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Schegge Impazzite di Rumore #11

Assurdo e incredibile come Schegge Impazzite di Rumore sia diventata la rubrica più longeva e costante presente su questo blog. Pensare che il primo appuntamento è datato addirittura 2018 mi lascia incredulo e sconcertato… incredibile. Una rubrica da sempre dedicata alle più recenti (ma non solo) uscite in ambito punk/hardcore, metal estremo e in generale da panorama DIY e underground, un format in parte diverso dal solito per parlarvi di dischi e gruppi che ritengo meritino attenzione e ascolti da parte di voi sfortunati lettori di Disastro Sonoro. Schegge Impazzite di Rumore oggi raggiunge addirittura la sua undicesima puntata, puntata nella quale vi parlerò delle ultime uscite in casa Odio al Serio e Scalpo, così come scriverò due righe su un ep che per troppo tempo ho dimenticato nel cassetto delle “recensioni”, ovvero l’omonimo primo lavoro dei Fuoco pubblicato ormai due anni fa. Saranno tre lavori che, seppur per certi versi differenti tra loro, rappresentano molto bene il concetto di schegge di rumore e che tengono vivo, con rabbia, coscienza, passione e sincerità, l’hardcore punk in tutte le sue sfaccettature. Come al solito ho parlato troppo per introdurvi alle righe che seguiranno, dunque mi taccio e vi auguro una buona lettura. Perchè avremo anche scelto la sconfitta, la vittoria della sconfitta, ma a quanto pare lo spirito continua!

Odio al Serio
Fuoco – Fuoco (2018)

Probabilmente fin dalla copertina qualcuno potrà pensare si tratti di chissà quale demo mai pubblicata di qualche sconosciuto gruppo hardcore italiano degli anni ’80 avvolto nel mistero e nella polvere accumulata dagli anni che passano senza lasciare scampo. Probabilmente ascoltando la prima traccia di questo lavoro le impressioni iniziali sembrerebbero trovare conferma, visto che ci troviamo dinanzi a cinque tracce di punk-hardcore all’italiana in stile Declino, Impact, Upset Noise e gruppi meno conosciuti come i Kobra di casa Virus. E invece no, questi Fuoco sono un gruppo romano di recente formazione che ha un unico obiettivo: tornare a suonare l’hc come si faceva negli anni ’80, senza troppe pretese, con messaggi e testi diretti e impregnati di rabbia. Quattro tracce su questo Ep tra cui troviamo un feat. addirittura con i Raw Power, come a voler sottolineare ancora più evidentemente un intimo e viscerale legame con l’hardcore punk italiano che fu. Fuoco non è nient’altro che un Ep di semplice hardcore punk vecchia scuola, sincero e appassionato, che non inventa nulla ma che si lascia ascoltare senza troppe pretese. Che il fuoco bruci mentre corriamo nel sangue dei nostri nemici!

Scalpo – E’ la Lotta l’Avvenire (2020)

Voglio lo scalpo di chi ha tradito, prima eri un fratello, ora solo un nemico. Laverò i miei anfibi nel rosso del tuo sangue, in questa nazione che daremo alle fiamme!

Come ben saprete non sono affatto un grande amante dell’Oi! o dello street punk in tutte le sue sfumature per una serie di svariate ragioni che non affronterò certamente ora. Fatta questa doverosa )o forse futile) premessa, negli ultimi anni c’è stato un unico gruppo capace di farmi apprezzare certe sonorità vicine all’Oi! e questo gruppo risponde al nome di Iena, al punto da averli anche recensiti in uno dei primi appuntamenti di Schegge Impazzite di Rumore. Da oggi però gli Iena non saranno più soli in questa difficile impresa di farmi apprezzare l’Oi! e questo grazie a E’ la Lotta l’Avvenire, ultimo Ep firmato dagli Scalpo. Quattro tracce della durata molto breve che si aggira attorno al minuto e mezzo, ma estremamente intense, bellicose, anthemiche e dirette come nella miglior tradizione del genere. Il sound che propongono gli Scalpo è chiaramente riconducibile ad una forte matrice Oi! e a gruppi come Nabat o Rixe, ma condendo il tutto con buone dosi di hardcore punk e qualche melodia ed atmosfera di derivazione post-punk(come nell’iniziale Intro/Combatti). Queste plurime influenze rendono la proposta del gruppo di Sondrio assolutamente personale, non ripetitiva e non banale, qualità che in un genere come l’Oi! sono tutt’altro che scontate. Passando alle tematiche, le pulsioni che attraversano le quattro tracce sono perfettamente condensate nel titolo dell’ep, un titolo che manifesta la necessità della lotta politica, l’odio verso fascisti e sbirri e le tensioni di rivolta contro lo Stato e l’esistente capitalista. C’è poco altro da dire, se non consigliarvi vivamente di correre ad ascoltarvi E’ la Lotta l’Avvenire e supportare gli Scalpo. E se ve lo dice un detrattore dell’Oi! e dello street punk come il sottoscritto, cosa cazzo aspettate?

