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Lords of Olona Wasteland Chaos

THAT’S THE WAY WE LIKE IT BABY, WE DON’T WANT TO LIVE FOREVER!

Fine della quarantena, data sconosciuta. Il mondo come lo conoscevamo prima della pandemia non esiste più e forse è un bene. Secondo alcuni esperti il virus sembrerebbe essere stato debellato per sempre, secondo altri esso è pronto nuovamente ad infettare ciò che rimane degli esseri umani per trasformarli definitivamente in creature che nemmeno la morte può portare con se. In questo scenario surreale e post-apocalittico, nella Valle della Morte impestata dai fumi nauseabondi che fuoriescono dalle acque putride dell’Olona, si aggirano numerose orde di guerrieri-zombie ubriachi marci fino al midollo portatori unicamente di morte e distruzione per tutte le lande desolate del varesotto. Il nome di due di queste bande di non-umani rieccheggia nel vento e porta con sè sventura, provocando terrore in quelle poche comunità di sopravvissuti che popolano le mortifere wastelands. Motron e Overcharge, questi i loro terribili nomi, signori incontrastati del caos su queste terre dominate dalla desolazione e dalla paura. Chiudetevi in casa, blindate porte e finestre perchè un vortice di d-beat, raw’n’roll e speedmetalpunk si sta avvicinando per spazzare via qualsiasi cosa trovi sulla sua strada. 

Si avete sentito bene: Motron e Overcharge sono riemersi dalle acque putride dell’Olona, sono di nuovo on the road per le lande desolate della valle della morte e sono pronti nuovamente a portare il caos e distruzione per tutte le terre del varesotto, tenendo sempre alta la fiamma immortale del metal-punk grazie a due nuovi devastanti dischi capaci di scatenare l’inferno in terra! Il primo novembre del 2019 viene finalmente pubblicato il nuovo lavoro in casa Motron intitolato “Who’ll Stop the Rain?“, mentre il 20 di marzo è il turno di “Metalpunx”, ultima fatica targata Overcharge. Ed ora è giunto il momento di parlarvi di queste due vere e proprie dichiarazioni di guerra accompagnate da una colonna sonora a base di d-beat, crust punk, speed metal e rock’n’roll!

Per questioni di cuore partiamo da “Who’ll Stop the Rain”, disco che ho avuto il piacere e l’onore di coprodurre senza pensarci due volte, andando sul sicuro con i Motron che ormai ritengo essere uno di quei gruppi garanzia tanto a livello di sound quanto a livello di attitudine. Fin dai tempi della loro prima demo datata 2003 il sound dei Motron si componeva, anche se in modo ancora acerbo, di due anime ben definite: quella più legata ad un rock’n’roll stradaiolo di ispirazione motorheadiana e quella maggiormente influenzata dal d-beat/crust di mostri sacri quali Discharge, Extreme Noise Terror e perchè no Driller Killer.  Oggi a distanza di sei anni, questo sound, rinominato dai nostri semplicemente “Raw’n’Roll”, è ancora il punto di forza dei Motron e rappresenta ancora una volta la ricetta vincente su un disco a tratti perfetto come “Who’ll Stop the Rain”. Tredici tracce in cui l’anima più raw e quella roll (richiamate anche dalla denominazione dei due lati del disco) vengono miscelate alla perfezione come forse mai era avvenuto nei precedenti, seppur ottimi, lavori del gruppo varesino. Un disco questo “Who’ll Stop the Rain” in cui le suddette due anime continuano a fondersi ma al contempo rimanere ben definite, permettendo in questo modo di poter sentire perfettamente tutte le influenze da cui prenda vita il devastante Motron-sound: dalla furia frenetica delle composizioni che richiama i primi seminali lavori degli Extreme Noise Terror alla brutalità martellante del d-beat di scuola Discharge, passando per un riffing crust tipico dei Driller Killer o dei Doom alternato ad un groove profondamente rock’n’roll a la Motorhead (influenza che ho sentito principalmente negli assoli) e un’attitudine generale dell’intero lavoro molto stradaiola, bellicosa e ancora visceralmente legata all’underground. La cartucciera dei Motron questa volta può contare su tredici proiettili praticamente letali a cui si somma la cover di “Potere Nelle Strade” dei Nabat rivisitata in chiave raw’n’roll da buona tradizione motroniana che si rispetti che non ha nulla da recriminare all’originale. Tracce come Hair of the Dog, la titletrack, Forget, Into my Cage o Rage Burning fungono da esempi definitivi di quell’ibrido bastardo composto in egual misura dal d-beat/crust punk più marcio e dal rock’n’roll più stradaiolo che è il sound dei Motron oggigiorno, nothing less, nothing more. Sempre fedeli a loro stessi, i Motron si abbattono con la potenza di una tempesta sulle nostre vite e lasciando solo distruzione e caos al loro passaggio.

