A Lesson in Violence: Crisis Benoit e Sadako

In questo nuovo articolo vi porterò per la prima volta una doppia recensione, visto che da pochissimi giorni è stato pubblicato sia il nuovo lavoro dei bolognesi Crisis Benoit, sia la prima fatica dei Sadako, nuova creatura direttamente da Sassari. Come se non bastasse i due gruppi saranno impegnati proprio in questi giorni in un mini tour di quattro date che li vedrà suonare in Austria e Svizzera, per poi concludere questo viaggio all’insegna della violenza sonora il 26 di Novembre a Bologna (per sapere dove, come e quando, stay tuned sui profili social dei due gruppi). Il mio consiglio è quello di non farvi scappare questa doppia dose estremismo sonoro per niente al mondo, perché sia i Crisis Benoit che gli emergenti Sadako sanno sul serio cosa significa sbriciolare ossa e conoscono perfettamente il concetto di “violenza, non musica”. E se continuerete a leggere questo articolo, capirete perché con questi due brutti ceffi non si deve scherzare. Volete una lezione di violenza? Prendete appunti.

Amanti dell’hardcore più estremo e furioso e del wrestling in tutte le sue forme, ecco a voi che tornano sulle scene i Crisis Benoit con il nuovissimo “Icon of Violence”, un titolo che non può lasciare spazio all’immaginazione in merito a quanto ci troveremo ad ascoltare. Un concentrato di violenza sonora inaudita che colpisce sui denti come una mazza da baseball e che ti prende a pugni nello stomaco per una quindicina di minuti, senza lasciar tregua o possibilità di riprendere fiato. Qualcuno potrebbe definire la proposta dei nostri cari bolognesi come powerviolence o grindcore, ma sinceramente le etichette a questo punto lasciano il tempo che trovano signori e signore all’ascolto, visto che quello che ci offrono i Crisis Benoit con queste 13 tracce sono solamente violenza e rumore, estremismo sonoro e terrorismo musicale, con l’unico intento di aprirci il cranio a metà e di lasciarci morenti al suolo una volta finito il massacro; o l’incontro visto che come al solito il filo conduttore di tutto il lavoro è la passione incondizionata per il wrestling che anima i nostri fin dal loro primo demo. Come sempre inoltre i Crisis Benoit ci mettono ingenti dosi di sana ignoranza e ironia in quello che fanno, preferendo ad una improbabile attitudine da duri e puri della scena, la strada del “non prendiamoci troppo sul serio” e del divertimento. E questo loro approccio rende la loro proposta, già di per se originale nell’accostare l’hardcore sparato a mille alla tematiche e all’immaginario del wrestling, ancora più interessante ed estremamente godibile. L’album, prodotto da Slaughterhouse Records in formato cassetta, si apre con una veloce intro strumentale seguita dalla prima traccia “The Walking Riot”, pezzo che si apre con un riff thrash metal e che omaggia una leggenda come Wild Bull Curry, riconosciuto storicamente come padrino dell’hardcore style nel wrestling americano. Proseguendo tra gli altri 12 pezzi che compongono questo “Icon of Violence” ci troveremo immersi in un vortice di citazioni a tutto il mondo e all’immaginario del wrestling mondiale, caratteristica questa a cui ci hanno abituato da sempre, lavoro dopo lavoro, i Crisis Benoit. Ed ecco allora che troviamo un pezzo come “Necro Butcher” dedicato all’omonimo ex Wrestler statunitense, “Puroresu” che prende il nome dal termine con cui si indica il wrestling praticato in terra nipponica oppure “Montreal 11/9”, traccia che tratta uno dei casi più controversi nella storia della WWF, conosciuto anche come Montreal Screwjob. L’album poi si conclude con “I Wanna ECW all night”, brano che riprende direttamente e liberamente la famosissima “I Wanna Rock’n’Roll All Night” dei Kiss, reintrerpretandola completamente in chiave grindin’hardcore/pv, pur mantenendo un groove fottutamente rock’n’roll. Per concludere, i Crisis Benoit sanno fare il loro sporco lavoro e lo sanno fare molto bene, riuscendo ad intrattenere e tenere incollati all’ascolto come il più avvincente dei match. Una lezione di violenza inaudita, sangue e sudore sul ring, questo è “Icon of Violence”… 13 mazzate sui denti che arrivano all’improvviso. Un concentrato di violenza, non musica, che non ci lascerà tempo per riprendere fiato. Tutto questo sono i Crisis Benoit, nothing less, nothing more.

Con i Sadaku sarò molto più breve, ma giusto perché trattandosi della loro prima fatica in studio credo che le parole servano a molto poco e che l’ascolto del loro omonimo album possa darvi tutte le risposte che cercate, soprattutto se siete alla ricerca di un fastcore/powerviolence imbastardito con echi di crust e grind qua e la che non lascia scampo e che si propone come unico obiettivo quello di annichilirci a colpi di violenza sonora. Le tematiche affrontate nelle liriche dai sardi sono assolutamente uno dei punti forti della loro proposta in quanto cariche di pulsioni riottose e prese di posizione nette contro questioni come lo sfruttamento animale o il militarismo. Un esempio lampante delle posizioni antimilitariste che animano i Sadako è senza ombra di dubbio la nona traccia “RWM”, che prende il nome dalla fabbrica di bombe stanziata a Domusnovas (nella zona meridionale della Sardegna) e che negli anni ha visto la nascita di un movimento territoriale antimilitarista che ha messo in atto pratiche come il sabotaggio e l’occupazione, in modo da attaccare la presenza e i profitti di tale fabbrica di morte. Le tematiche affrontate negli altri pezzi sono riconducibili alla lezione classica dell’hardcore italiano degli anni 80/90 e di gruppi come Declino, 5°Braccio o Sottopressione, ma anche di gruppi più recenti come i Repressione. Tracce furiose e sbriciola ossa accompagnate da testi riottosi e incazzati, questo è quello che ci offrono i Sadako con la loro prima fatica in studio. Un pezzo come “Distruzione della monotonia: nessuna abitudine all’uguale” condensa, a mio parere, tutto quello che ho appena detto. Un concentrato di rabbia e rumore che non si ferma davanti a niente e nessuno, una lezione di violenza che vi farà pentire di esservi imbattuti nei Sadako. La domanda è sempre la stessa: cazzo volete di più?

 

Sadako + Crisis Benoit + Igioia live in Innsbruck
(Foto rubata dal profilo Fb del buon Pavel)

È solo una piccola lezione di violenza sonora, una questione di terrorismo musicale. Avete preso appunti? Siete pronti per il massacro? Come al solito, so’ cortellate quante ne volete.

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