Odio al Serio – A/R (2020)

Quando non c’è più niente da bruciare, non rimane che darsi fuoco!

Il 9 novembre 2019, nelle cantine dello storico El Paso Occupato di Torino, gli Odio al Serio decidono sia giunta finalmente l’ora di registrare un nuovo disco da dare in pasto a tuttx i/le punx affamati di rumoroso e nichilista hardcore punk attraversato da una forte tensione anarchica e di rivolta. Vede cosi la luce questo A/R, disco direttamente autoprodotto e autostampato dagli Odio al Serio, ultimi baluardi del più sincero DIY! Ho avuto la fortuna di ricevere in dono una copia di suddetto disco in occasione di una taz organizzata in Corvetto a giugno (taz di cui vi ho parlato proprio su queste pagine virtuali) e da quel momento aspettavo solamente di trovare l’occasione e la cornice giusta per parlarvene. Eccoci qui allora, il contesto migliore non poteva che essere l’undicesimo appuntamento con le Schegge Impazzite di Rumore! A/R è un concentrato di anarcho/hardcore punk nichilista e oscuro, crudo e selvaggio sulla falsa riga di Wretched, Nerorgasmo, Quinto Braccio e degno della migliore tradizione hardcore italiana degli anni ’80, in particolare modo dei primi anni della scuola torinese. Undici tracce dalla breve durata, mai superiore ai due minuti e mezzo (se escludiamo la conclusiva Sbarco), che rappresentano al meglio il concetto di schegge di rumore: brani brevi, concisi e diretti che trasudano tutta la sporcizia degna dell’hardcore punk vecchia scuola e non si fanno alcun problema a vomitarci addosso tutta la rabbia che nutrono gli Odio al Serio nei confronti di questo mondo. Tracce come Fuoco, Maledetta o Vago forniscono un ottimo esempio del sound e delle atmosfere che dominano l’intero A/R. Un’unica presa di coscienza ci accompagna giunti alla fine dell’ascolto di questa ultima fatica degli Odio al Serio: prima o poi il fuoco si spegnerà, nel frattempo bruciamo tutto!

 

 

Alldways – L’Odore dell’Asfalto le Sere d’Estate (2019)

L’odore dell’asfalto le sere d’estate mi è rimasto sulla pelle e non lo tolgo più…

Un’altra estate terribile sta volgendo al termine. Chi come me vive in una piccola città di periferia (di Milano così come altrove) in cui, d’estate più che mai, regna incontrastato solo il rumore del silenzio più assordante che evidenzia una patina di apparente quieto vivere che fa inesorabilmente rima con morte, sa benissimo riconoscere l’odore dell’asfalto le sere d’estate e il vortice di sensazioni che esso si porta con se, così come l’odore della vita che si ripete sempre uguale ogni giorno che passa lasciando in bocca un sapore di vaga malinconia mista ad una sensazione di mortale impotenza e totale immobilismo.

Ecco allora che in quest’altra estate terribile che si sta per concludere a tenermi compagnia nelle casse e nelle cuffie, ci è stato, in modo quasi costante  l’ultimo lavoro in casa Alldways, intitolato per l’appunto “L’Odore dell’Asfalto le Sere d’Estate”.

Dieci tracce di classico hardcore punk (a tratti sporcato da melodie che potrebbero richiamare anche certe sonorità Oi!) all’italiana sullo stile di Frammenti o dei più recenti LEISFA, sound a cui ci hanno sempre abituato i nostri carissimi Alldways. Tra le dieci tracce trova spazio anche una cover di uno dei pezzi più belli di tutto l’hardcore italiana, ovvero “2+2=5” dei grandissimi Minoranza di Uno, che risulta estremamente godibile suonata nello stile degli Alldways e cantata dalla doppie voce di Lafra e Silvia.