“Metalpunx”, un titolo più esplicativo di questo per descrivere la proposta degli Overcharge era seriamente difficile trovarlo. Gli alfieri italiani del più veloce e furioso ibrido speedmetalpunk profondamente influenzato dalla lezione dei Motorhead sono tornati a distanza di ormai quattro anni dal grandioso “Speedsick” e di soli due anni dall’ep “Electric Reaper” ma non hanno perso nulla in termini di rabbia, furia cieca e completa devozione alla distruzione più totale. “Metalpunx”, come già detto, basta da sè per descrivere il sound degli Overcharge, un concentrato di metal e punk nella sue forme più caotiche, veloci e violente. Ma cerchiamo di addentrarci con calma in questa tempesta sonora formata da nove brutali tracce, alcune, come la magnifica quarta traccia D-beat Destruction, fin dal titolo estremamente chiare su quello che ci aspetta addentrandoci nell’ascolto di questo nuovo disco. Anche gli Overcharge come i Motron rilasciarono la loro prima fatica in studio nel lontano 2013 e da allora hanno portato il loro tipico sound ad una maturazione pressochè totale, sound che trasuda da ogni singola nota di questo nuovo “Metalpunx”. Pescando come sempre a piene mani dal meglio del rock’n’roll/metal dei Motorhead, dal d-beat devastante di Discharge e Varukers, dal punk stradaiolo dei GBH, dall’hardcore-crust svedese di Anti-Cimex e Driller Killer (ma anche Wolfpack/Wolfbrigade) fino a giungere allo speed metal dei mitici Warhead, il sound degli Overcharge è quanto di meglio si possa volere da un ibrido bastardo tra lo speed metal, il d-beat/punk e il rock’n’roll, furioso e veloce, distruttivo e guerreggiante che li accomuna sempre più con realtà quali i canadesi Inepsy. L’Overcharge-sound emerge prepotente in tracce quali Black Diesel Breath, Bury the Damned e Lord of Hysteria per ribadire, se ce ne fosse bisogno, che qui non c’è nessuna intenzione di fare prigionieri ma unicamente di dispensare morte e distruzione. Gli Overcharge si dimostrano quindi ancora una volta essere i signori incontrastati del caos e dello speedmetalpunk e questo “Metalpunk” è la loro ennesima dichiariazone di guerra con la quale sono pronti a tornare a scorrazzare liberi e selvaggi per far tremare tutto le lande desolate attraversate dall’Olona! It’s only a d-beat destruction but that’s the way we like it baby!

Una nuova tempesta è ormai giunta, tuoni e fulmini devastano le lande desolate della provincia, un vortice di devastazione e di raw’n’roll e speeemetalpunk si abbatte nuovamente sulle nostre misere vite votate alla follia e alla paura. Chi potrà fermare la pioggia? Chi potrà fermare queste orde barbariche pronte a lasciare solo macerie al loro passaggio nell’Olona Wasteland?

 

Rumori Veloci – A proposito di Ep, Demo & Split Albums #01

Nuova rubrica sulle pagine di Disastro Sonoro, questa volta esclusivamente dedicata ad Ep, Demo e Split albums usciti recentemente nell’underground italiano (ma non solo) punk, hardcore, extreme metal e tutte le loro possibili incarnazioni. Sarà una rubrica che seguirà lo stile di Schegge Impazzite di Rumore, ma che a differenza di quest’ultima non avrà scadenza mensile bensì totalmente casuale e si concentrerà unicamente su uscite recenti. Rumori Veloci sarà il suo nome e in questo primo appuntamento andremo a parlare tre band completamente differenti tra loro e delle loro ultime fatiche in studio. Veloci, selvaggi e rumorosi come non ci fosse un domani..nothing less, nothing more!

