silenzio” o la titletrack. I Destinazione Finale ci danno un’ottimo esempio di come sia possibile riproporre un certo tipo di hardcore fortemente radicato nella tradizione classica senza suonare banali e scontati, ma anzi facendo emergere una buona dose di personalità e di attitudine sincera. Lo spirito continua pur rimanendo in bilico nel reale che ci opprime!

Minoranza di Uno – La Storia Si Ripete

La mia solitudine è sempre la Minoranza di Uno! Faccio sempre una fatica fottuta a parlare e scrivere di dischi e gruppi che riescono ad entrarmi dentro così in profondità che sembra parlino per me. Però sarebbe un errore imperdonabile non provare a dire qualcosa su “La Storia Si Ripete”, nuovo bellissimo disco in casa Minoranza di Uno, quindi proviamoci. I triestini ritornano con il loro hardcore punk tanto incendiario e riottoso quanto bello da cantare, con i testi sempre emozionanti e di un certo spessore lirico, sottolineando un concetto che dovrebbe essere scontanto per chì vive una certa scena e suona un certo genere: l’hardcore punk non può mai essere sola musica, bensì un mezzo con cui sferrare una vera e propria minaccia verso l’esistente capitalista che ci opprime e annichilisce. Il disco si apre con “Vladimir”, intro da brividi interpretata dalla voce del batterista Beppe che viene seguita dalla splendida “Mentre Intorno Tutto Brucia”. Altra traccia che ho amato dal primo ascolto è sicuramente “Meno di Uno” introdotta da uno spezzone in cui viene ripresa una famosissima frase di Ulrike Meinhof della RAF. Un disco come “La Storia Si Ripete” però va molto al di là della musica e ribadisce che oggi più che mai è giunta l’ora di organizzarsi e di armare le parole, di riportare la parola alla parola, di riportare la parola all’azione, di armare queste infinite parole che ci ostiniamo a scrivere, a urlare e forse troppo spesso a soffocare nelle nostre gole, per non esser mai più disarmati. Ed ora è quindi essenziale prendere bene la mira.per far esplodere la gioia dei giorni futuri, perchè anche se soli e sconfitti saremo sempre una nuova forma di rivolta! Vi si vuole bene Minoranza di Uno

Nofu – Qui e Ora

“Qui e Ora”, ultimissima fatica in studio dei romani NOFU, un’ep di sole quattro tracce che riesce nell’intento di rinnovare il sound e il percorso dei nostri pur rimarcando sempre un forte legame con un certo modo di intendere l’hardcore tipicamente italiano e tipicamente anni ’80. Tra l’altro questo Ep ha un’importanza speciale per il sottoscritto in quanto si tratta della prima coproduzione in cui mi sono impegnato a nome Disastro Sonoro. Le principali influenze che si possono ascoltare su questo “Qui ed Ora” sono sostanzialmente due: i Kina, gli Husker Du. Il suono dei NOFU infatti negli anni, dell’incredibile esordio datato 2012 che era una vera e propria mazzata nei denti di puro e semplice hc all’italiana, si è evoluto verso una concezione di punk-hardcore meno irruenta ma forse più ragionata, portando spesso alla mente il percorso seguito appunto dai già citati Kina. Non a caso infatti il gruppo di Aosta, insieme agli Husker Du, è probabilmente l’influenza più sincera e profonda che trasuda sia a livello musicale che a livello lirico nelle quattro tracce presenti su questo ultimo Ep. Come abbiamo visto la base da cui prende le mosse la musica dei Nofu è sempre la stessa: l’hardcore italiano degli anni ’80 che ha fatto scuola ovunque scorre difatti nelle vene del gruppo romano, ma non si limitano a riprodurlo pari pari. Possiamo sentire influenze più (post) hardcore e “melodiche” nello stile degli Husker Du, così come una qualità/tecnica strumentale che a volte strizza l’occhio a soluzioni riconducibili all’universo metal. In tutta questa rilettura personale fatta ai Nofu dell’hardcore il mio orecchio ci ha sentito spesso anche richiami (specialmente nell’elevato livello delle liriche) ai Frammenti e ai Disperazione (soprattutto quelli del secondo disco). Tracce come “Conseguito Silenzio” e “Fenditure” sono ottimi esempi di come dovrebbe essere suonato e urlato il punk hardcore ancora oggi. Un sincero disco di hardcore punk suonato con attitudine e passione, questo è “Qui ed Ora” dei Nofu, come a voler ribadire che lo spirito continua e non morire mai, nonostante gli anni che passano!