Gli Alldways continuano ad essere sinonimo di attitudine, coerenza e sincera passione per un modo di intendere l’hc non come semplice musica, ma un mezzo per esprimere un totale malessere nei confronti di questo esistente, un mezzo con cui tentare di sovvertire la quotidianità fatta di sfruttamento, repressione, oppressione, abitudine all’annichilimento delle nostre vite che vorrebbero divampare in tutta la loro rabbiosa gioia per costruire un esistente totalmente diverso. La seconda traccia “Usciamo allo Scoperto” secondo me è iconica di quanto ho appena scritto, con un testo che esprime al meglio la volontà di disertare e sovvertire questo esistente che ci vorrebbe condannati a morte nel suo quieto vivere, nella sua abitudine mortale che opprime, nella sua apatia dilagante. E quindi si, stanchi di un risveglio sempre uguale, usciamo allo scoperto e riprendiamoci le strade! Altro pezzo che mi ha colpito fortemente è “La Rivolta non Aspetta Domani”, musicalmente molto più vicino all’Oi! in stile Bull Brigade che all’hardcore dei Frammenti, accompagnato da un testo che secondo me riesce a sottolineare perfettamente quanto la dimensione del personale e quella del politico siano in realtà intrecciate e probabilmente inscindibili l’una dall’altra. Una canzone d’amore? Non proprio. Una canzone “politica”? Non solo. Una canzone per ricordarci che la rivolta non aspetta domani, che la rivolta è una necessità di molti e perciò le fiamme della nostra gioia devono tornare a divampare il prima possibile. La successiva “Oltre il Confine” ribadisce invece, se qualche stronzo se ne fosse dimenticato, un messaggio estremamente chiaro: di ogni confine e di ogni frontiera devono rimanere solo fottute macerie! Il nuovo disco degli Alldways non poteva che chiudersi con la titletrack, breve pezzaccio che lascia un sapore di forte malinconia in bocca, lo stesso sapore dell’estate appena passata, di quella prima e probabilmente anche di quella che verrà. “L’odore dell’asfalto le sere d’estate” è un disco sinceramente politico e personale, un pugno al petto che toglie il fiato, che fa perdere le parole ma lascia una voglia di urlare fino a perdere la voce, per sentirsi ancora una volta vivi, incazzati ma vivi. Perché la gioia della rivolta verso questo esistente la vogliamo vivere subito, senza rimandare, senza aspettare il domani.

Solidarietà e complicità con l’Asilo Occupato di Torino

 

Oggi alle 4.30 di mattino è iniziata l’operazione di sgombero dell’Asilo Occupato di Torino, in contemporanea a 5 arresti per associazione sovversiva a causa dell’impegno nella lotta contro al CIE torinese.

Ancora una volta lo Stato mostra il suo vero volto: tra le congratulazioni del Sindaco Appendino le forze dell’ordine caricano e inseguono i solidali del quartiere accorsi per far sentire, con i loro corpi e le loro voci, la vicinanza a chi resiste tuttora sul tetto.
Punire, insomma, chi si mostra vicino ai migranti e agisce in prima persona affinché le prigioni, dove è detenuto chi ha la sola “colpa” di non avere i documenti, chiudano finalmente i battenti.
Cancellare inoltre, prima fisicamente e poi dalla memoria del quartiere Aurora, un posto occupato, l’Asilo, dove rapporti liberi da prevaricazione e quotidianità non alienate dal lavoro e dal denaro possono essere sperimentate.

La nostra solidarietà va quindi a Silvia, Giada, Antonio e Beppe, convinti non sarà questo a far loro chinare il capo.

L’appuntamento di oggi è alle 18.00 nella sede di Radio Blackout.

(TESTO SCRITTO DAI COMPAGNI E DALLE COMPAGNE DEL TELOS)

Per chi vuole rimanere aggiornato e non può o non riesce a raggiungere i compagni e le compagne che ancora stanno resistendo per le strade di Torino si ascolti https://radioblackout.org

Ci riprenderemo il cielo statene certi. Le fiamme della nostra gioia continueranno a divampare nelle vostre grigie città in cui vi siete condannati a morte! Solidali e complici sempre e comunque con chi lotta contro l’esistente, i suoi difensori e contro questo quieto vivere imposto a colpi di repressione, sgomberi, sorveglianza, controlli, sbirri, telecamere, carceri e oppressione quotidiana. Risplenda il fuoco sotto cieli di piombo!