Partiamo dal più vecchio dei tre lavori sottoposti ai miei deliri spacciati per recensione, ovvero “Electric Reaper”, Ep rilasciato a febbraio dai guerrieri delle wastelands varesine meglio conosciuti come Overcharge. Due pezzi inediti a cui si somma la cover di “Libero e Selvaggio”, immortale anthem degli storici Wretched (influenza costante nel sound dei nostri) che non ci si stanca mai di ascoltare, sopratutto quando la suddetta cover riesce a suonare allo stesso tempo fedele all’originale e in perfetto stile speedmetalpunx a cui ci hanno abituato negli anni Panzer, Josh e Marcio. Proprio la voce marcia e graffiante di quest’ultimo, che ricorda sempre con molto piacere quella del maestro Lemmy Kilmister, risulta impeccabile nell’interpretare il testo di Libero e Selvaggio e nel trasmettere le stesse sensazioni che si son provate da ragazzini al primo ascolto di album seminali dell’hardcore punk italiano vecchia scuola come “Libero di Vivere, Libero di Morire”, “Eresia” dei Declino o “Condannati a Morte nel Vostro Quieto Vivere” dei Negazione. Sono gli stessi Overcharge ad ammettere inoltre che la cover vuole essere una sorta di atto di gratitudine e riconoscenza per tutti quei gruppi che hanno creato dal niente la scena hardcore italiana degli anni ottanta, rendendola di fatto immortale. Che dire poi della titletrack, di cui i nostri hanno rilasciato un video qualche mese fa, e di “Shitlicker” (seconda traccia inedita)? La solita miscela esplosiva e vincente di speedmetalpunx, musica marcia che proviene direttamente dall’inferno delle lande desolate della Valle dell’Olona e che lascia solo distruzione e morte al suo passaggio! Gli Overcharge sono nuovamente on the road, come al solito liberi, selvaggi e pericolosi! D-beat? Rock’n’Roll? Speed Metal? Punk? Chiamatelo un po’ come cazzo vi pare, ma ricordatevi solamente una cosa: “The Electric Reaper is coming and you’re on its list!”

Passiamo ora a qualcosa di molto più marcio e disturbante. Quanti di voi conoscono l’underground estremo americano di inizio anni ’90, sapranno con certezza che “Into Darkness” è il titolo dell’unico album realizzato dai Winter, storico gruppo death/doom metal di New York. Il gruppo di cui vi parlerò quest’oggi prende il nome direttamente da questo seminale lavoro e sembra aver interiorizzato al meglio la lezione del gruppo americano. Ecco a voi quindi “First Encounters”, nuovo Ep dei comaschi Into Darkness ,rilasciato su cassetta e prodotto dall’italiana Unholy Domain Records. Se, come abbiamo appena visto, è evidente l’influenza del marcio death/doom dei Winter, non dobbiamo però pensare che le radici musicali e le influenze di Doomed Warrior (unico membro del gruppo che su questo Ep si è cimentata sia nelle vocals che nel suonare tutti gli strumenti) finiscano qui. Difatti proviamo a pensare al sound oscuro e putrescente degli Into Darkness come l’incontro tra la scuola death metal finlandese, in particolare il suono di quel demo-capolavoro che porta il nome di “Musta Seremonia” dei Rippikoulu, e il death/doom americano di seminali lavori quali il demo “The Unholy Ground” e il successivo Ep “Premature Burial” delle Derketa, “Mourning in the Winter Solstice” delle Mythic (che condividevano la bassista Mary Bielich con le stesse Derketa) e “Dommedagsnatt” dei Thorr’s Hammer. Per non farci mancare proprio nulla aggiungiamoci anche la rabbia iconoclasta e primordiale degli Hellhammer e la lezione fondamentale dei mostri internazionali del death metal venato di rallentamenti doom, ossia gli olandesi Asphyx e della loro primitiva incarnazione a nome Soulburn. In una scena come quella death metal in cui la maggior parte dei gruppi si divide in chi, da una parte si limita a ripetere in maniere nemmeno troppo originale quanto fatto dalla scuola svedese di Entombed, Dismember e compagnia, mentre dall’altra troviamo chi cerca di ricalcare le orme di Obituary, Cannibal Corpse o Morbid Angel, imbattersi in band come gli Into Darkness permette di mantenere un briciolo di fiducia nei confronti del metal estremo e in particolare nei confronti del death. Questo “Firs Encounters” suona sincero in ogni suo riff e i tre pezzi presente sottolineano tutta la passione viscerale che D.Warrior nutre verso un sound preciso ben radicato in una tradizione estrema spesso lasciata ai margini e verso un certo modo di interpretare il death metal imbastardito con il doom dall’inconfondibile sapore dei primi ’90. Per non parlare del growl angosciante, primitivo e disumano della nostra guerriera dell’oscurità che ricorda tanto quello di Sharon delle Derketa quanto il feroce e brutale ringhio di Runhild dei Thorr’s Hammer. Credo non ci sia altro da aggiungere. Lasciatevi divorare dall’orrore selvaggio e perdetevi nell’oscurità impenetrabile di questo “First Encounters”, non ne rimarrete delusi, ne sono certo. Piccola gemma di oscuro e marcio death/doom metal di cui si sentiva sinceramente il bisogno!