 

 

Prima Coproduzione di Disastro Sonoro

Rompo il silenzio in cui è piombato questo blog da marzo ad oggi per annunciarvi delle news interessanti riguardanti il futuro di questa entità polimorfa chiamata Disastro Sonoro!

Venerdì 17 maggio è uscito “Qui e Ora” nuovo Ep e ultima fatica in studio dei romani

 NOFU, nonché primissima coproduzione in cui sono impegnato con Disastro Sonoro. Si perché Disastro Sonoro sta iniziando a muovere i suoi passi anche come distro, ora lo sapete! Hardcore punk fedele alla vecchia scuola italiana degli anni 80 ma al contempo personale e moderno!
Supportate l’hardcore e il do it yourself come strumenti per disertare e sovvertire l’esistente, per immaginare una vita radicalmente diversa da quella che il capitalismo ci impone.

Per chi fosse interessato a questo “Qui e Ora” dei Nofu (così come ad altri dischi chiaramente), può scrivermi ovunque, sia sulla pagina Facebook di Disastro Sonoro sia sul mio profilo personale: Stefano Nowakarogna David.

Lavori in corso anche per quanto riguarda il primo numero della fanzine, ricco di interviste inedite a gente brutta, sporca e cattiva come Stasis, Cancer Spreading e Tørsö, giusto per fare alcuni nomi… voglio vedere la vostra faccia quando il Disastro Sonoro arriverà!

NOFU – Interruzione (2017)

L’hardcore è quello che siamo, il rumore, attraverso cui respiriamo
L’hardcore è quello che siamo, il dolore, le grida, l’amore                                                      (NOFU – Stanze, dall’album Mito Ciclicità del 2015)

 

I romani Nofu son tornati sulle scene ormai due anni fa con questo splendido “Interruzione”, senza dubbio uno dei migliori lavori in ambito hardcore punk italiano di tutto il 2017 che finalmente ho trovato la voglia, l’ispirazione, le parole ed il tempo per recensire come si deve. Perchè si sono uno stronzo e per parlare dei dischi belli ci metto il mio tempo. Ribadito questo punto fondamentale che spero mai dimentichiate, proseguiamo. La proposta dei Nofu non è cambiata poi molto da quando registrarono la loro prima tape nel 2012; ci troviamo difatti sparato nelle orecchie un hardcore punk fortemente radicato nella lezione dei gruppi storici italiani degli anni ’80/90 ma dal suono moderno riconducibile ai grandi nomi della scena trentina degli anni duemila come Attrito o Grandine, tanto per sonorità quanto per approccio lirico. Senza ombra di dubbio l’influenza maggiore dei nostri è però da ricercare nei lavori immortali come “Lo Spirito Continua” dei Negazione o “100%” e dei Sottopressione. Dieci le schegge impazzite di hardcore rabbioso che compongono questa ultima fatica in casa Nofu tra le quali spiccano sicuramente la title-track, “Noi”, “Cenere” (con un assolo appena accennato che ci sta da dio), “Fragile Incompiutezza” e la perfetta “Interruzione pt.2” posta a chiusura del disco con un testo-manifesto che viene recitato invece di urlarlo nervosamente come nelle altre tracce, rendendolo ancora più intenso e sentito.