“Vent’anni dalla fine della guerra atomica, la monarchia degli Eurak che unisce l’Europa all’Africa e agli altopiani del Tibet e che ha follemente scatenato la guerra contro il resto del mondo, dice di aver vinto…il pianeta ridotto quasi interamente ad un putrescente deserto radioattivo, è ora abitato da uomini senza futuro” questo è l’intro con cui si apre questo nuovo Ep dei fiorentini Collapse intitolato “Senza Futuro”, probabilmente, vista anche la bellissima copertina che accompagna la loro ultima fatica in studio, soezzone direttamente ripreso da un film della serie di Mad Max (anche se potrei fortemente sbagliarmi vista la mia abissale ignoranza in materia cinematografica). Con queste premesse cosa aspettarci se non la colonna sonora migliore per il mondo post apocalisse nucleare che verrà e che spazzerà via gran parte dell’umanità? Un mix vincente di thrash metal, crossover e thrashcore è quello che i nostri ci sparano nelle orecchie a tutta velocità attraverso tre pezzacci che hanni il solo intento di prenderci a cazzotti nello stomaco e in faccia. Anche qui come sull’Ep degli Overcharge, ci troviamo a dover fare i conti con una cover e anche questa volta si tratta di un altra canzone che sarebbe riduttivo definire storica e/o immortale; sto parlando di “Folsom Prison Blues” del fuorilegge bastardo del country-rock a.k.a. Johny Cash, altro brano sentito e risentito mille volte e coverizzato da chiunque ma che in questa nuova veste a metà tra il trashcore/thrash metal tipico dei nostri e un sound che riesce a tirare in causa i Motorhead fa la sua porca figura e potrebbero essere un vero e proprio anthem su cui moshare fino alla morte durante i prossimi concerti del gruppo! A proposito di questo, i Collapse suoneranno in compagnia dei thrashers Hyperblast e dei Kombustion (d-beat/neo-crust) al FOA Boccaccio di Monza il 29 luglio, non perdeteveli! Per quanto riguarda le altre due tracce, oltre all’iniziale ed interessantissima titletrack, troviamo probabilmente uno dei pezzi migliori mai scritti dai Collapse fino ad oggi, ovvero la conclusiva “Pioggia” dalle sonorità thrash metal, l’attitudine hardcore, una voce incazzata quanto basta e un testo profondamente radicato nella lezione del punk hardcore italiano degli anni ’80 (ao’ sempre in mezzo…). Bentornati Collapse, inarrestabili come la pioggia, pronti a distruggere tutto!

T28 Matinèe #4 w/ Cospirazione, Stigmatized e Overcharge

Rabbia e passione è quello che noi proviamo 
col nostro punk hardcore 
rabbia e passione è quello che ci accomuna 
nelle nostre vite 
è il calore che scalda la nostra esistenza 
E’ l’ardore che brucia nelle nostre idee 
è l’ardore che brucia nelle nostre lotte 
Mai fermarsi mai arrestarsi 
sempre, portarle avanti 
Sono momenti che passano veloci 
un istante e tutto ci sfugge 
a volte perdi tutto, anche amico 
ma mai mai mai farsi scalfire 
Rabbia passione calore ardore 
brucia la nostra vita!

(Cospirazione – La Nostra Vita)

 

Ancora una volta in T28, ancora un matinèe all’insegna del punk in tutte le sue sfaccettature, ancora punx nella metropoli che creano l’anarchia per qualche ora! Tre gruppi, tre generi differenti per soddisfare i palati esigenti di tutti i presenti nel centro occupato e autogestito più marcio (e quindi bello) di tutta Milano!

Ad aprire le danze ci hanno pensato i milanesi Cospirazione con il loro punk-hardcore militante e riottoso. Nonostante per motivi legali siano stati costretti a star lontani dal suonare dal vivo per parecchi mesi, i milanesi hanno deciso di ripartire proprio da dove avevano interrotto otto mesi fa, ossia dal pavimento polveroso del T28. Questi mesi senza suonare si sono in parte fatti sentire (e ci mancherebbe anche) ma l’esperienza e la passione dei nostri è riuscita a sopperire pure a questa ennesima difficoltà. I Cospirazione hanno dalla loro parte un arsenale di pezzi capaci di colpire nel segno e di sprigionare tutto la loro carica emotiva nonostante non vengano suonati per mesi dal vivo, basti pensare all’inno anticarcerario “Macerie” e alla sua introduzione che cosi recita: “delle galere solo macerie”, urlata a squarciagola da tutti i presenti. Anche tracce nuovissime come “La Spinta” estratta dall’ultima fatica del gruppo datata maggio scorso, dal vivo confermano per l’ennesima volta la qualità dell’hardcore punk suonato dai Cospirazione e delle liriche incendiarie che lo accompagnano. I Cospirazione sono una certezza e la rabbia e la passione che ci mettono in quello che fanno valgono più di tutto il resto, di tutti i mesi passati lontani dai “palchi” e di tutte le difficoltà che hanno incontrato ultimamente sulla loro strada. Sperando di rivederli il più presto possibile e più incazzati che mai!

E’ stato il turno poi degli indomabili e indemoniati Overcharge, gentaglia del varesino cresciuta a pane e speedmetalpunx. Dai ma c’è seriamente bisogno che io commenti la performance di Panzer, Josh e Marcio? Sono una cazzo di macchina da guerra tritaossa e lanciata alla velocità della luce contro tutto e tutti. Il loro perfetto mix di Motorhead, GBH, Inepsy e un pò di d-beat punk a la svedese è irresistibile dal vivo, pezzacci come “Warbeat”, “Speedsick” o “Downtown Inferno” sono marciume puro proveniente dagli inferi, sono ormai divenuti veri e propri pezzi anthemici che dal vivo spaccano più di quanto non facciano già su disco! Non aggiungo altro, gli Overcharge sono un gruppo che, per qualità, impegno e dedizione, assolutamente non ha bisogno di troppe parole o troppi commenti. Se non li avete mai visti suonare dal vivo cercate di rifarvi il prima possibile, non ve ne pentirete e non ne rimarrete delusi perchè sono ormai una fottuta certezza! Incarnano alla perfezione l’essenza stradaiola del rock’n’roll più marcio e sono pure bellissimi (il Panzer più di tutti), cosa possiamo chiedere di più? Spingono sull’acceleratore e ci fanno pogare come Stana comanda, cosa cazzo vogliamo di meglio?!