I Nofu possono infatti contare su un comparto lirico che mette i brividi riuscendo a sottolineare quanto sia profondo il legame tra la dimensione politica e quella personale, due dimensioni che spesso si tende o si vorrebbe vedere separate, erroneamente. Testi e musica difatti vanno di pari passo e come già detto ci regalano quasi 40 minuti di hardcore in costante bilico tra vecchia scuola e modernità che non può lasciare indifferenti. Una traccia come la titletrack ci offre l’esempio migliore di quanto appena scritto: il testo è un manifesto di rabbia, un monito alla rivolta, alla sovversione di questa realtà e del suo quieto vivere che ci incatena tutti e ci condanna a morte lenta. L’interruzione di questo marcio sistema e del suo (mal)funzionamento come unica forma di opposizione e lotta possibile può avvenire solamente tramite il momento insurrezionale che apre ad infinite sperimentazioni di nuovi mondi. Uno dei momenti più intensi e belli di tutto il disco è sicuramente la sesta traccia “Fragile Incompiutezza”, una mazzata di hardcore in bilico sul confine tra modernità e vecchia scuola accompagnato da un testo che da sfogo alle tensioni verso l’esistente che ci opprime in questo tempo, aprendo fratture che fanno intravedere la possibilità di una vita radicalmente diversa (La luna mi parla dell’altro, del possibile oltre questo tempo, del germoglio anche in un ramo in inverno, dell’oltre in questo sogno d’eterno). Il livello lirico generale dell’album come avrete capito dalle mie parole è altissimo e in alcuni momenti tocca vette di poeticità veramente intense, come nel caso della traccia appena citata. Potrei tirarvi fuori altri passaggi lirici che mi si sono stampati in testa, ma probabilmente non finiremmo più

Una rabbia genuina e spontanea trasuda da ogni brano di questo Interruzione, una rabbia che prima ti prende a pugni nello stomaco fino a farti vomitare sangue per ricordarti che questa vita è una merda e che poi ti entra dentro dando sfogo alle nostre pulsioni di rivolta e di sovversione di questa esistenza che ci opprime e condanna a morte ogni giorno! Tensione sovversiva dell’esistenza che ci condanna a morte, interruzione dell’abitudine e dell’oppressione quotidiana, rivolta diffusa che apre infiniti mondi possibili in cui perdersi alla deriva. Siamo i sassi lanciati, siamo le fiamme della gioia, siamo le macchine e le piazze che bruciano. Essere l’inquietudine che attraversa l’esistente, come ci ricorda la conclusione del testo che accompagna la seconda traccia “Noi”. Essere l’interruzione è quindi la nostra unica possibilità. Essere interruzione come necessità per sentirci vivi. “Interruzione”, un disco che trasuda passione, attitudine, sincerità, sudore, tensioni di rivolta. In una parola, signore e signori, compagne e compagni: Hardcore.

 

NOFU – Interruzione – Interrompere la condanna a morte nel nostro quieto vivere

Tornano i romani NOFU con il loro nuovo album “Interruzione” rilasciato nel maggio del 2017; tornano in grande stile con il videoclip della titletrack, una sfuriata di hardcore punk vecchia scuola italiana anni ’80 che non lascia scampo a nessuno. Il testo è un manifesto di rabbia, un monito alla rivolta, alla sovversione di questa realtà e del suo quieto vivere che ci incatena tutti e ci condanna a morte lenta. L’interruzione di questo marcio sistema e del suo apparente (mal)funzionamento come unica forma di opposizione e lotta possibile può avvenire solamente tramite il momento insurrezionale che apre ad infinite sperimentazioni di nuovi mondi. Aspettando di recensire per intero questo nuovo “Interruzione”, godiamoci suddetto videoclip dei NOFU. Bentornati.

“No, la necessità è di interrompere,
sotto l’orizzonte chiuso rimane l’insurrezione,
la frattura, la distruzione, come apertura del possibile,
l’interruzione della catastrofe, che è qui ed ora, il quieto vivere. ”