I cagliaritani Stigmatized sono stati personalmente la sorpresa della serata, probabilmente anche per il fatto di non aver mai ascoltato nulla di loro e sopratutto per non aver mai avuto occasione di vedermeli live. Il loro è un grindcore sporcato da powerviolence, crust e punk-hc che dal vivo si ripromette di seguire un’unica regola: non fare prigionieri e devastare qualunque cosa si trovi sul loro cammino! Non solo grindcore però, i nostri irresistibili sardi riescono infatti a far emergere qua e la nelle varie tracce a loro disposizione, anche certe influenze tipicamente riconducibili all’universo metal (forse dovute alla presenza dell’ottimo nonchè giovanissimo bassista); a tutto questo sommiamoci la capacità di alternare due voci, una più tipica del genere e a tratti monocorde (unica reale ma piccolissima pecca degli Stigmatized che però non rende meno apprezzabile la proposta dei nostri, anzi) e una più hardcore (sempre merito del bassista) e la foga adrenalinica con cui suona il batterista Roberto (che abbiamo potuto notare super gasato durante l’esibizione degli Overcharge), e ci troviamo dinanzi ad un gruppo che offre ai presenti svariati minuti di pogo assicurato e di godimento assoluto! Rabbia purissima da Cagliari, lasciano devastazione e macerie dopo il loro passaggio, questi Stigmatized dal vivo regalano gioie! Correte ad ascoltarli quantomeno su bandcamp se non potete vederli dal vivo prossimamente, su su veloci!

Tirando le conclusioni cosa posso aggiungere? Nello scorso live report scrissi queste parole: <<seppellite il mio cuore in T28>> e oggi, a mente lucida e a distanza di qualche giorno dalla serata di domenica, non posso che ribadire il concetto, in fin dei conti il T28 lo sento ormai come se fosse una seconda casa. Ancora una volta non è solamente musica, c’è qualcosa di più dietro a serate come questa, c’è la voglia di continuare a resistere ed esistere lottando nella grigia, apatica e frenetica metropoli, c’è la volontà di sovvertire l’esistenza e di rivoltarsi contro l’apparente quieto vivere che vorrebbe trascinarsi con sè. Tutto questo non è solo musica e ce lo dimostra perfettamente anche la presentazione del dossier “Come opporsi al fascismo nel metal estremo. Una guida di base per compagni e antifa.” scritto dal collettivo Barbarie avvenuta prima che i gruppi iniziassero a suonare.

Accomunati dalla rabbia e dalla passione, mai fermarsi, mai arrendersi. Continuiamo ad alimentare l’ardore che brucia nelle nostre idee e nelle nostre lotte! Sempre lunga vita al T28 e a tutt* i compagn* che si sbattono quotidianamente per rendere possibile e tenere in vita tutto questo!

 

Unica foto-testimonianza della serata. Quanta bellezza, quanto marciume. T28, Amici vari e avariati!

Overcharge – “Electric Reaper” – “THE ELECTRIC REAPER IS COMING AND YOU’RE ON ITS LIST”

Gli Overcharge sono tornati con la loro miscela esplosiva di speedmetalpunx e con un nuovo video musicale che ci anticipa l’uscita dell’EP “Electric Reaper” prevista per il febbraio del 2018! La proposta dei nostri è rimasta la stessa, ovvero un mix devastante di Mothoread, Discharge, GBH, Driller Killer e gentaglia simile. Il video in questione, della titletrack dell’EP che uscirà tra pochi mesi, lascia ben sperare per il nuovo lavoro degli Overcharge e ci da prova nuovamente della qualità della musica suonata da Marcio, Panzer e Josh. D-beat? Rock’n’Roll? Punk?Speed Metal? Chiamatelo un po’ come cazzo vi pare, questa è musica marcia che viene direttamente dal fottuto inferno! Correte a guardarvi il videoclip e ricordatevi: “THE ELECTRIC REAPER IS COMING AND YOU’RE ON ITS LIST”!

 

 

Overcharge – Speedsick (2016)

Immaginiamo di percorrere un lunghissimo viaggio sonoro che partendo dall’hard rock’n’roll stradaiolo dei Motorhead, passando attraverso lo speed/thrash metal sporcato di attitudine punk di gruppi culto dell’underground come Inepsy, Saccage e Toxic Holocaust, arriva al d-beat/crust punk principalmente di scuola svedese di mostri sacri come Driller Killer e Anti-Cimex (ma anche di nomi più recenti come Disfear e Wolfbrigade), il tutto tenendo sempre vivo il ricordo di coloro che più di tutti hanno rivoluzionato l’hardcore punk, ossia i Discharge. Bene, ora chiudete gli occhi, provate ad immaginarvi un mostro di Frankestein formato da pezzi delle sopra citate band che suona veloce, sporco e stradaiolo come solo nella migliore tradizione metal/punx ed ecco che dinanzi ai vostri occhi e dentro alle vostre orecchie avrete senza ombra di dubbio gli Overcharge, gruppo varesino attivo dal 2012 e autore nell’estate del 2016 dell’ottimo “Speedsick”, seguito logico di “Overcharge” e del ben più maturo “Accellerate”, rispettivamente primo demo e primo album del 2013 e del 2014.

Marcio (voce e basso), Josh (voce e chitarra) e Panzer (batteria), ovvero i 3 personaggi poco raccomandabili che hanno fatto emergere dall’inferno questa creatura rumorosa che risponde al nome di “Overcharge”, conoscono bene la “materia” e sanno quello che fanno; hanno un ottima padronanza degli strumenti, hanno la giusta attitudine rock’n’roll e sanno scrivere canzoni che rimangono impresse immediatamente dopo pochi ascolti, pur risultando tutt’altro che banali, anzi dimostrando una eccellente capacità di mettere insieme le loro numerose influenze musicali senza dare l’impressione di “già sentito”.e senza far cadere nella noia l’ascoltatore. Ascoltando i 10 pezzi (9 inediti più una cover, manco a dirlo, degli Anti-Cimex) che compongono questo “Speedsick”, un vero assalto sonoro denso di speedmetalpunx, devo ammettere che sono rimasto sorpreso dalla carica rock’n’roll che anima tutta la durata del disco e che non lascia mai un momento all’ascoltatore per riprendere fiato. Da sottolineare inoltre le vocals di Marcio che nulla hanno da invidiare alla ben più famosa e sporca voce innaffiata di Jack Daniels del grande Lemmy.

Come già detto ci troviamo dinanzi a 33 minuti di speedmetalpunx tiratissimo, un vero e proprio assalto sonoro, una vera e propria iniezione di adrenalina endovena. Ed è per questo motivo che ritengo superfluo star qui a citare questo o quel brano in particolare, appunto perchè ogni canzone è suonata senza compromessi, grezza e ruvida quanto basta e sprigiona un’energia che si può apprezzare a pieno solamente ascoltando al massimo del volume questo “Speedsick”. Se proprio dovessi citare i brani che più mi hanno colpito e che mi son ritrovato spesso a cantare a squarciagola probabilmente citerei la titletrack, l’iniziale “Downtown Inferno”, “Warbeat” e senza ombra di dubbio “Out of the Lockup” con i suoi 5 minuti di durata. Inoltre come non citare “Only in Dreams” cover dei maestri del crust/d-beat svedese Anti-Cimex, ottima scelta perchè potrebbe risultare in tutto e per tutto un brano originale degli Overcharge. E questo dovrebbe già bastare per convincervi a correre immediatamente a comprare questo “Speedsick”.

Concludo evitando di diventare prolisso, sopratutto perchè dinanzi all’energia, alla rabbia e all’attitudine sprigionate da questo tipo di musica e da una band con i controcazzi come si sono dimostrati ancora una volta gli Overcharge, le parole risultano realmente superflue. “Speedsick” è un disco da ascoltare rigorosamente a tutto volume, pogando come dannati contro qualsiasi persona o cosa vi capite nel raggio di mezzo metro, perchè solo così si riesce ad apprezzare nel modo migliore l’ottima musica suonata da questi 3 esseri infernali che abitano l’underground varesino. D-beat? Rock’n’Roll? Hardcore Punk?Speed Metal? Chiamatelo un po’ come cazzo vi pare, questa è musica marcia, diretta e veloce suonata con attitudine, passione e sincerità che non ha bisogno di etichette e merdate simili.

Oltre la musica, oltre il rumore. Speedmetalpunx e Disastro Sonoro.